Cambiare lavoro: 5 consigli per non sbagliare

Rifletti su ciò che hai e pensa a quello che vorresti avere; lasciare il vecchio per il nuovo può essere rischioso e inappagante

C’è chi trema all’idea di dover affrontare un nuovo colloquio di lavoro e chi muore dalla voglia di dimostrare quanto vale al di fuori dell’azienda nella quale lavora; chi mira a intrattenersi il più possibile nella confort zone e chi ama inoltrarsi in terreni inesplorati. A segnare il discrimine è la diversa attitudine al cambiamento che, nei primi, è scarsamente sviluppata e, nei secondi, fortemente avvertita. Ma chi ha più probabilità di avere soddisfazioni in ambito lavorativo? Rispondere in maniera ferma non è facile. Limitarsi a svolgere sempre le stesse mansioni non è certamente un bene, ma neanche lanciarsi incautamente su tutto rischiando di fare a pezzi la propria carriera. Cambiare lavoro non è di per sé un tabù, ma guai a prendere la decisione con leggerezza. Dai un’occhiata a quanto segue e scopri quanto e se hai veramente voglia di voltare pagina.


5 consigli per chi vuole cambiare lavoro

Se l’idea di abbandonare il vecchio lavoro continua a fare capolino nella tua mente, non scacciarla come si fa coi cattivi pensieri, ma inseguila ed analizzala con attenzione. Quello che reputi essere un capriccio del momento (legato magari a qualche dissapore in ufficio) potrebbe rivelarsi, invece, la spia di qualcosa di serio, che ti costringe a fare i conti con l’eventualità di ripianificare tutto. Scorri i consigli dispensati da alcuni esperti britannici sul sito Onward (che abbiamo letto e rielaborato per te) e scopri qual è la strada che devi percorrere.

Fermati a riflettere

Cambiare lavoro non è come cambiare borsetta alla mattina. Se c’è una cosa che non puoi assolutamente permetterti è lasciarti vincere dalle emozioni o farti trasportare dagli umori ballerini. Le giornate storte capitano a tutti, se pensi che sia meglio cambiare lavoro perché il capo ti rimprovera più del dovuto o i colleghi non collaborano come vorresti, sei fuori strada. Gli screzi e le incomprensioni possono essere superati, a patto che tu sia disposto a farlo e pensi che ne valga veramente la pena. Pondera con attenzione le cose e cerca di comprendere cosa vuoi da te e dal tuo lavoro.

Concentrati sul salvabile (se c’è)

Capita a volte di vedere tutto nero e di non riuscire a cogliere il bello delle cose che, anche al lavoro, diamo per scontate. Cerca di concentrarti su quello che ti ha spinto ad accettare il posto al momento dell’assunzione e prova a capire se la tua voglia di abbandonare tutto è legata ad una temporanea disaffezione o ad una cronica insofferenza. Se non sei più soddisfatto di quello che fai o non riesci più a garantire i risultati che ti vengono chiesti, parlane col tuo capo e valuta se è possibile trovare una soluzione. Non andartene col rimpianto di non averci provato fino in fondo.

Accertati di andartene per un valido motivo

In ufficio, è facile inciampare su equivoci e fraintendimenti, specie quando il carico di lavoro mette a dura prova il sistema nervoso e la pazienza. Prima di prendere seriamente in considerazione l’idea di cambiare lavoro, accertati di non aver preso un granchio e fai chiarezza sulle dinamiche che ti indispongono invogliandoti a levare le tende. Potresti scoprire che a farti stare male non sono gli altri e che è dal tuo approccio sbagliato al lavoro che deriva buona parte delle incomprensioni. Chiediti cosa vuoi veramente ed insegui il progetto di lasciare il vecchio per affacciarti al nuovo solo se pensi che le tue abilità e le tue ambizioni non possano più trovare appagamento dove ti trovi attualmente.

Scopri perché vuoi cambiare lavoro

Prendi una penna in mano e ferma su un foglio di carta tutte le cose che concorrono a farti andare controvoglia in ufficio. Avere un quadro nitido di quello che non ti piace può aiutarti a comprendere se il problema è serio o se può essere superato e a seguire la giusta direzione, nel caso in cui dovessi comprendere che cambiare lavoro è l’unica cosa da fare. Scopri cosa non ti piace e mettiti alla ricerca di un impiego che riesca a stimolarti in maniera nuova.

Preparati come si deve

Prepararsi bene vuol dire impegnarsi affinché i selezionatori (con cui dovrai nuovamente interloquire) possano rendersi conto che sei una risorsa valida e motivata. Dopo aver aggiornato il CV e aver scritto una lettera di presentazione mirata, concentrati sul colloquio:

  • informati bene sull’azienda e metti in evidenza le competenze che si incrociano con ciò che ricerca;
  • fornisci qualche esempio concreto di ciò che sai fare e supporta tutto con dati e statistiche

I selezionatori che intervistano candidati che hanno deciso di cambiare lavoro assumono solitamente un atteggiamento particolarmente guardingo perché mettono in conto la possibilità di avere a che fare con persone incostanti, scontrose o inaffidabili. Se sei veramente intenzionato a rimetterti in gioco, devi studiare ogni mossa con zelo, abbattere i pregiudizi che potrebbero ostacolarti alla partenza ed affrontare la sfida in attacco. A darti una mano potrebbero essere le persone che – a vario titolo – sono state al tuo fianco lungo il percorso professionale. Mentori, formatori ed ex dirigenti potrebbero aiutarti a capire quali sono i punti forti su cui devi scommettere e quali quelli deboli su cui devi ancora lavorare.

Il legame che intercorre tra il lavoro ed il benessere personale è profondissimo e non va sottostimato. Se il mestiere che svolgi è fonte di ansia, frustrazione e nervosismo che attentano quotidianamente alla tua autostima, forse è il caso che tu ci dia un taglio. L’idea di ricominciare da capo può fare paura, ma quella di rimanere in un posto che ti inaridisce e svuota (non solo professionalmente) è ancora più spaventosa. Guarda il quadro nel suo complesso e soffermati su ogni singolo dettaglio: la risposta alla domanda più difficile (resto o vado via?) sta nella capacità di scovare ciò di cui hai veramente bisogno.



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