Banca della Terra: nuove occasioni dal settore agricolo

Si chiama “Banca della Terra” ed è un progetto particolarmente interessante per tutti quei giovani (e non solo) che ambiscono a lavorare a stretto contatto con il settore agricolo. A far da “precursore” a questo genere di attività è la Regione Toscana, che in questi giorni ha messo a punto gli ultimi tasselli per il lancio operativo della Banca, con l’obiettivo di censire gli ettari di campi lasciati incolti, da mettere poi a disposizione a canoni concordati e con sussidi a tutti quegli agricoltori che non hanno terreni da coltivare. In questo modo la Regione spera di poter creare nuovi posti di lavoro e, contemporaneamente, incrementare i livelli di sicurezza idraulica e idrogeologica del territorio (una fondamentale priorità, come gli ultimi eventi sardi ci dimostrano).


Ma a quanti ettari ammonta la terra utilizzabile per il progetto? Una stima puntuale sarà difficile produrla, almeno fino a quando la prima fase operativa del piano non giungerà a conclusione. Ad ogni modo, giusto per fornire una proporzione del fenomeno, è sufficiente ricordare come il solo Alto Adige abbia contato 30 mila ettari dedicati alla cultura intensiva, e 100 mila ettari lasciati incolti: un rapporto impietoso, che in Toscana potrebbe non esser molto dissimile da quello sperimentato nell’area settentrionale.

Una volta scattata la fotografia del potenziale patrimonio agricolo a disposizione, la Banca provvederà all’assegnazione dei vari territori agli agricoltori candidati. Secondo quanto precisato dall’assessore Gianni Salvadori, avranno priorità i coltivatori diretti più giovani, i quali potranno beneficiare di un canone di affitto equo stabilito dall’Ente terre. Nell’ipotesi in cui ad essere affidati siano i campi privati potrà essere negoziato tra le parti protagoniste di questo scambio di utilità. In questo modo, da una parte verrebbero creati posti di lavoro, e dall’altra si rimetteranno in attività delle aree improduttive.

Rimane ora da comprendere se – come probabile – l’iniziativa possa trovare dei termini di paragone anche in altre regioni italiane. La Liguria ha ad esempio già approvato il lancio di una propria Banca territoriale, mentre la LegaCoop ha attivato la rete dei propri associati per stimolare gli “scambi”. Il sito internet terraXchange.it si conferma invece come uno dei progetti privati e non istituzionali più dinamici. L’interesse sembra essere elevato, e le opportunità di business non dovrebbero mancare.

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