Brexit: conseguenze su imprenditori e startupper italiani

Scopri quali potranno essere le conseguenze di Brexit per gli imprenditori e le start up italiane!

Abbiamo affrontato il tema delle conseguenze della Brexit già relativamente alle conseguenze economiche e politiche, e alle conseguenze per gli italiani che lavorano, o vorrebbero lavorare, nel Regno Unito. Oggi andiamo a valutare se ci potranno essere conseguenze per imprenditori e startupper italiani.


 Brexit: Conseguenze fiscaliBrexit imprese

Se siete andati a costruire un’azienda in Gran Bretagna, che sia un’azienda legata ai prodotti più tradizionali, o che sia una startup tecnologica, penso proprio che la vostra scelta sia stata dettata, più che dalle caratteristiche climatiche del Regno Unito, dagli aspetti fiscali, tra gli altri. Un sistema trasparente, in cui si pagano le tasse, contenute, solo su ciò che si è realmente guadagnato, al netto di tutte le spese. Un altro pianeta rispetto alla “cara” Italia. Ebbene, a maggior ragione, se la Gran Bretagna vorrà rimanere meta, come è stata finora, di grandi e piccole aziende, dovrà mantenere un’imposizione fiscale sempre bassa e regolazioni sull’economia sempre più snelle e libere. Soprattutto con l’Irlanda si innescherà una concorrenza fiscale sempre più accesa. Per riassumere, a meno di politiche suicide da parte britannica, la pressione fiscale, e la razionalità del sistema, dovranno come minimo rimanere invariati, se non addirittura migliorare.

Brexit: Conseguenze commerciali

Brexit businessE veniamo alle conseguenze commerciali. Nel caso che abbiate creato una società manifatturiera, e quindi produciate “prodotti fisici”, le principali conseguenze possono venire da come si evolverà la situazione per quel che riguarda i rapporti che avrà la Gran Bretagna con l’Unione, ossia se rimarrà nello Spazio Economico Europeo, come spiegato nell’articolo Brexit cosa cambia. Inutile dire che questo sarebbe lo sbocco più sensato. Nel caso il Regno Unito rimarrà nello Spazio Economico Europeo, i prodotti che fabbricate in Gran Bretagna continueranno ad essere venduti senza barriere nell’Unione Europea. Parallelamente la Gran Bretagna sarà libera di stipulare trattati commerciali, per uno o più settori, con nazioni terze, a cominciare dai nuovi giganti dell’economia mondiale, come India, Cina e Russia. Proprio dall’India arriva la notizia della volontà delle autorità indiane di stabilire accordi bilaterali con la Gran Bretagna, dopo che per ben 15 anni non è stato possibile arrivare ad accordi con l’Unione Europea!!! Non solo, mentre per vendere i vostri prodotti nell’Unione Europea dovrete continuare a rispettare tutte le norme comunitarie, non è escluso che i trattati che l’UK svilupperà con mercati terzi, prevedano norme meno stringenti. In poche parole, potrete sdoppiare la produzione: una parte della produzione che rispetterà tutte le norme europee per il mercato UE, una parte che rispetta regole meno stringenti, per mercati meno “pretenziosi”. Con tutti i risparmi connessi.

C’è ovviamente il caso che la Gran Bretagna venga messa fuori, per ritorsione, dallo Spazio Economico Europeo. In quel caso, se il vostro mercato di riferimento rimane l’Unione Europea, potreste trovarvi ad affrontare dazi commerciali, nell’ordine di alcuni punti percentuali. Questo peserebbe sul prezzo dei vostri prodotti al consumatore finale. Per non parlare dell’eventuale complicazione di alcune norme, un mezzo indiretto che l’Unione, e i suoi singoli membri, utilizzano per scoraggiare produttori extra-comunitari a vendere negli stati UE. In quel caso dovreste seriamente prendere in considerazione l’idea di trasferire la vostra azienda in qualche nazione comunitaria, magari l’Irlanda.

Nel caso siate invece start-upper tecnologici, che hanno creato un’azienda di servizi basati principalmente sulla rete, il discorso si fa più complesso, in teoria. Intanto, valgono le considerazioni generali relative alla permanenza o meno della Gran Bretagna nello Spazio Economico Europeo. Le aziende del settore del web sono tenute demagogicamente nel mirino, e potrebbero alzarsi barriere specifiche per chi magari è solo nello Spazio Economico Europeo (Islanda, Norvegia, Liechtenstein, e potenzialmente, Regno Unito), e chi è anche nell’Unione Europea. In quel caso, uno spostamento, almeno “formale”, nei confini della UE, magari in Irlanda, potrebbe essere preso in considerazione. Molto dipenderà da come si evolveranno i trattati tra Regno Unito ed Unione Europea. E anche in questo caso, eventuali nuovi trattati con “mercati terzi”.




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