Blog e pubblicità, intervista al founder di Adblock Plus

Helena Hagan di Bianco Lavoro ha incontrato il fondatore di Adblock Plus, nell'articolo tutti i dettagli sul plugin più contestato del mondo

Durante il Web Summit di Lisbona ho avuto modo di incontrare ed intervistare Till Faida, fondatore e CEO di Eyeo, l’azienda tedesca che ha creato e gestisce di Adblock Plus, il plugin per browser più temuto dagli editori online.


Till Faida era presente in qualità di speaker e sul palco (di fronte a centinaia di spettatori) è stato intervistato da Laura O’ Realy di Business Insider. Dopo questa intervista ho avuto modo di incontrarlo dietro le quinte per fargli alcune domande più specifiche, ciò che più interessa a chi ha un blog e vuole monetizzare „nonostante“ gli adblocker o addirittura (come sostiene lui) proprio grazie agli adblocker.

Cosa è Adblock Plus e perchè molti editori web lo vedono come una minaccia

Chi gestisce un portale web ricco di contenuti, piccolo o grande che sia, sa bene che molto spesso l’introito principale è rappresentato dalle inserzioni pubblicitarie. Banner, popup, overlay, video e tanti altri formati pubblicitari che producono guadagno quando visualizzati o quando cliccati.
Solitamente si tratta di un tacito patto tra gestori di siti web ed utenti: ti offro il contenuto in maniera completamente gratuita ma ci metto la pubblicità in modo che siano gli inserzionisti a finanziare il contenuto.

Till Faida sul palco del Web Summit

Till Faida sul palco del Web Summit

A volte la pubblicità è discreta, utile e gradevole, altre volte invece (purtroppo) è invasiva e disturba la navigazione (video che partono da soli a tutto volume, finestre del browser che si aprono senza richiesta, banner che coprono tutta la pagina e bisogna attendere un TOT di secondi affinché si chiudano, etc…). Questo secondo tipo di pubblicità ha decretato il successo dei sistemi di filtraggio pubblicità, tra cui spicca AdBlock Plus.

In pratica questo plugin riconosce la pubblicità sul sito e la elimina, presentando la pagina completamente priva di contenuti pubblicitari. Ma attenzione, Adblock Plus elimina tutta la pubblicità non solo quella invasiva, quindi anche un piccolo bannerino pubblicitario nella colonna destra della pagina e che certamente non disturba la navigazione.
Un risultato gradevole per l’utente (un po’ come vedere un bel film in TV senza pubblicità) ma che può rappresentare una condanna per il sito web, che privato del suo introito si vede costretto a cercare fonti di guadagno alternative (come ad esempio rendere il contenuto a pagamento su abbonamento) oppure a pubblicare solo formati pubblicitari accettabili (vedremo dopo cosa sono) ed accordarsi con Adblock Plus affinché metta il sito in white list e non nasconda la pubblicità.

Come guadagna Adblock Plus

Eyeo non è certo una onlus o un programma di volontariato, ma una normale società privata con obiettivo di guadagnare. Come quindi guadagna dato che il plugin è completamente gratuito? Su questo punto ha battuto molto Laura O’ Realy, chiedendo a Till Faida quali siano le modalità di monetizzazione e cercando di carpire informazioni su quanto queste modalità siano etiche e trasparenti.

Dalle risposte di Till e dalle informazioni che si ottengono online facciamo quindi una panoramica del funzionamento di Adblock Plus.

L’editore che ha un sito web e dei banner pubblicitari inseriti in maniera non invasiva (quelli che Adblock Plus chiama accettable ads e di cui da in maniera generica le caratteristiche) può richiedere ad Adblock Plus di entrare in white list e far apparire i propri banner anche sui browser degli utenti con Adblock Plus installato. A questo punto se si tratta di piccoli siti e gli specialisti di Adblock Plus valutano la pubblicità come accettabile, in maniera gratuita il sito viene accettato in white list. Se si tratta invece di una media o grossa realtà web, il servizio non è gratuito, ma l’ingresso in white list ha un costo proporzionale al mancato introito che il sito ha a causa del plugin. Per dare un’idea, secondo quanto ripostato da Business Insider, grosse realtà come  Amazon, Microsoft, Google e Taboola  pagano importanti cifre ad Eyeo per poter essere in white list.

Ovviamente questo sistema ha procurato non poche critiche ad Adblock Plus. Il fatto di sequestrare i banner pubblicitari e renderli visibili dietro pagamento in denaro ha fatto scattare svariate denunce penali contro Eyeo (al momento vinte da quest’ultima) ed accuse molto pesanti, quale ad esempio quella del presidente IAB (Interactive Advertising Bureau) che ha chiamato il business di Adblock senza mezzi termini una estorsione in vecchio stile, e definendo Eyeo una congrega di Tech non etici, immorali e bugiardi.

La risposta di Adblock Plus a queste accuse è stata ribadita da Till Faida sul palco del Web Summit, che dichiara: „Siamo un‘azienda innovativa, orgogliosi di esserlo. Ogni volta che si fa qualcosa di innovativo c‘è sempre qualcuno che vuole mantenere il suo Status Quo, ma mantenere lo status quo non porta mai allo sviluppo ed al successo„

La guerra tra editori ed Adblock Plus

Ma oltre a tentare di percorrere le vie legali, molti proprietari di siti web implementano soluzioni tecniche che bloccano Adblock Plus. Funziona così: l‘utente ha Adblock Plus installato, visita un sito che a sua volta ha installato un anti-adblocker ed a quel punto il sito si presenta con un messaggio del tipo: non puoi visitare questo sito se usi Adblock Plus, rimuovilo o metti questo sito in white list. In questo modo gli editori chiedono agli utenti di rispettare la loro fonte di monetizzazione, la pubblicità, se vogliono usufruire del sito.
La posizione di Till su questo è secca: „ Credo che alla fine ogni editore farà ciò che è più vantaggioso per se. Se l’editore fa disattivare gli adblocker e mostra agli utenti annunci pubblicitari non graditi, non sarà una soluzione molto sostenibile. Quello che abbiamo dimostrato che con i criteri di pubblicità accettabile, l’editore può monetizzare meglio i giovani utenti e gli utenti più sofisticati.”

Alla fine quindi Till Faida punta ancora una volta (come è ovvio che sia, dato che è il loro core business) ad una accettazione da parte degli editori delle regole di Adblock Plus e della richiesta di inserimento in white list, piuttosto che bloccare i sistemi adblocker.
Ma come appare ovvio, essendo una soluzione “costosa”, specie per grossi editori che dovranno pagare una larga fetta dei loro introiti pubblicitari ad Eyeo per essere inclusi in white list, molti non ci stanno. Ed è il caso di Facebook, citato da Laura, che ha implementato un sistema per superare Adblock Plus e far visualizzare i contenuti pubblicitari agli utenti. Il gioco del gatto e del topo, come Adblock Plus la ha definita sul suo blog e come Laura richiama.
Ma Adblock Plus (che in questo caso è il topo) ha subito trovato la soluzione per tornare efficiente su facebook (il gatto) ed il gioco continua.
Su questo Till ci scherza e dichiara “nel cartone animato ricordo che alla fine il topo vince sempre”.

Incontro con Till Faida, founder di Adblock Plus

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Helena Hagan insieme a Till Faida al termine dell’intervista

Terminata l’intervista sul palco del Web Summit  ho avuto l’opportunità, come accennato prima, di incontrare Till Faida dietro le quinte, grazie ad un appuntamento concordato alcuni giorni prima con il suo efficiente ufficio in Germania.
Il mio obiettivo è stato quello di avere delle risposte per un preciso target di utenti: blogger, piccoli imprenditori del web, neofiti del settore che si lanciano nell’avventura della monetizzazione su internet.

La nostra chiacchierata inizia con una premessa che condividiamo. Adblock è certamente amato da un gruppo significativo di pubblico internet, seccato di vedere troppa pubblicità, ma da un’altra parte è odiato da molti editori e creatori di contenuti, le cui attività dipendono parzialmente o completamente proprio dalle visualizzazioni degli annunci pubblicitari. Esiste un compromesso?
La mia domanda diretta è stata questa:
“ rivolgendoci a blogger, aspiranti blogger o a persone che lavorano con contenuti web che vedono Adblock Plus come un attacco per la loro attività, come è possibile per loro raggiungere un compromesso e trasformare questa minaccia in un’opportunità?”

Till risponde “Esiste un enorme segmento di utenti web, specialmente i più giovani ed i più esigenti, che semplicemente non possono essere “monetizzati” con i banner pubblicitari tradizionali. Questi utenti non vivono questa tipologia di pubblicità come indirizzata a loro. Una alternativa di banner meno invasivi è certamente più adatta. Quello che noi di Adblock Plus abbiamo provato è il fatto che con una pubblictà meno invasiva ma di qualità più alta si possono generare maggiori revenue.”

Ho poi chiesto a Till come prevede l‘ulteriore diffusione di Adblock Plus e chi sono gli utenti che installano il plugin.

Till Faida risponde con un‘importante ed interessante dichiarazione sostenendo che certamente la app è in crescita e crescerà ancora, ma per motivi tecnici legati al comportamento degli utenti ed alle svariate differenze tra sistemi operativi sarà impossibile raggiungere la totalità degli utenti.
Per quanto riguarda la tipologia di utente che installa Adblock Plus dice „Si tratta di persone che vogliono avere il totale controllo di quello che è l‘utilizzo del loro browser. Le pubblicità sono diventate nel tempo sempre più invasive e fuori controllo, gli utenti hanno iniziato a prendere coscienza di quello che accade nei loro PC e smartphone in termini di tracking e privacy“.

Secondo Till Faida tuttavia „questi utenti, non sono però di minor valore per gli editori. Gli editori devono semplicemente indirizzarsi a loro in maniera diversa“.

E voi che ne pensate? Da editori o da utenti dite la vostra nei commenti.




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