Blog su Linkedin: quanto può aiutare nel lavoro?

Se avete già un profilo su Linkedin in inglese, potrete farvi conoscere meglio con un blog grazie a Linkedin Pulse. Ma attenzione a ciò che scrivete e alla frequenza con cui postate i vostri contenuti

Forse non tutti sanno che è possibile tenere un blog su Linkedin. Il social network che fa incontrare i professionisti di tutto il mondo offre, infatti, ai suoi utenti la possibilità di pubblicare post su argomenti topici. Un modo come un altro per migliorare quella che gli esperti chiamano la web reputation e per incrementare il proprio personal branding. Ovvero la capacità di vendere se stessi attraendo followers che possono trasformarsi in preziosi e redditizi clienti. Ma come si utilizza Linkedin Pulse (il blog di Linkedin)? E quali sono i vantaggi che può procurare al nostro lavoro? Cerchiamo di capirlo insieme.


linkedin pulsePartiamo col dire che a tenere un blog su Linkedin possono essere tutti coloro che dispongono di un profilo in inglese. Il che induce erroneamente a dedurre che i post possono essere pubblicati solo nella lingua di Sua Maestà, al contrario ogni post può essere scritto e diffuso in qualsiasi lingua. Si tratta di uno strumento che può rivelarsi assai vantaggioso perché può raggiungere un numero elevato di persone interessate a intrecciare rapporti lavorativi con noi. A patto che scriviamo qualcosa di interessante. Come tutte le “vetrine” sul Web, anche Linkedin Pulse deve essere infatti “maneggiata” con cura e criterio. Cosa vuol dire? Che bisogna scegliere attentamente l’argomento di cui si vuole parlare e fare in modo che risulti quanto più “appetibile” possibile. Sgombriamo il campo da false credenze: a scrivere un blog possono essere potenzialmente tutti e non solo i giornalisti. Qualche esempio? Gli insegnanti possono dire la loro sulla riforma della scuola o sull’ultimo chiacchierato “concorsone”; i medici possono consegnare preziose istruzioni sulle terapie da seguire o condividere informazioni approfondite su determinate patologie e i commercianti di tappeti orientali possono dissertare sulla pregevolezza dei prodotti da loro venduti, nella speranza di attirare un numero importante di compratori.

Il fulcro della questione sta, insomma, nella scelta dell’argomento. Che deve avere attinenza col lavoro che svolgiamo e risultare più interessante di quello proposto da un altro competitor che frequenta la piazza di Linkedin. Bisogna innanzitutto trovare il titolo giusto (capace di attirare l’attenzione) e procedere con un testo asciutto ed efficace, che non stanchi il lettore. Non serve – come già detto – essere un giornalista, ma chi vuole centrare l’obiettivo farà bene ad utilizzare il blog strategicamente, evitando di dilungarsi troppo in tecnicismi tediosi. Se le cose da dire sono tante, si potrà scegliere di rimandare a ulteriori approfondimenti su canali come facebook o il proprio blog personale, puntando a creare un network di visitatori abituali disposti a seguirci su più “fronti”. Il risultato finale? Il nostro nome inizierà a circolare tra gli utenti di Linkedin che contano e la nostra reputazione digitale (la web reputation) ci procurerà visite e condivisioni importanti. A tutto vantaggio del nostro business. Può quindi essere un ottimo modo per farsi conoscere e notare. Ma attenzione a non esagerare: come tutti gli strumenti di lavoro, anche il blog di Linkedin deve essere utilizzato con criterio e parsimonia. Recapitare più di due post a settimana potrebbe, infatti, risultare controproducente e indisporre i nostri followers fino ad indurli ad abbandonare il nostro “diario telematico” e a cercare altrove. Provare per credere!




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