Buttafuori: nuove normative

Il recente provvedimento, firmato dal ministro Maroni, punta a colmare una lacuna legislativa nel lavoro dei buttafuori: manca ancora l’ok della Corte dei Conti, ma, passato quello, la misura entrerà in vigore dal momento in cui sarà pubblicata nella Gazzetta Ufficiale.


Innanzitutto vengono fissati dei requisiti fondamentali per accedere alla professione o per iscriversi al nuovo elenco, che sono: età minima di 18 anni, avere il diploma di scuola media superiore, disporre di un’ottima salute fisica e mentale, in particolar modo per quanto riguarda la vista, non ha subito denunce o condanne, anche con sentenze non definitive, e non è stato arrestato; dev’essere assente nel soggetto qualsiasi segno che si riferisca a formazioni criminali, discriminatorie, violenti o razzisti.


In più naturalmente deve aver superato il corso di formazione.

Come viene strutturato il corso di formazione?

E’ organizzato dalle Regioni, che assicurano ai candidati una preparazione in diverse categorie strategiche: corsi per formarli in ambito giuridico, quindi sicurezza e ordine pubblico, in ambito tecnico, con le norme anti incendio, sicurezza e salute sul lavoro, e in ambito sociale, quindi capacità di relazionarsi con il pubblico e di sapersi auto controllare anche in situazioni critiche.

Il perfetto buttafuori d’ora in poi dovrà svolgere le sue funzioni senza armi, dovrà essere maggiorenne, dovrà esporre un cartellino giallo fluorescente con scritto “assistenza”, non dovrà avere precedenti penali e dovrà avere una capacità di gestione delle situazioni molto avanzata.

Chi svolge già questa professione deve andare obbligatoriamente ad iscriversi in un elenco istituito in ciascuna prefettura provinciale: ci sarà tempo fino ad aprile.





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