Avviare una coltivazione di piante officinali

Aprire una coltivazione di piante officinali può rappresentare un'ottima occasione di business e una grande opportunità di guadagno. Vediamo l'iter burocratico, consigli per avviare l'attività, gli investimenti e i potenziali guadagni.

Avviare una coltivazione di piante officinali può rappresentare un’ottima occasione di business e una grande opportunità di guadagno, in un settore che vede una forte domanda da parte della clientela ma che ancora non è sovraffollato, e che quindi può garantire ampi margini di miglioramento e di espansione.


piante officinali

Aprire una coltivazione di piante officinali: iter burocratico

Occorre precisare, in primo luogo, che per aprire una coltivazione di piante officinali non sono necessari permessi particolari o qualifiche speciali: la normativa di riferimento, vale a dire la legge numero 99 del 6 gennaio del 1931, non impone alcun divieto (eccezion fatta, naturalmente, per le piante da droghe psicotrope) e al tempo stesso non obbliga ad avere alcun titolo di studio. Quando si passa dalla coltivazione alla produzione vera e propria, però, le cose cambiano: in altre parole, nel momento in cui la pianta officinale viene trasformata in un prodotto a tutti gli effetti è indispensabile verificare se tale prodotto rappresenti un ingrediente industriale o un alimento; entrano in gioco, poi, autorizzazioni differenti a seconda che si abbia a che fare con farmaci, integratori, alimenti o cosmetici. Le diverse procedure burocratiche, insomma, dipendono dal tipo di prodotto finale.

Cosa fare per coltivare piante officinali

L’ideale, per aprire una coltivazione di piante officinali con successo e senza rischi, sarebbe cominciare su scala ridotta, su superfici non superiori ai 5mila metri quadri, puntano su una decina di specie, tra quelle più conosciute e utilizzate (e quindi richieste dal mercato): dal timo alla melissa, dalla lavanda all’origano, passando per la salvia, e così via. Tali specie si contraddistinguono per il fatto che sanno adattarsi senza problemi ai terreni italiani: va detto, però, che se si comincia su terreni abbandonati o incolti è importante partire con colture in rotazione e solo in un secondo momento mettere a dimora piante perenni. Entrando nello specifico, per ripulire il campo da gramigna e altre infestanti rizomatose e perenni (che costituiscono il motivo principale di insuccesso) basta un’estate al sole conseguente a un’aratura a maggio. Dopo un anno di favetta e un cereale, si procede con un anno di officinale, per poi passare alle perenni. In seguito, si può allargare il raggio d’azione: in Europa sono più di 400 le piante officinali che vengono coltivate.

Ma cosa bisogna fare, in concreto, per avviare l’attività di coltivazione di piante officinali? Nient’altro che ordinare le piantine presso i vivai: per i trapianti autunnali, l’ordine deve essere fatto verso la fine di giugno, mentre per i trapianti primaverili va eseguito a febbraio. In genere, si consiglia a chi ha poca esperienza, di cominciare con i trapianti autunnali, che costituiscono la soluzione ideale anche per chi non può fare affidamento su impianti di irrigazione efficienti. Dopo i primi mesi, verificando la qualità delle colture, ci si accerta di quali siano le specie che conviene coltivare e quali, invece, debbano essere abbandonate perché non fruttuose. Ovviamente, è sempre bene tenere in considerazione il fatto che le erbe, così come sono, non hanno mercato, ma devono essere adeguatamente lavorate con attrezzature specifiche.

Coltivare piante officinali: investimenti e guadagni

Vale la pena, poi, controllare l’eventuale esistenza, a livello provinciale, regionale o statale, di contributi o incentivi (provenienti da fondi per lo sviluppo rurale, per esempio) per la realizzazione di distillatori, essiccatoi o altre infrastrutture aziendali che accelerino i lavori. Come detto, coltivare piante officinali può offrire ampi margini di guadagno, poiché si tratta di un settore ancora in parte inesplorato e che può trovare spazio in molti percorsi: dalla produzione alimentare a quella di cosmetici, passando per l’ambito farmaceutico e quello erboristico.

I profitti, dunque, dopo i primi anni di assestamento possono essere piuttosto alti, soprattutto nel caso in cui si abbia la possibilità di crescere estendendo le superfici di coltivazione e aumentando il numero di clienti (sia aziende e industrie che privati). Premettendo che ogni situazione è differente, si può sostenere che in media ci vogliono tra i tre e i cinque anni prima che l’attività si consolidi e inizi a produrre i primi guadagni: molto dipende, naturalmente, anche dalla qualità e dalla quantità degli investimenti iniziali e dal tipo di attrezzature che si acquistano. L’importante è sapere che la coltivazione di piante officinali deve essere una scelta a lungo termine, strategica, che richiede dedizione e denaro: è impensabile, insomma, aprire un’attività a costo zero basandosi semplicemente sulla passione o su previsioni di breve termine.

Supporto

Kit_Creaimpresa_Coltivazione_piante

Per chi volesse un supporto nell’avvio di una coltivazione di piante officinali ed avere info e consigli per avere finanziamenti, contributi a fondo perduto e agevolazioni pubbliche segnaliamo il Kit Creaimpresa: Come aprire coltivazione piante officinali (da noi valutato e ritenuto veramente valido).



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