Caporalato: in arrivo indennizzi per le vittime

Al via un piano di accoglienza per i lavoratori stagionali e il rafforzamento della Rete del lavoro agricolo di qualità. E il bracciante sfruttato potrà finalmente essere risarcito

Nei giorni scorsi, vi avevamo parlato delle nuove norme allo studio del Governo per porre un freno al fenomeno del cosiddetto caporalato e al lavoro nero nei campi. Il Cdm ha approvato ieri il pacchetto confermando l’intenzione di punire, in modo più severo, coloro che sfruttano i lavoratori stagionali impiegati nelle campagne sottoponendoli a turni sfiancanti e mal retribuiti.


Al di là della confisca e degli arresti che scatteranno obbligatoriamente, in caso di flagranza di reato, vogliamo qui intrattenerci sulle nuove norme concepite per potenziare gli strumenti a tutela dei lavoratori sfruttati. Il ddl approvato ieri propone, infatti, un indennizzo per le vittime di caporalato che dovrebbero essere “risarcite” con le risorse provenienti dal Fondo anti-tratta. Non solo: è stato previsto anche l’avvio di un piano di accoglienza per i lavoratori agricoli stagionali (soprattutto quelli extracomunitari) che si prefigge di vigilare sulle condizioni di lavoro nei campi e di verificare che la sicurezza e la dignità dei lavoratori non siano lese. Ad occuparsene saranno le Regioni, le amministrazioni locali e le organizzazioni del Terzo Settore. E concludiamo con il potenziamento della Rete del lavoro agricolo di qualità (introdotta con la Legge Competitività dello scorso 1° settembre) alla quale potranno aderire gli sportelli unici per l’immigrazione, le istituzioni locali, i centri per l’impiego, le organizzazioni sindacali e datoriali e i soggetti abilitati al trasporto dei lavoratori nelle campagne. La Rete, presieduta dall’Inps, è costituita da rappresentanti del sindacato, delle organizzazioni agricole e delle amministrazioni che, per la prima volta, potranno riconoscere alle aziende del settore un certificato etico che attesti il pieno rispetto delle regole.

 



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