Bilancio di competenze: cosa è e perchè può essere utile

Il bilancio di competenze è un intervento strutturato di consulenza che aiuta a definire con precisione le proprie capacità, competenze e aspirazioni professionali; lo scopo è di mettere in grado il lavoratore di progettare e mettere in atto percorsi professionali pienamente soddisfacenti nell’arco della propria vita. Questo strumento di orientamento nasce in Canada e si sviluppa principalmente in Francia, dove nel 1991 il suo utilizzo è regolato per legge.


Nel nostro Paese si diffonde a seguito della legge Biagi. Inizialmente è stato introdotto con la sperimentazione condotta a metà degli anni ’90 dalla Regione Emilia Romagna, come dispositivo per la gestione del personale, e perciò per scopi diversi dall’orientamento. Il modello iniziale prevedeva prove di verifica delle conoscenze e capacità tecniche e il coinvolgimento delle parti sociali per la gestione contrattata dei percorsi di carriera e delle ristrutturazioni aziendali.

In seguito negli sportelli di orientamento dell’Emilia Romagna il bilancio è stato modificato nei contenuti: sono scomparse le prove di verifica e il coinvolgimento delle parti sociali, si è passati dall’accertamento all’identificazione delle competenze. Il termine ‘bilancio di competenze’ ha finito per introdurre la consulenza di orientamento per adulti in quelle zone d’Italia, dove servizi di orientamento di questo tipo erano scarsi. Nello specifico questo strumento è stato usato soprattutto per aiutare le donne adulte disoccupate di lungo periodo e i giovani disoccupati, con finalità orientative.

Nonostante diversi Paesi d’Europa è considerato uno strumento regolato dalla legge ai fini dell’orientamento professionale, in Italia ancora oggi non abbiamo ancora una normativa in tal senso, anche se ciò è affidato a particolari istituti o centri per l’orientamento professionale.

Sulla base delle esperienze francesi e anglosassoni, anche in Italia sono stati messi a punto vari modelli, che e oscillano fra due impostazioni fondamentali. La prima si basa sulla figura del consulente che, attraverso l’utilizzo di determinati strumenti (i test), elabora un responso descrittivo delle capacità del lavoratore, delle sue potenzialità e risorse sul mercato del lavoro.

La seconda impostazione, prevede invece l’elaborazione da parte del lavoratore stesso sulla base di una riflessione sulle proprie motivazioni ed esperienze di lavoro e di vita condotta con l’aiuto del consulente. In questo caso il consulente aiuta il lavoratore a comprendersi e definirsi meglio. Questa seconda impostazione ha la funzione più determinante per il raggiungimento dell’obiettivo di inserimento nel mondo del lavoro del soggetto.

Il bilancio di competenze è destinato nello specifico a: persone in cerca di lavoro; lavoratori che devono confrontarsi con un nuovo mercato del lavoro; lavoratori che desiderano cambiare il proprio orientamento professionale o crescere professionalmente.

IN COSA CONSISTE IL BILANCIO DÌ COMPETENZE?

Il bilancio di competenze non si esaurisce solo a una serie di colloqui ma questa procedura implica che siano utilizzate una serie di prove e strumenti specifici come: schede pedagogiche; questionari di autovalutazione; analisi di esperienze passate; scrittura della propria biografia professionale; test e simulazioni ecc.

Una certa attenzione è attribuita alla descrizione delle capacità e competenze non certificate, cioè dimostrate o acquisite al di fuori dei percorsi formativi istituzionali, e all’esplicitazione di capacità e competenze che il lavoratore non è cosciente di avere.

I risultati di ciascun’attività sono raccolti su fogli appositi che alla fine, assieme a una relazione finale elaborata di comune accordo fra cliente e consulente, vanno a costituire un fascicolo che rimane al cliente.

Se mancano questi due aspetti, non si può parlare di bilancio, ma solo di colloquio di orientamento o counselling.

Altri elementi altrettanto importanti sono:

– la stesura di un progetto d’inserimento nella vita attiva, strutturato temporalmente e per sotto-obiettivi;

– la fase dell’accompagnamento, costituita da incontri regolari con il lavoratore, intervallati nel tempo, per verificare la realizzazione dell’obiettivo professionale;

– analisi dei vissuti, utile quando le persone vivono in maniera molto problematica la propria disoccupazione;

– la ristrutturazione cognitiva, per favorire il passaggio da un atteggiamento rinunciatario a un’attivazione diretta nella ricerca di lavoro o d’informazioni.

I risultati di ciascun’attività prevista dal bilancio di competenze sono raccolti su fogli appositi che alla fine, assieme a una relazione finale elaborata di comune accordo fra consulente e lavoratore, vanno a costituire un fascicolo che rimane a quest’ultimo.

In generale, il fascicolo, o dossier di bilancio o portafoglio di competenze, contiene: le schede di lavoro (le schede utilizzate durante il percorso di bilancio dove sono riportati i risultati delle attività di animazione, ricostruzione della propria storia formativa e professionale e autovalutazione); la sintesi di bilancio ( la relazione elaborata di comune accordo fra lavoratore e consulente dove sono riportati, in sintesi, i più importanti aspetti che risultano dalle schede di lavoro e il progetto professionale); attestati, certificazioni, dichiarazioni di datori di lavoro ecc..

Tutto ciò descrive le capacità della persona e i risultati ottenuti, utili ai fini dell’orientamento al lavoro. Il bilancio di competenze sta assumendo un’importanza crescente in questi ultimi anni per il riconoscimento di qualifiche e crediti formativi acquisiti fuori dei percorsi formativi istituzionali. In un numero crescente di Paesi Europei, infatti, è possibile vedersi riconosciute qualifiche frequentando un regolare corso di studi o sostenendo un esame da “privatista”.

A CHI PUO’ ESSERE UTILE IL BILANCIO DELLE COMPETENZE? QUALI VANTAGGI OFFRE?

Dal bilancio delle competenze possono trarre benefici e vantaggi sia gli individui e sia le imprese. Gli individui possono realizzarlo in ogni momento della propria vita professionale:

– all’inizio della carriera: aiuta gli inoccupati a prepararsi in maniera più consapevole al loro ingresso nel mondo del lavoro;

– a metà carriera: chi ha già maturato esperienze lavorative e intende svilupparne nuove o proporsi in altri settori professionali può trovare un vantaggio nella realizzazione del bilancio delle competenze;

– in fase avanzata: è utile per eseguire un reinserimento lavorativo o a seguito di un periodo di assenza dal mondo del lavoro (es. maternità).

Rappresenta un’ottima opportunità per le imprese soprattutto durante la ricerca del personale permette di inserire “la persona giusta al posto giusto”. Particolarmente utile si rivela quando si modificano gli assetti organizzativi aziendali o si pianifica un ampliamento del business. Questo strumento è di supporto alle decisioni imprenditoriali relative agli investimenti per lo sviluppo delle risorse interne in modo da acquisire vantaggi competitivi sul mercato e da avere una mappa aggiornata delle risorse umane presenti in azienda.

Contribuisce alla progettazione e allo svolgimento di attività efficaci di formazione continua per i piani di sviluppo aziendale; alimenta la motivazione, la responsabilizzazione e la condivisione dei piani di sviluppo individuali raggiungendo in questo modo il benessere aziendale.

Il mercato del lavoro richiede sempre più flessibilità nel proprio lavoro, in tal senso il bilancio di competenze permette di individuare le cause che impediscono la flessibilità necessaria per affrontare il mercato del lavoro.

In questi casi si vanno ad analizzare gli aspetti negativi o gli errori che possono essere di ostacolo all’integrazione nel mondo del lavoro: ad esempio un’eccessiva flessibilità nel percorso professionale o formativo, può indurci a farci perdere il nostro vero potenziale professionale; avere avuto molte esperienze di lavoro in un settore e non aver mai conseguito una formazione in quell’ambito, può rappresentare un problema; restare legati alle proprie competenze iniziali, senza aggiornarsi, soprattutto in quei settori che si sviluppano molto rapidamente (elettronico, informatico, ecc…) può essere un aspetto frenante nell’inserimento lavorativo di un individuo.

Il bilancio di competenze ha quindi la funzione di aiutare l’individuo a prendere coscienza dell’insieme delle sue acquisizioni derivanti dalla formazione iniziale, da quella continua e dalla vita professionale affinché possa fondare su una solida autovalutazione i suoi progetti di carriera, al fine di potersi integrare nel mondo del lavoro e al tempo stesso di mantenersi continuamente aggiornato, soprattutto in una società dove i cambiamenti avvengono spesso in tempi rapidi.

E’ un processo che deve permettere al soggetto di elaborare un progetto professionale, a breve, medio e lungo termine, dall’analisi della sua esperienza, della sua storia, delle sue competenze e del suo potenziale, tenendo conto delle sue preferenze, dei suoi valori di riferimento e delle scelte personali fatte nel corso della sua vita.



 

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