Cantieri Lavoro, Sicilia ne apre 1750

Non sono bastate le polemiche sull’assunzione di ottomila stagisti, prevista da un bando, poi ritirato dalla regione, dopo lo scandalo sui media nazionali. La regione è intenzionata ad aprire ben 1750 cosiddetti cantieri-lavoro nell’isola, sparsi tra le varie province, secondo la loro popolazione.


Obiettivo dei cantieri sarebbe assorbire temporaneamente disoccupati, dando loro un’opportunità lavorativa, utile al raggiungimento di determinati obiettivi pubblici, quale una migliore manutenzione del verde pubblico, delle strade, etc.

Dall’assessorato ai lavori pubblici si rende noto che verranno utilizzati fondi europei, i quali sono, peraltro, soggetti a maggiori controlli e che si sta predisponendo un piano di controllo dei cantieri e delle loro procedure di apertura, con forze dell’ordine e Guardia di Finanza.

Si dice altresì che tutti i lavoratori verranno assunti per tre mesi, e tutti tramite bando pubblico; in ciascun cantiere solo il direttore e il suo assistente verranno nominati dal Comune.

Ogni cantiere, infine, potrà contare di un organico fino a 20 unità lavorative; a conti fatti, si potrebbe arrivare a una forza-lavoro di circa 35 mila persone, con un costo totale di circa 300 milioni di euro (115 mila euro per cantiere). Che quei soldi provengano da fondi europei è una magra consolazione, dato che gli stessi potrebbero essere concentrati e spesi per investimenti utili, piuttosto che in un’operazione che ha tutta l’aria di essere una macchinazione clientelare-elettorale.



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