Calano assunzioni e cessazioni: ce lo dice l’Inps

Il Nord-Ovest è la zona in cui si assume e si licenzia di più. E se i contratti a tempo indeterminato iniziano a "latitare", l'uso dei voucher continua invece a prosperare

E’ una panoramica molto ampia quella fornita, nei giorni scorsi, dall’Osservatorio sul Precariato dell’Inps. L’istituto di previdenza sociale ha, infatti, passato ai raggi X i dati del mercato occupazionale del primo trimestre del 2016 ricavandone un’istantanea che, se non autorizza a sprofondare nel panico, non invita neanche a festeggiare troppo. Al calo delle assunzioni ha fatto il paio anche quello dei licenziamenti (o cessazioni), mentre i contratti a termine trasformati in tempo indeterminato sono diminuiti del 31%. E i voucher, considerati da molti il nuovo volto del precariato? Continuano ad “impazzare”: la loro quota, in un solo anno, è infatti salita del 45,6%.


Il primo dato fornito dall’Osservatorio è quello che riguarda le assunzioni che, tra gennaio e marzo 2016, sarebbero state quasi 1 milione e 188 mila, il 12,9% in meno rispetto al primo trimestre del 2015. Più nel dettaglio: l’Inps ha contato 324.098 assunzioni a tempo indeterminato (-33,4% in un anno), 814.025 assunzioni a tempo determinato (-1,7%) e 49.731 assunzioni in apprendistato (+0,1%). Praticamente, mentre la quota dei neo assunti a termine e con contratto di apprendistato è rimasta sostanzialmente invariata, quella dei neo assunti a tempo indeterminato è invece significativamente calata. Il motivo? Va sicuramente rintracciato nella fine dell’incentivo fiscale che, fino a dicembre del 2015, ha invogliato gli imprenditori italiani – che hanno potuto beneficiare di interessanti sgravi contributivi – ad assumere a tempo indeterminato. Per quanto riguarda le trasformazioni dei contratti da tempo determinato a indeterminato, l’Osservatorio ha certificato un calo del 31,4% (rispetto a gennaio-marzo 2015), “calmierato” dall’aumento del 20,3% che ha invece interessato le trasformazioni da contratto in apprendistato a tempo indeterminato.

E veniamo alle cessazioni: nei primi tre mesi dell’anno, l’Inps ne ha contate in tutto 946.729, l’8,8% in meno rispetto allo stesso periodo del 2015. La flessione più importante ha interessato i lavoratori in apprendistato (-20,1%), seguiti da quelli con contratto a tempo determinato (-10,4%) e da quelli con contratto a tempo indeterminato (-5,3%). A conti fatti, dunque, secondo l’Osservatorio dell’Inps, il saldo assunzioni-cessazioni è rimasto comunque positivo (+241 mila), seppur in calo rispetto all’anno precedente (+326 mila). Il monitoraggio dell’Inps ha, inoltre, documentato che, nei primi tre mesi del 2016, il numero più alto di assunzioni si è registrato nel Nord-Ovest (348.991; il 10,3% in meno del primo trimestre del 2015) e nel Nord-Est (258.496; -9,3%), mentre nelle Isole non si è riusciti ad andare oltre le 83.074 assunzioni (-17,9% in un anno). E se vi state chiedendo dove si sono contati, invece, più licenziamenti, sappiate che il Nord-Ovest, anche in questo caso, ha mantenuto il primato nazionale (con 294.771 cessazioni; -8% in un anno), seguito dal Centro (209.717; -10,4%) e dal Nord-Est (192.862; -8,6%).

Un discorso a parte meritano, infine, i voucher. Secondo l’Osservatorio sul Precariato dell’Inps, tra gennaio e marzo 2016, ne sono stati venduti quasi 31,5 milioni (ognuno del valore nominale di 10 euro). Detta in percentuale: la quota dei buoni utilizzati per il pagamento delle prestazioni di lavoro accessorio è aumentata di un ulteriore 45,6%, dopo il boom rilevato l’anno scorso che aveva segnato un significativo +75,4%.




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