Candidatura spontanea, reperire le aziende cui proporsi

Ecco perché è utile inviare una candidatura spontanea e come reperire le aziende alle quali proporsi.

candidatura spontanea

In un periodo di crisi economica e di forte disoccupazione, può ancora risultare utile inviare una candidatura spontanea (o autocandidatura)? Oppure si tratta di una prassi che non fa altro che aggiungere candidature a un numero di curriculum già in esubero? Contrariamente a quanto si possa pensare, proporsi in modo spontaneo ad un’azienda può risultare un ottimo modo per farsi notare. Ecco perché.


Innanzitutto va considerato un vantaggio: la maggior attenzione che una candidatura spontanea può ottenere rispetto alle altre. Quando si risponde ad un determinato annuncio, è facile immaginare che l’azienda verrà sommersa da una valanga di cv. Una candidatura “isolata”, inviata in un periodo qualsiasi dell’anno (perché non esiste il periodo migliore per l’invio del cv) è più probabile che venga notata. E se questo accade l’ulteriore vantaggio è quello di non avere “concorrenti” con i quali confrontarsi per il posto in questione. Infine è importante considerare la probabilità di trovarsi ad essere “la persona giusta al momento giusto”. Capita più spesso di quanto s’immagini che le aziende non pubblichino un’offerta di lavoro, pur avendo necessità di assunzioni. Questo può avvenire per diversi motivi (il fatto di non fare inserzioni a pagamento potrebbe perfino far parte di una strategia di contenimento dei costi): ecco che allora l’arrivo di una candidatura spontanea, proprio per il posto rimasto vacante, può aumentare le chance di essere contattati per un colloquio. Inviare una candidatura spontanea deve rientrare in una sorta di “strategia di marketing personale”, che ruoti attorno alla “vendita” della propria professionalità o delle competenze acquisite con lo studio o con l’esperienza (un po’ come se si fosse l’agente di commercio di se stessi). A tal fine è bene organizzarsi, costruendo un ottimo cv, un’efficace lettera di presentazione e soprattutto puntando al bersaglio: il fatto che la candidatura non risponda ad alcun annuncio in particolare, non vuol dire che debba essere generica e inviata “a raffica”. Anche in questo caso, è necessario fissarsi un obiettivo (il lavoro più congeniale alla propria formazione ed esperienza) e individuare il settore di competenza (le aziende alle quali rivolgersi).

Come reperire le aziende alle quali proporsi per inviare una candidatura spontanea

L’invio del curriculum deve rappresentare l’ultimo step di un programma ben preciso e organizzato, il cui obiettivo principale deve essere la delimitazione del proprio ambito di competenza e all’interno di quest’ultimo, l’individuazione di tutte le aziende che potrebbero potenzialmente essere interessate al proprio profilo. Per raggiungere tale scopo, è necessario:





  1. Individuare i maggiori player del settore, non solo della zona di appartenenza ma anche di quelle presenti nella città in cui ci si potrebbe trasferire. Il primo passo è quello di reperire quante più informazioni possibili, in modo da potersi proporre in modo mirato e allineando i propri punti di forza e il proprio valore aggiunto alla mission aziendale. Per inviare la candidatura spontanea ci si può avvalere dell’e.mail di contatto o presentarsi attraverso l’apposito form della sezione lavora con noi dei siti internet.
  2. Il web rappresenta una fonte preziosa di opportunità da questo punto di vista. Tutte le aziende sono presenti sul web e hanno profili aziendali sui più famosi social network: partecipare ai gruppi di discussione o ai forum di settore permette di ampliare la propria rete di contatti e con un po’ di fortuna di conoscere anche qualche selezionatore del personale o “qualcuno che conta” all’interno di un’azienda.
  3. I Career Day rappresentano sempre delle belle occasioni d’incontro. Se si ha la possibilità di partecipare, è costruttivo dedicare una giornata alla conoscenza dei vari progetti e delle novità che ogni azienda propone. In questo caso l’importante è non farsi cogliere impreparati, avere una scorta di cv e la prontezza di poter scambiare anche “quattro chiacchiere al volo” passando davanti ad uno stand.
  4. Le agenzie per il lavoro (e i Centri per l’impiego) hanno come scopo principale quello di mettere in contatto le aziende con coloro che sono alla ricerca di un’occupazione. Certo può risultare lungo e impegnativo “costruire” il proprio profilo lavorativo sul database di ogni agenzia ma ne vale la pena se si pensa che questa è la fonte dalla quale gli operatori del settore attingono nel momento in cui si prospetta all’orizzonte un’opportunità di lavoro.
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