Bail in bancario: che cos’è?

Cos’è il “Bail in” che viene nominato quando si parla di banche in crisi? Cosa significa che una banca è in crisi?

bail inLe banche sono aziende che possono, come qualsiasi impresa, trovarsi in situazione di difficoltà economica, che può portare al fallimento. Una banca raccoglie denaro dai risparmiatori, che si aspettano un rendimento, e lo impiega prestandolo a imprese o consumatori, che lo devono restituire pagando un interesse. L’interesse incassato sul denaro prestato ha due scopi: coprire le perdite dovute ai prestiti che non sono stati rimborsati, e a pagare un rendimento ai risparmiatori che hanno depositato del denaro a scopo di risparmio, sotto varie forme. La differenza tra interessi incassati sui prestiti e interessi pagati sui depositi, costituisce l’utile della banca. Se la banca non riesce più a pagare gli interessi sui depositi, o ancora peggio non è in grado di rimborsarli perché troppi prestiti non sono stati ripagati, può trovarsi in una situazione di crisi, che può portare al fallimento. Quando sentite parlare di “crediti deteriorati”, “inesigibili” o “NPL non performing loans”, si parla proprio di prestiti che la banca ha concesso e che non stanno venendo rimborsati dai debitori. Quando questi cosiddetti crediti deteriorati superano un certo livello, ecco che la banca non può far fronte al rimborso dei depositi dei risparmiatori, e può fallire.

Bail in: Perché gli stati intervengono sulle banche in crisi?

Gli stati intervengono sulle banche in crisi, per evitare il loro fallimento, o per pilotarne la trasformazione aziendale, perché un fallimento di una banca può mettere in difficoltà le aziende e le famiglie che lavorano nella zona in cui opera la banca: le aziende potrebbero vedersi revocati fidi e mutui, le famiglie potrebbero vedere andare in fumo anni di risparmi. Inoltre il fallimento di una banca può scatenare il panico, e la “corsa agli sportelli”, ossia il fatto che i risparmiatori corrano a ritirare i depositi anche dalle banche sane, mettendole a loro volta in crisi: il cosiddetto effetto domino.

Cosa si intende per bail in?

Quando uno stato decide di “salvare” una banca in crisi, può utilizzare il denaro dei contribuenti, ed in questo caso si parla di “Bail out”, o di non utilizzarlo, ed in questo caso si parla di “Bail in”. In particolare, dato che le normative europee in tema di libero commercio e di concorrenza vietano gli aiuti di stato alle aziende, è stata definita una normativa specifica, chiamata BRRD – Bank Recovery and Resolution Directive (Direttiva sul recupero e la liquidazione delle banche). C’è da dire che, stante le dimensioni delle banche attualmente in crisi, non sarebbe possibile salvarle col denaro dei contribuenti nemmeno volendo. In ultimo, il salvataggio di una banca col denaro dei contribuenti lascia al loro posto i dirigenti che così male l’hanno gestita. Di conseguenza non c’è alcun incentivo, per i dirigenti bancari, a comportarsi onestamente, se i disonesti non subiscono alcuna conseguenza. Gli economisti definiscono questa situazione “Moral Hazard”, ossia “rischio morale”.

In cosa consiste il Bail in?

Una banca può trovarsi in crisi anche per altri motivi rispetto a quello indicato all’inizio, ossia i troppi prestiti non rimborsati, ma stante la situazione attuale delle banche in dissesto, possiamo concentrarci su questo caso specifico. Per evitare che fallisca è necessario che il denaro che ha raccolto non sia troppo poco rispetto ai prestiti che ha in essere, e che in parte si stanno rivelando inesigibili. In questo caso i prestiti cosiddetti deteriorati, vengono venduti ad investitori che li rilevano ad un prezzo di molto inferiore (anche del 90% inferiore) al loro valore contabile, e che cercheranno di riscuoterli. Il ridimensionamento delle attività che generano utili alla banca verrà compensato, a seconda delle necessità, da:

  • azzeramento delle azioni
  • Se non bastasse, non rimborso delle obbligazioni privilegiate, o senior
  • Se non bastasse, non rimborso delle obbligazioni subordinate
  • Se non bastasse, prelievo forzoso sui conti correnti

La banca esistente viene liquidata, viene creata una nuova società, con una dirigenza completamente diversa, e gli azionisti, obbligazionisti e correntisti che hanno subito delle perdite, ottengono in cambio azioni della nuova società. I conti correnti, in teoria, sarebbero protetti, fino ad un ammontare di 100.000 €, dal Fondo Interbancario di Garanzia. In pratica, stante la ristrettissima dotazione di questo fondo, meglio non dare per scontata questa protezione.

Sono correntista di una banca in crisi, cosa posso fare?

Se sei correntista di una banca in crisi, coinvolta in inchieste giudiziarie, e che in borsa sta precipitando, la cosa più saggia da fare è chiudere il conto corrente ed aprirlo altrove. Che ci piaccia o no il meccanismo del bail in, non si attiva da un giorno all’altro: le crisi bancarie hanno sviluppi molto lenti, e il consumatore, piuttosto che sperare nella mano santa del governo, deve essere cosciente dei rischi e regolarsi di conseguenza.




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