Benefit aziendali: cosa desiderano veramente gli italiani

Ma quali auto e smartphone di ultima generazione? I dipendenti del Bel Paese preferiscono ricevere aiuti concreti per la famiglia che spesso comprende anche il cane

Lavorare per un’azienda attenta ai bisogni dei dipendenti non è cosa di poco conto. Per quanto gratificante possa essere la tua professione e stimolante l’ambiente in cui ti chiedono di operare, come ogni lavoratore avverti sicuramente l’esigenza di coniugare gli impegni privati con quelli professionali e tenti di barcamenarti come meglio puoi per evitare che il tempo da dedicare al lavoro comprometta la qualità della tua vita. Non farti troppe illusioni: ogni azienda che si rispetti pretende molto dai suoi dipendenti, ma se guidata da un management “illuminato”, può anche concedere qualcosa in cambio (oltre al dovuto stipendio, è ovvio) in termini di benefit aziendali. Ma quali sono quelli che i lavoratori italiani desiderano veramente? Scopriamolo insieme.


Lo studio della Ipsos sul welfare aziendale

Ad indagare sulla faccenda è stato l’istituto di ricerca Ipsos che, su richiesta della Sodexo Benefit & Reward Services (azienda che fornisce servizi per migliorare la vita dei clienti e dei consumatori), ha realizzato uno studio sul welfare aziendale interpellando un campione rappresentativo costituito da 800 dipendenti (di età compresa tra i 25 e i 60 anni) impiegati in imprese private. Ecco cosa è venuto fuori.

I benefit aziendali più utilizzati dai lavoratori italiani sono: i buoni pasto (70%), gli strumenti hi-tech (38%) e le polizze assicurative (36%), ma sono quelli che desiderano veramente di più? Non proprio. Stando a quanto verificato dalla Ipsos, infatti, in cima ai desiderata dei dipendenti italiani ci sono i servizi di sostegno alla famiglia (indicati dal 59% del campione), seguiti da quelli connessi al benessere personale (scelti dal 54%) e dai buoni spesa (promossi dal 52%). Cerchiamo di capire meglio.

I benefit aziendali che forniscono un sostegno alla famiglia sono quelli che farebbero tirare un sospiro di sollievo al 59% del campione che comprende prevalentemente persone sposate, con figli a carico e che risiedono al Sud. Nel dettaglio:

  • il 23% di loro gradirebbe che l’azienda provvedesse al rimborso (anche parziale) delle tasse scolastiche;
  • un altro 23% gradirebbe un sostegno nell’acquisto dei testi scolastici;
  • al 15% farebbe molto piacere ricevere un aiuto per l’iscrizione dei figli agli asili nido;
  • il 17% gradirebbe un sostegno per la cura degli anziani (che costringe spesso le donne che lavorano a rimanere a casa o ad optare per un part-time);
  • il 7% vorrebbe un servizio di baby sitting
  • il 5% gradirebbe che l’azienda provvedesse all’allestimento di campi estivi dove portare i figli alla chiusura della scuola.

Per quanto riguarda i benefit aziendali legati alla cura e al benessere della persona, invece, l’Ipsos precisa che sono stati indicati dal 54% del campione interpellato, costituito in prevalenza da donne (di età compresa tra i 35 e i 44 anni), laureate e impiegate nel settore amministrativo, con figli over 16. Nel dettaglio:

  • il 45% vorrebbe che l’azienda provvedesse al rimborso delle spese mediche;
  • il 12% gradirebbe usufruire di viaggi ricreativi;
  • al 9% tornerebbero utili delle agevolazioni per visite specialistiche;
  • il 6% vorrebbe ricevere dei buoni da spendere nei centri benessere;
  • un altro 6% gradirebbe dei rimborsi per i trasporti (soprattutto i pendolari);
  • il 5% gradirebbe che l’azienda fornisse biglietti per attività ludiche (cinema, parchi divertimento, teatri ecc…).

E veniamo ai benefit aziendali legati allo shopping o ai buoni spesa, scelti dal 52% del campione intervistato,  costituito in prevalenza da lavoratori (di età compresa tra i 35 e i 44 anni) diplomati, impiegati nel settore produttivo, residenti nelle periferie del Centro Italia e con figli piccoli da mantenere. Nel dettaglio:

  • il 67% del campione gradirebbe che l’azienda fornisse coupon per il carburante (buoni benzina);
  • il 27% gradirebbe ricevere delle gift card (con cui fare spese sia negli esercizi convenzionati che online);
  • il 6% vorrebbe ricevere dall’azienda regali materiali (dispositivi tecnologici, cesti di Natale ecc…).

Tra i benefit aziendali più desiderati c’è anche la cura del cane

Ma non è tutto: l’Ipsos ha condotto un’altra indagine commissionata da Purina (azienda specializzata nel pet care) che ha svelato come, tra i benefit aziendali più desiderati dai lavoratori, ci sia anche la possibilità di prendersi cura del proprio cane quando si è al lavoro. La ricerca – intitolata “Pets at Work 2017” – ha coinvolto un campione di 3.220 dipendenti di 8 Paesi europei diversi (tra cui l’Italia). Ciò che è emerso con evidenza è che ben oltre la metà dei lavoratori proprietari di cani (il 68%) porterebbe volentieri il proprio amico a quattro zampe in ufficio, se gliene venisse data la possibilità. Non solo: facendo una sintesi dei dati raccolti in tutti gli 8 Paesi coinvolti nell’indagine, è stato certificato che la cura per il proprio animale è un benefit aziendale altamente desiderato (indicato dal 39% del campione totale), che supera i buoni pasto (33%), l’auto aziendale (28%) e le agevolazioni per l’iscrizione dei figli agli asili nido (13%).

Un successo confermato anche in Italia dove la possibilità di prendersi cura del proprio animale quando si è al lavoro compare al terzo posto della classifica dei benefit aziendali più desiderati. Ma perché portare il pet in ufficio è così importante per gli italiani?

  • Perché riduce i sensi di colpa per averlo lasciato solo a casa (secondo il 46%);
  • perché permette di ridurre notevolmente lo stress (40%);
  • perché un ambiente di lavoro pet-friendly è un ambiente più rilassato (37%);
  • perché migliora la conciliazione tra vita privata e vita lavorativa (31%)

I benefici di avere Fido in ufficio

E non si pensi che la possibilità di portare il proprio animale in ufficio procuri benefici solo ai dipendenti. Stando a quanto riferito dalla dirigenza di Purina, infatti, quando ai lavoratori viene permesso di entrare in ufficio col loro animale al seguito, le cose volgono per il verso giusto perché gli stessi lavoratori tendono a manifestare la loro gratitudine con il massimo dell’impegno e della professionalità.

Il maggior coinvolgimento, l’alta motivazione e la contentezza di avere il proprio animale a portata di scrivania indurrebbe i dipendenti a dare il meglio di loro. E ad essere più sereni e meno stressati, visto che il 45% dei dipendenti delle aziende che hanno aderito al “Pets at Work” promosso da Purina sostiene che avere i cani in ufficio crea un’atmosfera più distesa e il 25% dichiara che facilita le relazioni coi colleghi. Con grande beneficio dell’intera azienda, che può ragionevolmente sperare di produrre e guadagnare di più. La vicinanza di Fido al desk di lavoro può rendere tutti un po’ più ricchi e soddisfatti.



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