Calcolo stipendio netto 2018 (partendo dal lordo) con esempi, aliquote e calcolatore online

Il calcolo dello stipendio netto varia in base al reddito e quindi agli scaglioni Irpef. Abbiamo costruito alcuni esempi pratici da consultare.

Riuscire a risalire al netto di una busta paga, partendo dall’importo lordo, è un’operazione tutt’altro che banale, anzi spesso  risulta complessa e articolata, in virtù delle varie componenti da considerare.


Per tale motivo cercheremo di fare chiarezza su come calcolare uno stipendio netto.

Calcolatore online stipendio netto

Ecco qui un bel calcolatore.

Inserisci i dati nel calcolatore sottostante per calcolare lo stipendio netto:

I fattori principali che incidono sulla determinazione del compenso netto, partendo chiaramente dal lordo, sono:

  • l’ammontare complessivo lordo annuo, da cui scaturisce un’aliquota IRPEF diversa in quanto progressiva;
  • l’aliquota applicata dall’INPS o dalle altre casse pensionistiche di appartenenza;
  • le aliquote applicate dalle regioni, dalle province e dai comuni in cui si vive;
  • le detrazioni IRPEF da lavoro dipendente che spettano in base al reddito annuo totale;
  • la presenza di tredicesima e quattordicesima, dei contributi previdenziali e degli accantonamenti a TFR;
  • l’eventuale diritto al bonus degli 80 euro (interi per chi lavora tutto l’anno, una quota per chi lavora solo in alcuni periodi).

Calcolo IRPEF in busta paga, i 5 scaglioni

Come già accennato precedentemente l’IRPEF ricopre un ruolo importante nella determinazione dello stipendio netto. Si tratta di un’imposta progressiva suddivisa in 5 scaglioni e dunque le aliquote sono diverse in base al reddito. Più nello specifico la percentuale applicata è pari al:

  1. 23% per somme denaro comprese fra 0 e 15.000 €
  2. 27% per chi percepisce tra i 15.001 e i 28.000 €
  3. 38% per salari compresi fra i 28.001 e i 55.000 €
  4. 41% all’interno del range che va da 55.001 fino a 75.000 €
  5. 43% per le somme maggiori di 75.000 €

Alcuni esempi pratici di calcolo stipendio netto partendo dal lordo annuo

Facciamo ora tre esempi pratici di calcolo per poterci orientare.

#1 – Su uno stipendio lordo annuo di 14.000 € l‘aliquota IRPEF da applicare è il 23%, ossia bisogna togliere a 14.000 la cifra di 3.320, arrivando così a 10.780, ai quali vanno sottratti ulteriori 1.000 € circa per contributi assistenziali, quindi a questo punto il netto annuo sarà di 9.780 €, con la mensilità netta sarà di 752 € (9.780 diviso 13) per chi percepisce 13 mensilità, mentre sarà pari a 698 per coloro che ne ricevono 14.

#2 – Se si percepisce uno stipendio mensile di 1600 € per 13 mensilità, la RAL (Retribuzione annua lorda) sarà quindi di 20.800 euro. Le aliquote di riferimento saranno quindi la prima (23%) e la seconda (che è del 27%,). Non bisogna fare infatti l’errore che fanno in tanti di calcolare l’aliquota prevista su tutto l’importo, altrimenti si creerebbe il paradosso che chi guadagna una cifra leggermente superiore a quella dello scaglione (ad esempio 15.100 euro o 28.100 euro) avrebbe un netto inferiore a coloro che guadagnano meno, ma restano nello scaglione precedente. Come si fa allora il calcolo? Semplice, sui 20.800 euro dell’esempio si calcolerà:

il 23% per i primi 15.000 euro: 3.450 euro
il 27% per la somma successiva, cioè su 5.800 euro (20.800 – 15.000): 1566 euro

Per cui l’IRPEF da pagare sarà 5.016 euro in totale ed avremo un netto di 15.784 euro (20.800 – 5.016). Al netto sarà poi da sottrarre una (normalmente piccola) parte contributiva e aggiungere una eventuale cifra per coniuge e/o figli a carico.

# 3 – Prendiamo ora un esempio di stipendio relativamente alto, che comprende quindi ancora più scaglioni: 2800 euro mensili per 14 mensilità. La RAL sarà di 39.200 euro (2.800×14). L’IRPEF sarà quindi:

  • il 23% per i primi 15.000 euro: 3.450 euro
  • il 27% per la somma compresa tra 15.000 e 28.000 (secondo scaglione), quindi su 13.000 euro e sarà: 3.510 euro
  • il 38% per la somma compresa tra 28.000 ed il totale annuo dell’esempio, quindi 11.200 (39.200 – 28.000): 4.256 euro

Per cui la somma dell’IRPEF da pagare sarà di 11.216 (3.450 + 3.510 + 4.256), portando lo stipendio netto anno a 27.984. Considerando le 14 mensilità sarà quindi di poco meno di 2.000 euro netti mensili.

Anche in questo caso ovviamente questa cifra è solo indicativa, in quanto potrebbero esserci sgravi contributivi di vario genere e ci sarà una piccola cifra di contribuzioni a carico del dipendente.

Calcolo stipendio netto part-time

Contrariamente a quanto molti sono portati a pensare lo stipendio netto di un lavoro part time non si calcola estrapolando il periodo utile rispetto al full time, ossia non si può riproporzionare il numero di ore rispetto al full time (20 anziché 40 ad esempio). Questo perché bisogna considerare che, in virtù dello stipendio lordo più limitato e di un numero di ore minore, vi sarà quasi sicuramente anche uno scaglione IRPEF più basso.

In virtù di questo il lavoratore part time potrebbe percepire uno stipendio netto maggiore rispetto alla metà di quello di un lavoratore full time, così se ad esempio un lavoratore che lavora 40 ore percepisce 18.000 € netti annui, quello che ne lavora 20 riceverà una cifra superiore a 9.000 € in virtù di un’aliquota IRPEF più bassa. Ovviamente se si resta nello stesso scaglione allora si potrà semplicemente riproporzionare il contratto full time in base alle ore del part time.

Calcolo stipendio netto apprendistato

Si tratta di un caso particolare in quanto prevede un’aliquota contributiva INPS volta a favorire il dipendente, infatti a differenza dei contratti di lavoro classici (che si attestano in genere fra il 9,19 e il 9,49%) l’aliquota per gli apprendisti è del 5,84%, quindi quasi 4 punti percentuali di differenza. Dunque riprendendo l’esempio fatto in precedenza, con questa tipologia di contratto, una volta sottratta la percentuale IRPEF, alla somma rimasta non sarebbero più tolti circa 1.000 € per i contributi, ma poco più di 600 € approssimativamente.



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