Carburanti: il petrolio scende, ma alla pompa paghiamo di più

C'è un rincaro ingiustificato di circa 9 centesimi per ogni litro di benzina: è questa la denuncia di Federconsumatori che chiede al governo di intervenire

Anche chi ha poca familiarità coi numeri non fatica a capire che qualcosa non torna tra il prezzo del petrolio, che continua a scendere, e quello della benzina che, invece, va su. Il calo del costo del greggio avrebbe dovuto comportare risparmi per gli automobilisti alle pompe, ma così non è stato. Come mai?


Stando ai dati riportati dagli osservatori più attenti, il prezzo del petrolio al barile ha raggiunto questa settimana i livelli rilevati a gennaio 2009, ma fare benzina al distributore è costato il 44% in più. Per colpa dell’Iva, delle accise e delle altre voci di spesa che pesano, in maniera importante, sul costo finale del rifornimento. Se l’Iva del 2009, per dire, costava 18,9 centesimi al litro, adesso incide per 28,2 centesimi sul prezzo finale. 

Per non parlare delle accise: a quelle ormai storiche – che riguardano il finanziamento della guerra in Etiopia combattuta nel secolo scorso o i fondi stanziati per la ricostruzione nella valle del Vajont (solo per citarne due) – se ne sono aggiunte altre che hanno finito per appesantire ulteriormente il prezzo dei carburanti, come quella legata alla ricostruzione dell’Aquila, dopo il terremoto del 2009 o quella applicata per “coprire” i soldi spesi per aiutare la Toscana e la Liguria a riprendersi, dopo l’alluvione del 2011.

Senza considerare il costo del prodotto raffinato, quello del trasporto e della distribuzione e il costo dello stoccaggio che hanno inevitabilmente fatto salire il prezzo della benzina alle pompe, nonostante la “svalutazione” della materia prima.

Eppure qualcosa continua a non tornare. Il quadro è stato analizzato con scrupolo dall’Osservatorio di Federconsumatori che ha chiesto al governo di intervenire. “Per un calcolo corretto della riduzione di prezzo – si legge nella nota diffusa ieri dall’associazione – è ovvio tenere conto dei costi fissi di raffinazione, di quelli del trasporto e distribuzione, del cambio dollaro- Euro e anche dell’esasperante ed esagerato cumulo fiscale ( accise più Iva che ha raggiunto il 60-65 % del prezzo al litro del carburante)”.

“Ma pur con tutti questi fattori correttivi – hanno evidenziato da Federconsumatori – dai calcoli del nostro Osservatorio, si evince un ricarico non giustificato di circa 9 centesimi in più per ogni litro di benzina, con un costo per gli automobilisti di circa 108 Euro/annui per costi diretti e di 87 Euro per costi indiretti. Chiediamo perciò a chi ha le responsabilità istituzionali di intervenire, per fare cessare una situazione che colpisce le famiglie in una situazione di grave crisi e che, vogliamo ricordare, hanno già subito una caduta del loro potere di acquisto del 13,4%”. 



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