Fare i bagnini a Rio 2016 è “inutile”. Cosa dicono i tweet

Rio 2016 e i bagnini che non hanno niente da fare. Il tweet genera commenti ironici. Ed il loro ruolo non è poi così semplice.

L’account Twitter @Brazil2016Rio ha pubblicato una foto di una bagnina annoiata, intenta a fare la guardia alla piscina olimpica a Rio 2016, con tanto di commento “World most useless job”, ovvero il “lavoro più inutile del mondo”. Immaginarsi atleti olimpici super allenati, nuotatori d’eccezione e per giunta iperconcentrati rischiare di annegare sembra in effetti un po’ un controsenso. Al tweet hanno fatto eco alcuni commenti ironici, che in effetti strappano più di una risata, come quell’utente che nel commento ha specificato proprio di “ridere per una settimana” (Lol for a week).  Un altro cinguettio ha più semplicemente ringraziato per la risata. Un altro ancora invece, ha spiegato che “probabilmente vengono (anche, Nda) pagati”, riferendosi ai bagnini.


https://twitter.com/Brazil2016Rio/status/762356278719111170

Ma allora perché è stato pensato un servizio del genere dall’organizzazione? Perché impiegare personale in un lavoro completamente inutile? Semplice, perché non lo è per niente, inutile. Se è vero che il numero di interventi dei bagnini delle olimpiadi sarà oltremodo basso se non pari allo zero, va detto che anche gli atleti olimpici, per quanto allenati e preparati, restano degli esseri umani, che possono avere cali fisici o malori anche gravi.

rio2016

A quel punto i bagnini devono saper intervenire tempestivamente, potrebbe anche andarne della vita dell’atleta, anche se il caso è effettivamente remoto. Volendo andare più a fondo, chi svolge questo servizio ha un compito ancora più difficile del solito, perché potrebbe trovarsi a dover intervenire una volta sola e magari per qualcosa di grave dopo svariate ore di completa inattività, una situazione in cui diventa complesso mantenere alta la concentrazione.

Destreggiandoci tra il serio e il faceto, facciamo notare come tra i commenti di risposta al tweet ci sia anche chi apprezzi a prescindere dall’utilità o meno dello stesso, il lavoro di bagnina a Rio 2016. Gabby (questo il nome dell’ironica commentatrice), infatti, non ha mancato di far sapere che nel caso il nuotatore Nathan Adrian (stella Usa) dovesse aver bisogno di una respirazione bocca a bocca, ecco, lei si offrirebbe volontaria.




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