Candidature e colloqui: reperire informazioni per presentarsi al meglio

La lamentela più comune degli utenti in cerca di occupazione è quella della mancata risposta alle proprie candidature (anche quando in possesso di tutti i requisiti) oppure del classico “le faremo sapere” dopo il colloquio di selezione (pur avendo dimostrato in tale colloquio di essere idonei al lavoro…). Ma allora cosa vogliono realmente le aziende?

Facciamo un parallelo: chi ha fatto studi universitari sa bene che ogni professore all’esame ha i propri argomenti preferiti e le sue modalità di interrogazione, indipendentemente dal programma. Si concentra su determinate parti dei manuali ed altre le trascura quasi completamente. Quindi andare a seguire gli esami delle sessioni precedenti, chiedere informazioni agli studenti più anziani e studiare il docente e le sue interrogazioni può avere un risultato maggiore rispetto all’imparare a menadito il programma d’esame.

L’azienda (ed i selezionatori) non sono poi così differenti da questi docenti universitari. Ogni azienda è un mondo a se, ogni selezionatore cerca delle competenze e soprattutto delle doti caratteriali particolari e si lascia colpire più da alcune che da altre. Ogni azienda ha a cuore degli elementi che magari per altri sono trascurabili, oppure si concentra su delle strategie di nicchia difficili da conoscere ed individuare.

 

Spedire mille lettere e CV tutti uguali a tutte le aziende, non avrà lo stesso risultato che spedirne molti meno, ma in maniera mirata, andando cioè a studiarsi l’azienda ed adattando la propria candidatura.

Presentarsi a colloquio in maniera standard, avrà certamente un effetto differente rispetto all’andare preparatissimi su quello che ci si troverà di fronte.

Ma come fare? Come informarsi sull’azienda, sulle modalità di selezione e scoprire quindi: cosa quella azienda cerca veramente?


Il web è sicuramente lo strumento più utile in questo senso. Individuato un annuncio di lavoro interessante ed al quale ci si vuole candidare è importante seguire una sorta di scaletta:


  1. leggere attentamente (e non in maniera superficiale come viene spesso fatto) tutto l’annuncio, cercando di carpire i punti fondamentali tra i requisiti ai quali l’azienda punta di più.

  2. Visitare il sito web dell’azienda, studiando il settore, il mercato di riferimento, la struttura ed ogni altra informazione che se ne può trarre.

  3. Inserire in Google il nome dell’azienda e cercare commenti, discussioni, opinioni e quant’altro. È assolutamtente utile andare avanti nelle pagine dei risultati di Google e non fermarsi alla prima.

  4. In caso di grossa azienda è possibile anche recarsi su Forum e Blog del settore Lavoro ed Occupazione e chiedere attivamente (scrivendo quindi) consigli e referenze ad altri utenti

  5. Cercare nei Social Network (crearsi un account al più presto se non se ne possiede già uno), in particolar modo Facebook e Linkedin, tutte le informazioni dell’azienda e magari anche dei responsabili di selezione (è opportuno quando si viene contattati a colloquio chiedere esattamente nome e cognome del referente)


In questo modo si avrà un’idea molto chiara dell’azienda e magari anche dei selezionatori, si potrà strutturare una lettera di presentazione ad hoc ed adattare il CV. Anche nel colloquio di selezione non andremo al buio, ma già informati e preparati.

In un prossimo articolo entreremo nel dettaglio di come utilizzare al meglio le informazioni raccolte su azienda, selezionatori e posizione lavorativa, per presentarsi al meglio… continuate a seguirci.

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COMMENTS

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  • Kimara Lawson 2 anni

    L’articolo è di 3 anni fa, comunque vorrei commentare lo stesso.

    Cerco lavoro anch’io e suddividerò, sulla base della mia
    esperienza, quello che penso , per punti:

    1) Prendere atto che l’Italia è questa e non è come il resto dell’Europa
    e per cui finchè ci si candida a posti di lavoro nazionali si sa già che non
    esiste (se non in rari casi) la politica del “feedback” post invio cv
    o post colloquio non andato a buon fine, l’italia ad oggi non è così, forse tra
    qualche decennio si civilizzerà e si allineerà all’Europa (ma potrebbe andare
    anche peggio).

    2) Dicendo la mia su alcuni commenti che ho letto: come mi è
    stato spiegato da una signora addetta alle politiche del lavoro, le aziende non
    fanno beneficenza ma cercano un candidato (valido), per cui ad esempio chi
    scrive “Mi va bene qualunque lavoro” oppure fa leva sulla
    disperazione è ovviamente out, perché è come dire “Mi va bene stare con
    chiunque persona basta che respiri” : come pensate possa sentirsi quella
    persona (alias azienda) percependosi come interscambiabile e
    che volete un appuntamento con lui/lei solo perché vi urge accasarvi
    (lavorare)? E noi, quando ci si rompe un tubo in casa, vorremmo un
    idraulico competente (e magari pure simpatico e non scorbutico) oppure il primo
    che capita e che gli va bene aggiustare un tubo (sia come sia) ma anche
    aggiustare un tetto, o fare manutenzione di una strada, etc etc. ?

    3) La lettera di presentazione a corredo del cv è essenziale e può
    realmente fare la differenza (su chi non la manda e magari ha anche un cv più
    appetitoso del nostro, ad esempio). Ed è essenziale che sia
    mirata e lunga non più di 15 righe, riga più riga meno. E ancora più
    essenziale è leggere attentamente quello che richiede l’offerta, quindi
    riprendere punto per punto ogni requisito precisato, facendone
    un gioco di specchio riflesso sulla lettera, in modo che il proprio
    profilo risulti davvero coerente e in linea con quanto richiesto.

    4) Inutile mandare 20mila cv a casaccio, meglio davvero mandarne 2 ma
    mirati o, al limite, per posizioni in cui non viene richiesta esperienza
    né limiti di età.

    5) Le addette delle agenzie di lavoro sono in media snervanti e
    vanno spesso a simpatie o privilegiano chi ha gia lavorato con
    loro, sicuramente molta gente non trova lavoro tramite agenzia, ma alcuni
    si.

    Sovente espongono offerte che si scoprono poi essere
    “fantasma” e ti verrebbe da insultarle, perché le vedi lì, a
    mangiarsi le loro gallette di riso, con la loro seraficità tipica di
    chi “il problema” per eccellenza lo ha risolto; però
    non bisogna neanche recarvisi coi pregiudizi, non è detto. E a questo proposito
    leggete il fondo del punto 7.

    6) I raccomandati in Italia ci sono ma non è che sono tutti
    raccomandati, anzi. Ho amici e conoscenti che lavorano e so per certo che non
    sono stati raccomandati.

    7) Nota dolente, gli over40 versano in acque ancora più brutte, però
    non bisogna mai smettere di cercare, anche se lo so che è
    scoraggiante, lo è per tutti. In Lombardia (ma non solo, credo) esiste la dote
    lavoro che è rivolta a inoccupati e disoccupati dai 30 in su. Si può scegliere
    da una lista l’ente con cui stringere il cosiddetto “patto di
    servizio”, un referente seguirà il richiedente per un tot di mesi,
    e tenterà di ricollocarlo nel mercato lavorativo, facendo il suo
    (oltre che quello del candidato) interesse: più ricollocamenti ci sono e
    più incentivi entrano all’ente. Sì, bè, non c’è niente di certo anche qui ma
    sempre meglio di non iscriversi. (P.s. in questo senso, le agenzie di lavoro,
    molte delle quali rientrano nella lista, ma non le uniche, privilegiano
    sicuramente gli iscritti alla dote, per ovvi motivi)

    8) Quando non si ha lavoro da molto tempo e ci si sente molto abbattuti e
    depressi per i cv che si inviano senza ricevere riscontri, può anche
    capitare che qualora arrivi una chiamata per un colloquio non
    si abbia comunque lo stato d’animo giusto per poterlo affrontare;
    nonostante il sorriso e la sicurezza che si mostra allo specchio, può
    essere che sia comunque percepibile a pelle il senso di
    abbattimento, nervosismo o tristezza. E come si diceva e si sa,
    i recruiter non sono psicologi nè la loro funzione è quella di empatizzare col
    candidato, da un punto di vista puramente umano.

    Il mio consiglio è, se è un canale che può fare per voi, seguirvi da
    youtube delle meditazioni di rilassamento, per l’ansia o l’autostima, quelle
    con la voce guidata sono meglio. Da ascoltare in generale e in particolare
    prima di un colloquio. In alternativa cercare comunque un’attività
    che porti a “rilassarsi”, a staccare e a non percepirsi solo
    come disoccupato ma come persona, aldilà di tutto, che poi
    è la verità. Guardarsi dall’alto e provare ad estendere la percezione
    di sè stessi: il lavoro è stra importante, diciamo pure fondamentale, ma
    essere “uno che cerca lavoro”, per quanto infruttuosa e logorante
    ossa essere la ricerca, non è tutto ciò che si è. E comunque pensare
    sempre positivo, tanto pensare negativo non è che porta lo stesso a qualcosa.

    9) Al colloquio presentarsi con sobrietà ed
    equilibrio (vabbè ponete che avete meditato e siete dei buddha
    estatici casomai mettetevi una pancera contenitiva, anche se poi ho scoperto
    che il buddha non era grasso, ma va bè a me piace pensarlo un po’
    ciccione) dall’aspetto al modo di porvi e in generale
    privilegiare l’onestà e la spontaneità ( finchè esse non vadano
    a ledere il buon esito del colloquio, ovvio) In medio stat virtus sempre,
    secondo me, aldilà di come andrà il colloquio.

    10) Se il tempo passa e nulla cambia e non ce la si fa più, valutare
    seriamente l’ipotesi di “espatriare”, se in linea con il proprio
    carattere.

    In bocca al lupo a tutti noi!

  • elena 5 anni

    gentile direttore
    concordo con lei su quasi tutti i punti ma mi permetta di farle notare che, in molti casi, i selezionatori quando pubblicano una candidatura omettono il nome dell’azienda. Mi sono spessissimo ritrovata a rispondere a candidature in cui “AZIENDA LEADER NEL SETTORE CERCA..”era la sola informazione utile sull’azienda! Una volta sono stata selezionata e contattata telefonicamente per un posizione molto precisa e nemmeno in quel caso mi è stato detto esplicitamente di quale azienda  si trattasse. Fortuna ha voluto che ho risposto allo stesso annuncio su un altro sito internet e selezionata da un’altra azienda di recrutiment che più onestamente mi ha detto il nome dell’azienda. Solo in quel momento ho potuto fare tutte le mie ricerche sul prodotto, la politica e l’organizzazione dell’azienda!!
    Per rispondere alla battuta di Ctiberto: in effetti molte università hanno inserito moduli di inserzione professionale che insegnano a redigere un CV e preparano a eventuali colloqui nella loro abituale offerta formativa.

  • Ctiberto 5 anni

    Grazie delle informazioni alcune cose non le sapevo adesso provo ad adottarle.
    Lasciatemi però dire che finora ho cercato di seguire tutti vostri, non solo , consigli e non ho ancora visto risultati.
    Ritengo e mi hanno anche confermato che ho un curriculum interessante e ben fatto.
    Permettetemi una battuta.
    Se continua così la ricerca di lavoro potrà diventare materia di insegnamento scolastica con tanto di esami da superare. 🙂