Brexit, cosa cambia in 4 punti

E fu Brexit Day, anzi Indipendence Day, come ha twittato Nigel Farage, leader del partito UKIP (Partito per l’Indipendenza del Regno Unito), partito nato con lo scopo di rendere la Gran Bretagna indipendente dall’Unione Europea.


Quali saranno le conseguenze concrete dell’uscita del Regno Unito dalla UE

#1 Politica Britannica: una conseguenza c’è già stata, il Premier David Cameron, che ha fatto campagna per il NO, ha annunciato le proprie dimissioni entro ottobre. C’è sempre da invidiare, per chi guarda qui dall’Italia, la serietà dei politici britannici. Nessuno lo obbligava a dimettersi, ma ha preso atto di aver fatto una campagna contraria al volere degli elettori ed ha tratto le conseguenze.

brexit-1Una conseguenza a medio termine potrà essere la ripresa di forza della campagna per l’Indipendenza della Scozia dal Regno Unito. La Scozia ottiene molti fondi europei, essendo considerata una regione arretrata, e gli elettori scozzesi potrebbero decidere di “mollare la Gran Bretagna” e rientrare nell’Unione Europea. Anche L’Irlanda del Nord potrebbe fare una scelta analoga.

#2 Politica Europea: le spinte euroscettiche avranno grande impulso dalla #Brexit, e potrebbero presto seguire referendum in altre nazioni. Olanda e Austria potrebbero essere le prossime. In Italia? In Italia, a parte che “La Costituzione più Bella del Mondo” non consente referendum sui trattati internazionali, i partiti presunti euroscettici (da Lega Nord a M5S, passando per le varie formazioni di centrodestra) difettano della lucida visione dell’UKIP, che si riassume nel seguente assunto: NO all’Unione Europea, SI al Libero Commercio Europeo

#3 Commerci UE/Gran Bretagna. Se la Gran Bretagna rimarrà nello Spazio Economico Europeo, ossia lo spazio di libero mercato che riunisce gli stati dell’unione piu Norvegia, Islanda e Liechtenstein, non vi saranno contraccolpi sui commerci da e per l’Europa. Se invece gli stati europei vorranno mettere in pratica la ritorsione minacciata dal ministro delle Finanze Tedesco Schauble, ossia di non ammettere la Gran Bretagna allo Spazio Economico Europeo… l’Unione Europea potrebbe perderci, dato che oggi la Gran Bretagna importa dall’Unione più di quanto vi esporti. Praticamente l’Unione Europea farebbe come quel marito che si tagliò gli attributi per far dispetto alla moglie.

#4 Lavoro dopo Brexit –  E veniamo all’aspetto che può riguardare più da vicino i giovani e meno giovani italiani. Sarà più difficile sbarcare nel Regno per cercare lavoro? Posto che il processo di uscita della Gran Bretagna dall’Unione prenderà circa due anni, è fuor di dubbio che uno degli obiettivi del referendum era di poter decidere autonomamente quali e quanti lavoratori, anche comunitari, ammettere nel Regno Unito. Sbarcare senza arte ne parte per cercare un lavoro qualunque, cosa sconsigliabile già oggi, potrà diventare sempre più difficile, anche prima dei 2 anni che serviranno a realizzare l’uscita dall’Unione. Ma per giovani start upper con progetti concreti, e per professionisti qualificati, le porte non si chiuderanno di certo. Le nazioni che fanno scappare i lavoratori qualificati, e si riempiono di disperati, sono altre…




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