Battaglia di Natale, allevatori e coltivatori mostrano “l’inventario del falso”

E’ continuata anche oggi la protesta degli allevatori e coltivatori cominciata il 4 dicembre. Circa 10.000 agricoltori hanno invaso il Brennero per difendere i prodotti alimentari italiani. Questo perchè con la crisi sono state già chiuse in Italia 140mila stalle ed aziende, soprattutto a causa della concorrenza sleale dei prodotti importati dall’estero, per la maggior parte di scarsa qualità che in una fase successiva vengono poi spacciati per “made in Italy”. La Coldiretti sulla base dei dati Unioncamere del 2013 comparati con quelli dell’inizio della crisi, cioè nel 2007, ha deciso di mobilitarsi lanciato appunto quello che poi è avvenuto il 4 dicembre: “La battaglia di Natale: scegli l’Italia”. Un protesta nata per difendere l’economia e il lavoro delle campagne dalle importazioni di bassa qualità che varcano le frontiere per essere spacciate poi come italiane, e che hanno avuto conseguenze gravissime. L’obiettivo sara proprio quello di svelare ciò che è sempre stato coperto, ovvero il “falso Made in Italy alimentare”.


Attualmente in Italia – sottolinea la Coldiretti – si produce appena il 70 per cento dei prodotti alimentari che consuma ed importa il 40 per cento del latte e carne, il 50 per cento del grano tenero destinato al pane, il 40 per cento del grano duro destinato alla pasta, il 20 del mais e l’80 della soia mentre siamo autosufficienti solo per ortofrutta, vino, pollame. Analizzando la questione si evince chiaramente che “la colpa” è di un modello di sviluppo industriale sbagliato, che ha ridotto le campagne e fatto perdere negli ultimi venti anni 2,15 milioni di ettari di terra coltivata. L’equivalente di circa 400 campi da calcio al giorno vengono sottratti all’agricoltura con l’ovvio risultato che è aumentata la dipendenza degli italiani all’estero per l’approvvigionamento alimentare.

Dalla “battaglia di Natale” emerso un inventario del falso davvero preoccupante: dalle piante olandesi dirette a Latina, fiori prodotti in Equador, transitati in Olanda e diretti in Veneto e in Toscana, alle patate tedesche destinate a un mercato ortofrutticolo della Sicilia. E ancora, mozzarelle provenienti dalla Germania e destinate alla Sicilia, latte proveniente dalla Polonia e destinato a Brescia, cagliate industriali per fare il formaggio provenienti dal Belgio e destinate a Verona, prosciutti provenienti dalla Germania e destinati a Modena. Ma la lista degli inganni è ancora molto lunga. Un impressionante importazione di prodotti che potrebbero tranquillamente essere soppiantati da quelli italiani, un vero e proprio “furto” ai danni delle aziende del settore che hanno mandato a casa migliaia di lavoratori. Allevatori e coltivatori fanno sul serio, e la protesta si è estesa fino a Roma in Piazza Montecitorio dove in migliaia questa mattina, hanno mostrato ai politici le schifezze del finto Made in Italy” smascherate sui tir e camion in transito alla frontiera nell’ambito della  mobilitazione “La battaglia di Natale: scegli l’Italia”.




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