Bollo auto, quando si paga e quanto è

Il bollo auto, ovvero la tassa di poessesso per gli autoveicoli. Ecco come e dove pagarlo, gli importi stratificati per classi e le esenzioni.

Il cosiddetto “bollo auto“, trasformato non pochi anni fa da tassa di circolazione in tassa di possesso, è un tributo che ogni possessore di autoveicolo immatricolato in Italia e registrato al PRA deve allo Stato, anche se le regioni possono ritagliarsi una discreta gestione del tributo stesso. La differenza sostanziale rispetto all’essere divenuto una tassa di possesso è che va comunque pagato anche se l’auto non è circolante. Ovvero l’eventuale non utilizzo del veicolo, eventualmente anche tenuto in uno spazio privato, non esime il possessore dal pagamento del bollo auto. Esistono infatti scadenze e criteri precisi che stabiliscono, a prescindere da tutto il resto, quando deve essere pagato e l’importo da sborsare. Andiamo più nel dettaglio.


bollo auto

Quando va pagato il bollo auto?

Il calcolo della data di pagamento del bollo auto è decisamente semplice. Basta infatti accertarsi del mese di scadenza e pagare di conseguenza. L’esempio riportato sul sito dell’Agenzia delle Entrate è molto chiaro, quindi lo riprendiamo aggiornando le date: un bollo auto in scadenza ad maggio 2018, va pagato nel mese di giugno 2017. Eventuali ritardi nel versamento genereranno maggiorazioni dovute a sanzioni e interessi. Sempre sul sito delle Entrate è disponibile una pagina in cui una formula calcola esattamente l’importo dovuto. Tale formula funziona inserendo la targa del veicolo. Se si decide di utilizzare questo strumento bisogna però fare attenzione a non inserire i dati nel mese sbagliato.

Se il ritardo genera sanzioni, anche il richiedere le informazioni prima causerà una restituzione di importi maggiorati anche di molto. Non è un bug; la formula infatti, in quel caso terrebbe conto della data precedente (non potendo conoscere le reali intenzioni del richiedente), restituendo quindi oltre alla cifra dovuta anche tutti gli interessi e le sanzioni dei mesi precedenti. Chiariamo meglio: nell’esempio di prima, per un bollo auto in scadenza a maggio 2018, se la richiesta di calcolo viene effettuata prima di giugno 2017, il sistema considererà la scadenza precedente, ovvero maggio 2017, con pagamento a giugno 2016. Insomma, semplificando, è un po’ come se si fosse saltato un anno. E’ quindi importante accertarsi della data esatta di scadenza del bollo auto ed inserire le informazioni nel sistema dell’Agenzia delle Entrate nel periodo corretto (nell’esempio dal 1° al 30 giugno 2017), in modo che questo restituisca solo e soltanto l’importo esatto.

Modifiche contenute nell’ultima manovra correttiva, potrebbero introdurre da gennaio 2018 un’ulteriore controllo: il mancato pagamento del bollo auto causerà l’impossibilità di effettuare la revisione. L’officina autorizzata infatti, attraverso un sistema informatizzato si collegherà al database del dipartimento dei Trasporti, il quale dovesse restituire l’informazione di versamenti dovuti, obbligherà il proprietario a regolarizzare la propria posizione prima di poter mandare la propria auto in revisione. L’officina infatti, si rifiuterà di effettuarla.

Quanto costa il bollo auto?

Il bollo auto nel tempo ha subito varie modifiche. Facendo un po’ di storia una volta erano dovuti tributi maggiori per le auto a gasolio (considerate ai tempi più inquinanti) ed addirittura per l’autoradio. Tutto questo non esiste più da molti anni, ed il calcolo attualmente si effettua sulla potenza effettiva dichiarata, espressa in KW (i Kilowatt) e sulla classe di inquinamento ambientale, facendo riferimento alle varie Direttive Europee. Non vanno calcolati eventuali decimali (ovvero per una potenza di 100,40 KW, si tiene in considerazione solo la cifra intera, 100 KW). Quando (raramente), non vengono riportati i KW, la potenza va calcolata sui cavalli riportati sulla carta di circolazione, ma il parametro resta comunque il kilowatt. Questo perché l’uno e l’altro non sono uguali. 100 KW infatti corrispondono a circa 136 cavalli ed è ovvio che l’importo non possa variare a seconda del parametro indicato sulla carta di circolazione. Abbiamo preso come cifra esempio i 100 KW perché il parametro è discriminante. Sopra tale potenza è infatti in vigore una maggiorazione, dovuta per ogni kw eccedente i 100, maggiorazione che varia a seconda della classe di inquinamento. Esiste un’ulteriore soglia, quella dei 185 KW, oltre la quale sono dovuti 20 euro per ogni kw eccedente, ma vediamo ora nel dettaglio tutti gli importi:

  • Euro 4-5-6: 2,58 euro a KW fino ai 100. 3.87 per ogni KW eccedente.
  • Euro 3: 2.70 euro a KW fino ai 100. 4.05 per ogni KW eccedente.
  • Euro 2: 2.80 euro a KW fino ai 100. 4.20 per ogni KW eccedente.
  • Euro 1:  2.90 euro a KW fino ai 100. 4.35 per ogni KW eccedente.
  • Euro 0: 3.00 euro a KW fino ai 100. 4.50 per ogni KW eccedente.

Come è facile capire, meno la macchina inquina, minore sarà l’importo dovuto per il bollo. Il calcolo va fatto moltiplicando il numero di KW per l’importo dovuto a seconda della classe d’inquinamento e nel caso la potenza superasse i 100 kw, aggiungendo la maggiorazione moltiplicando i KW eccedenti i 100 per l’importo indicato (sempre a seconda della classe d’inquinamento). Se si possiede un’auto molto potente (ovvero sopra i 185 kw, circa 250 cv), a questo calcolo bisogna aggiungere 20 euro per ogni Kw eccedente tale soglia. Va detto che per quest’ultimo tipo di auto, l’aumentare dell’età della stessa genera una riduzione graduale dell’importo del superbollo, del 40% dopo 5 anni del 70% dopo 10 e dell’85% dopo 15. Dopo 20 anni dalla costruzione del veicolo, il superbollo decade (ovvero, ad esempio per una supersportiva anni 80, il superbollo non è dovuto). Le auto con alimentazione ibrida, a gpl o metano, pagano la cifra minima prevista, ovvero 2.58 a KW. I veicoli destinati al trasporto di persone con disabilità (o da esse condotti) se di cilindrata inferiore a 2.000cc per quelli a benzina e a 2800cc per quelli alimentati a gasolio, sono esentati per legge dal pagamento del bollo auto.

E’ comunque consigliabile informarsi bene nella propria regione di residenza in relazione ad eventuali vantaggi, riduzioni o particolarità sul pagamento del bollo auto. In Lombardia ad esempio (Regione che, secondo quanto dichiarato, vorrebbe abolire il balzello), la domiciliazione bancaria permette di risparmiare il 10% sull’importo dovuto.

Dove pagare il bollo auto

Il bollo auto può essere pagato nelle sedi Aci, rivolgendosi ad un’agenzia di pratiche auto, oppure presso alcuni tabaccai: o quelli aderenti o al circuito Lottomatica o a quelli convenzionati con banca ITB. Ulteriori possibilità sono quelle che prevedono il versamento attraverso lo sportello bancomat o internet banking. In Molise , Marche e Piemonte è possibile pagare anche attraverso l’home banking.




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