Avviare un’attività di piante ed animali in adozione

C'è chi sceglie un maialino e chi qualche albero da frutta. Nelle aziende più innovative, è possibile adottare animali e piante: perché non provare?

La black list diffusa dalla Coldiretti per allertare sui cibi tossici che rischiamo di portare a tavola ha ricordato (qualora ce ne fosse bisogno) quanto sia importante optare per una sana alimentazione. Poiché l’attenzione che l’italiano medio destina a una spesa consapevole ed oculata cresce di giorno in giorno, puntare su un’attività che propone solo prodotti freschi e controllati può rappresentare una buona fonte di guadagno. Se l’idea di tornare alla terra vi alletta, prendete tutte le informazioni del caso: le possibilità di mettervi in gioco e di investire su qualcosa di appassionante e innovativo non mancano. C’è chi, per dire, ha scelto di avviare un’attività di piante ed animali in adozione, ricavandone robuste soddisfazioni in cambio. Di cosa si tratta? Scopriamolo insieme.


Quali sono le adozioni più gettonate

Se siete titolari di un’azienda agricola o state pensando di aprirne una, l’idea di permettere ai vostri clienti di adottare un pezzo del vostro terreno o qualche animale d’allevamento potrebbe fare la differenza. Si tratta di una tendenza che sta prendendo sempre più piede, di pari passo con la crescente attenzione che i consumatori destinano a ciò mangiano quotidianamente. In pratica funziona così: voi continuerete a prendervi cura dell’orto o del frutteto di cui disponente, ma i prodotti che raccoglierete li renderete a chi ha accettato di adottare le vostre piante o i vostri alberi. E lo stesso dicasi per gli animali: i prodotti resi dalle pecore, dalle mucche o dalle galline che ospitate nella vostra fattoria verranno consegnati a chi ha scelto di adottarle a distanza.

Per essere più precisi: chi adotta una pianta o un animale paga una quota (che cambia a seconda dei casi) al coltivatore o all’allevatore diretto, che si impegna a recapitargli direttamente a casa i prodotti freschi realizzati o trasformati nella sua azienda. Tra le piante più adottate, ci sono gli alberi da frutta, ma anche gli ulivi e le vigne. Mentre tra gli animali, spopolano letteralmente le pecore e le capre che danno formaggi, le mucche richieste per il latte, le galline che garantiscono un abbondante equipaggiamento di uova e le api adottate dagli amanti del miele. Ma non solo: ad andare forte sono anche le adozioni dei maiali – di cui, come è noto, non si butta via niente – e quelle degli asini.

E’ il tempo del contadino 2.0

L’idea di avviare un’attività di piante ed animali in adozione è destinata ad avere particolare successo nelle fattorie didattiche, che aprono le porte alle scolaresche, con l’intento di avvicinare i più giovani alla terra. I bambini ed i ragazzi che le visitano restano solitamente così colpiti dagli animali che vedono nelle stalle o nei campi che, una volta tornati a casa, propongono ai genitori di adottarne uno. Si tratta di un business che può spianare la strada a guadagni interessanti. Purché le cose siano fatte per bene, senza trascurare alcuni passaggi importanti. Disporre di appezzamenti di terra vasti o di frutteti abbondanti non basta. Per centrare l’obiettivo, occorre farsi conoscere, puntando molto sulla vendita diretta dei prodotti.

Internet può aiutarvi parecchio: se l’attività viene promozionata come si deve, marcando l’accento sulla possibilità di far arrivare direttamente a casa del cliente i prodotti coltivati in azienda, la mole delle richieste potrebbe farsi veramente importante. Il consiglio è quello di smettere i panni del coltivatore tradizionale per vestire quelli del contadino 2.0, che si muove bene in campagna, ma anche sul Web. E che sa armeggiare tanto con  la zappa quanto col mouse.

Come rendere l’offerta più cool

Per partire col piede giusto, non trascurate niente, meno che mai la concorrenza. Le aziende agricole che hanno già dato corpo al progetto di proporre piante ed animali in adozione sono tante; per questo, occorre procedere con metodo, evitando di “posizionarsi” laddove esiste già un servizio simile a quello che vorreste offrire voi. Prendere spunto dalle “buone pratiche” degli altri potrebbe rivelarsi una mossa furba e vincente, ma attenzione a non degenerare. Chi copia e si adagia sugli allori degli altri è destinato a soccombere. Siate originali e gli affari andranno bene.

Le idee su cui poter scommettere sono tante: potete offrire, a chi adotta un animale, la possibilità di monitorarlo in tempo reale. Come? Attraverso una webcam che gli consentirà di seguire le varie fasi di crescita dell’animale. E di verificare (seppure a distanza) che gli vengano propinati cibi sani o che gli vengano garantite le giuste cure. Non solo: chi propone l’adozione di ulivi, non si ferma quasi mai alla vendita del solo olio, ma si adopera per offrire prodotti di vario genere (molto spesso cosmetici). E non è che l’inizio: c’è chi realizza gadget ad hoc (il portachiavi a forma di maialino, la tazza a forma di mucca, il peluche di pecora che bela) e chi sceglie di lasciar fare ai propri clienti che – dotati di zappe, vanghe e badili – lavorano personalmente il pezzo di terra o l’orto che hanno preso in adozione. Sperimentando la soddisfazione di raccogliere dalla terra ciò che hanno piantato con le loro mani.

La fiducia del cliente è tutto

Tutte le aziende agricole che hanno deciso di scommettere su questa particolare formula imprenditoriale garantiscono, infine, il rilascio di un certificato di adozione. E permettono ai loro clienti di raggiungere, in qualsiasi momento, le loro strutture. Per rimanere sul mercato, è indispensabile che cementiate un rapporto di totale fiducia con chi ha scelto di premiarvi. E che dimostriate che ciò che avviene nella vostra azienda non può prescindere dal rispetto e dall’amore che garantite alle piante e agli animali di cui vi prendete pazientemente cura.

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