Bonus fiscali edilizia, nel 2018 investiti oltre 28 miliardi di euro

Nel 2018 i bonus fiscali sull'edilizia hanno attirato oltre 28 miliardi di euro di investimenti: ecco cosa potrebbe accadere nel 2019.

I bonus fiscali sui lavori edilizi nel corso dell’ultimo anno hanno consentito di attivare degli impieghi pari a 28,6 miliardi di euro. Un dato evidentemente molto positivo, anche alla luce del fatto che si tratta del secondo dato più alto, dopo quello del 2013, quando però un fattore ben noto aveva stimolato una corsa alla contabilizzazione delle spese: all’epoca si temeva infatti che le detrazioni non venissero prorogate, inducendo così gli operatori e i contribuenti interessati ad anticipare il pagamento delle spese.


bonus 2019

Ancora bassa l’incidenza della cessione di ecobonus e sismabonus

Sui dati, elaborati per Il Sole 24 Ore dal Dipartimento politiche fiscali e societarie di Cna, pesa ancora poco la possibilità inerente la cessione dell’ecobonus e del sismabonus. Entrambe le opportunità sono state introdotte nel corso del 2017, ma solamente nella seconda parte del 2018 è divenuta pienamente operativa per i condomini, mentre per la cessione sulle singole unità immobiliari non sono presenti ancora le istruzioni da parte dell’Agenzia delle Entrate.

L’obiettivo delle indicazioni è abbastanza evidente. Come rammentava il quotidiano, infatti, la finalità è quella di portare in riduzione l’effettivo esborso da parte dei proprietari, consentendo loro di trasferire la detrazione prevista dalla legge. Dunque, il perno di tutto il meccanismo non può che esser quello di ideare un “mercato” di crediti di imposta, da cedere dai proprietari nei confronti di quei soggetti interessati.

Un primo sentore di quel che potrebbe accadere con maggiore vigore nel prossimo futuro è avvenuto nella scorsa estate sulla piattaforma sviluppata da Deloitte e Ance, che ora conta più di 170 interventi, per un valore del credito ceduto pari a 124 milioni di euro, in buona parte (oltre il 60%) per l’ecobonus.

Bonus fiscali: previsioni per il 2019

Da quanto sopra appare evidente che sia il 2019 l’anno della verità per la cessione dei bonus. E sarà altresì un momento particolarmente utile per poter sperimentare in che modo le utility si muoveranno in questo comparto, considerata la possibilità di offrire dei servizi integrati.

Sempre secondo quanto rammentava il quotidiano Il Sole 24 Ore, un esempio ci è fornito da Eni Gas e Luce, che agendo in back office offre oggi servizi specifici e tecnici nell’appalto, per le opere realizzate da imprese partner. Qualche settimana fa è poi partita la proposta di Enel X, mentre il primo intervento con una cessione del bonus effettuato da Hera è del 2017, con particolare attenzione per i c.d. “incapienti” fiscali, ovvero per quei contribuenti che non avrebbero la possibilità di poter portare in detrazione il bonus. Anche A2A si è da tempo mossa in questo comparto, concentrandosi soprattutto sulla centrale termica.

Quel che emerge sul fronte della clientela retail, è l’intenzione di rispondere alle necessità della stessa utenza con soluzioni versatili, ma principalmente orientate a coprire la quota che il contribuente non può portare in detrazione attraverso un contratto di servizio energia. Il che, tradotto in termini più semplici, significa che il contribuente che è incapiente fiscale – in tutto o in parte – può cedere il bonus alla propria compagnia energetica, ottenendo un corrispondente risparmio in bolletta.

È anche vero che con il passare dei mesi lo scenario si sta evolvendo con gradualità, e che si stanno predisponendo delle soluzioni più ampie e diversificate. Il riferimento è, in tal caso, alla pianificazione delle nuove convenzioni con gli istituti di credito, affinché le banche possano supportare in termini crediti la spesa che rimane a carico dei condomini. Un aspetto che – se correttamente formalizzato – potrebbe spingere ancora di più le adesioni e, dunque, rinvigorire le cessioni del credito di imposta nascente in seguito all’ecobonus e al sismabonus.




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