Riserva frazionaria bancaria, cosa è e come funziona

Il sistema bancario della riserva frazionaria è il sistema comunemente accettato di gestire i depositi bancari negli ultimi 300 anni. Per capire su cosa si basa, occorre andare alle origini della funzione di una banca. Una banca ha due funzioni da parte del depositante: tenere al sicuro del denaro da utilizzare per gli acquisti e le spese frequenti (conto corrente), e permettere di avere dei rendimenti su depositi vincolati ad una certa scadenza, dopo un certo numero di anni. In una situazione del genere, la banca non investirebbe il denaro dei conti correnti, e non riconoscerebbe alcun interesse su questi ultimi. Al contrario riconoscerebbe un rendimento sui depositi vincolati, destinati all’investimento (il denaro verrebbe prestato dalla banca con un interesse, a chi ha bisogno di credito). Il motivo è presto detto: sui conti correnti non ci sarebbe alcun rischio di perdita del capitale, e questo sarebbe immediatamente disponibile, mentre sui depositi vincolati, essendo destinati ad investimento, ci può essere sempre un rischio di perdita del capitale investito. Un sistema di questo genere è detto “a riserva intera”.


riserva frazionaria

Riserva frazionaria: cos’è?

Come detto, negli ultimi 300 anni, si è imposto, ed è stato regolato per legge, il sistema denominato “Riserva frazionaria”. Secondo questo sistema, non solo il denaro dei depositi vincolati viene investito (prestato); viene prestato anche il denaro dei conti correnti, fatta salva una percentuale che dev’essere sempre disponibile stabilita per legge. Attualmente, a livello europeo, la riserva obbligatoria sui conti correnti e le passività in genere di scadenza inferiore ai 2 anni, deve essere pari, per legge, al 2% delle cifre depositate a meno di due anni. In altre parole le banche possono “prestare” il 98% del denaro sui conti correnti e di quello in depositi vincolati a meno di 2 anni. In “cambio”, in un sistema a riserva frazionaria, le banche riconoscono un interesse, per quanto contenuto, anche sul denaro detenuto dai clienti sui conti correnti.

Riserva frazionaria: quali sono i vantaggi?

I vantaggi teorici del sistema a riserva frazionaria sono quelli di ampliare enormemente il denaro a disposizione per il credito, dato che al denaro presente nei depositi vincolati a medio lunga scadenza, si aggiunge quello presente sui conti correnti. Uno degli strumenti che i governi provano ad utilizzare, in periodi di crisi, per stimolare il credito, è proprio quello di diminuire il tasso di riserva frazionaria, ossia la percentuale di denaro che le banche devono avere sempre disponibile e non possono prestare, salvo correre ai ripari, e rialzarla, quando il sistema bancario da segni di fragilità. Il sistema stesso di riserva frazionaria è un elemento di fragilità del sistema bancario, come vedremo di seguito.

Riserva frazionaria: quali sono gli svantaggi?

Lo svantaggio principale del sistema di riserva frazionaria è che le banche sono tutte tecnicamente fallite: se il tasso di riserva obbligatorio è pari al 2%, basta che più del 2% dei correntisti si presentino contemporaneamente in una banca a ritirare i loro contanti, perché questa banca fallisca. E’ uno dei motivi per cui gli stati sono costretti a salvare le banche col denaro dei contribuenti, o comunque attraverso interventi governativi d’imperio, come il bail-in. Si va delineando inoltre un secondo problema, in virtù del momento economico in cui stiamo vivendo. Come accennato inizialmente, in un sistema a riserva intera, il correntista non deve aspettarsi un rendimento sui conti correnti, perché questi sono a rischio zero, ossia c’è sempre la possibilità di andare in banca e ritirare senza problemi tutto il denaro. Nel sistema a riserva frazionaria invece, siamo abituati al fatto di avere un seppur piccolo interesse anche sui conti correnti, in conseguenza del rischio, teoricamente piccolo, di perdere il denaro a causa di investimenti sbagliati da parte della banca.

Ebbene, a causa dell’azzeramento dei tassi di interesse a livello mondiale, gli interessi riconosciuti dalle banche sui conti correnti stanno andando a zero, e in alcuni casi, già sotto lo zero, ossia si perde del denaro se lo si deposita sui conti correnti. In alternativa, le banche stanno cercando di “cacciare” attraverso alti costi di gestione i clienti meno “redditizi”. Con un tasso sul conto corrente a zero, mi trovo a non avere alcun premio al rischio, seppur piccolo, di perdere le somme depositate. Di conseguenza saranno sempre meno incentivati i risparmiatori a depositare denaro in banca, e piuttosto saranno incentivati a detenerlo in casa in cassaforte. E questo non fa che peggiorare la situazione di fragilità in cui si trova il sistema bancario. Anche per questi motivi, in Svizzera, sono state raccolte le firme per un referendum mirato ad abolire il sistema della riserva frazionaria.




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