Cambia la bolletta elettrica: bene per le famiglie numerose, male per i single

Il passaggio dal sistema progressivo a quello lineare delle tariffe farà risparmiare le famiglie più grandi. Ma non i single benestanti

Dal primo gennaio 2016 prenderà il via la riforma delle tariffe voluta dall’Autorità per l’energia elettrica. Si tratta di un percorso che – recependo la direttiva Ue sull’efficienza energetica che ci allineerà agli altri Paesi del Vecchio Continente – si concluderà nel 2018. La riforma prevede infatti il graduale passaggio dall’attuale sistema progressivo delle tariffe e per gli oneri generali al sistema lineare. Un transito che, detto in soldoni, finirà per penalizzare chi consuma di meno e per agevolare chi consuma di più.


Con l’entrata a regime della riforma, il costo del 40% delle nostre bollette elettriche sarà uguale per tutti. Ogni utente pagherà, infatti, la stessa quota per i servizi che utilizza, a prescindere dai consumi. Il cambiamento promosso dall’Autorità mira a “sostenere la diffusione di consumi efficienti oggi penalizzati da costi eccessivi, semplificare e rendere più trasparente la bolletta e rendere quello che paghiamo più equo e realmente aderente ai costi dei servizi di rete”. Superando il vecchio sistema – introdotto 40 anni fa, a seguito degli shock petroliferi – che prevedeva che chi consumava di più, a parità di costi per il servizio, pagasse qualcosa anche per chi consumava di meno. 

La situazione verrà adesso gradualmente ribaltata, tanto che single e coppie inizieranno a mettere più frequentemente mano al portafogli, mentre le famiglie numerose se la caveranno con importi più bassi di quelli versati finora. Stando alle prime stime circolate ieri infatti, nei prossimi 3 anni, le bollette delle famiglie tipo italiane aumenteranno di 21 euro, mentre quelle delle famiglie più numerose scenderanno di 46 euro. Ma a uscirne con le ossa rotte saranno soprattutto i single benestanti per i quali si profilano rincari di 78 euro. E i più bisognosi? L’Autorità per l’energia elettrica ha assicurato che il bonus sociale di sconto per gli utenti in difficoltà verrà mantenuto ed ha anzi proposto di aumentarlo dal 20 al 35% coinvolgendo una platea più estesa di aventi diritto.



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