Au pair: il lavoro che ti fa viaggiare, imparare le lingue e guadagnare

Gli Au pair, tradotto in italiano come “Alla pari”, sono giovani che scelgono di vivere in contatto, per un certo periodo, con famiglie disponibili dette “ospitanti”. Si tratta di una grande opportunità per chiunque desideri viaggiare, ma non ha la possibilità di farlo per motivi economici, imparare le lingue non attraverso un corso di studio ma direttamente sul campo, in contatto con parlanti madrelingua, e addirittura guadagnare uno stipendio.

Chi si è appena diplomato o laureato spesso trova non poche difficoltà durante l’inserimento nel mondo del lavoro per svariati motivi, alcuni di questi sono:

  1. Le lingue: Uno dei fattori chiave che porta i datori di lavoro a prediligere alcuni profili piuttosto che altri sono sicuramente le lingue. Conoscere alla perfezione la propria lingua madre, infatti, ai giorni nostri non basta affatto, ed è necessario, invece, approfondire lo studio di una, di due e anche di tre lingue con le relative culture e tradizioni.
  2. La situazione economica: E’ risaputo vi siano zone del mondo con un tasso di disoccupazione molto alto, dove i giovani non riescono a iniziare un’attività lavorativa e vengono costretti a fuggire letteralmente, migrando in Paesi che offrono maggiori opportunità professionali. Bisogna, quindi, selezionare accuratamente lo Stato in cui andare a vivere, tenendo in considerazione le mansioni che si predilige svolgere.
  3. La cultura: Ci sono Paesi in cui la disoccupazione è nella media, ma le donne, le minoranze etniche o gli omosessuali, ad esempio, vengono discriminati e non riescono a trovare un’occupazione che possa renderli indipendenti. Se si vive una situazione simile di disagio, è bene cercare di cambiare la propria condizione, anche se ciò vuol dire cambiare Stato.
  4. Le conoscenze: Le raccomandazioni vengono sempre considerate negativamente, ma avere una rete efficace di collegamenti è molto importante sia per essere sempre aggiornati che per ispirare fiducia. Con un’esperienza all’estero in una città nuova è molto semplice costruire una rete di amicizie e di colleghi.
  5. La poca esperienza: Chi non ha mai viaggiato e ha vissuto tutta la vita rintanato nel proprio habitat difficilmente riuscirà ad adattarsi e a tollerare lo stress causato da un’intensa attività lavorativa. Trascorrendo molto tempo lontano dalla famiglia di origine, in uno Stato sconosciuto, parlando una lingua diversa, è possibile raggiungere un livello di indipendenza e acquisire competenze uniche.

Il lavoro da Au pair garantisce ai giovani di vivere un’esperienza nuova, gratificante e irripetibile.

au pair

Cos’è Au pair

Il progetto Au pair coinvolge ogni anno migliaia di persone, comprese tra i 18 e i 30 anni (anche se la fascia 22-28 è sicuramente quella più attiva), interessate a condividere il tetto con una famiglia disposta a ospitarle. I giovani in questione, di solito, si affidano ad agenzie di collocamento online per trovare la città e la famiglia perfette per loro.

L’obiettivo del progetto Au pair è quello di consentire a famiglie con bambini di ottenere una babysitter e una domestica part time, che viva con loro e che insegni ai figli la lingua madre. Allo stesso tempo, gli ospitanti offrono ai giovani alloggio, vitto (anche se è bene contribuire in questo), connessione internet, stanza privata, bagno privato (spesso disponibile) e la possibilità di imparare la lingua locale o una seconda lingua.

L’ospitato può di solito seguire la famiglia durante gli spostamenti in zona, i viaggi di lavoro o di piacere, e essere aiutato a costruire una rete di contatti tra au pairs, in modo da imparare meglio la lingua e da trascorrere ore di svago che possano spezzare la routine.

Come funziona

L’adesione al progetto Au Pair è molto semplice e parte tutto dai siti di collocamento, a cui sia le famiglie che i giovani in cerca di ospitanti possono iscriversi inserendo i propri dati, un indirizzo e-mail e una password (chi conosce Couchsurfing si trova avvantaggiato per comprendere il sistema).

Dopo essersi registrati, bisogna compilare accuratamente il profilo fornito, inserendo alcuni dettagli personali come le passioni, gli hobby, le attività, e specifici come se si è fumatori, se si possiede una patente di guida, se si è disposti a badare a bambini affetti da handicap.

Completata questa procedura, si possono inserire dei parametri che permettano di trovare la famiglia o l’au pair che risponda alle proprie esigenze. I collegamenti sono immediati, quindi basta inoltrare una richiesta di contatto per interloquire con la persona d’interesse.

Dopo un primo contatto e un colloquio di solito via Skype, ci si mette d’accordo sul periodo di permanenza e sugli obiettivi dell’esperienza. Se tutto va come deve, l’au pair parte, pagando di solito il volo di tasca propria, e soggiorna nei mesi stabiliti (da un minimo di 3 a un massimo di 24) nella casa della famiglia ospitante.

Al termine dell’esperienza, nella maggior parte dei casi si lascia un feedback positivo nei rispettivi profili, per garantire che il progetto continui a essere trasparente ed efficace.

Quali sono i vantaggi

  1. Babysitter madrelingua: Il primo vantaggio è per le famiglie ospitanti, che sono alla ricerca di una babysitter che possa badare al proprio bambino durante le ore in cui lavorano. Con Au Pair hanno l’opportunità di trovarne una che sappia addirittura parlare una lingua diversa dalla propria: in questo modo i bambini possono essere al sicuro e allo stesso tempo acquisire competenze sin da piccoli su una lingua diversa.
  2. Domestica: Gli au pair di solito si occupano anche delle faccende domestiche, lavando, stirando, cucinando se necessario. Svolgere i propri compiti è essenziale quando si viene ospitati gratuitamente, e in questo caso viene addirittura retribuito dalla famiglia, che paga per il lavoro svolto e concede ore e giorni di riposo.
  3. Imparare la lingua: Per i giovani, il vantaggio principale di Au Pair è quello di permettere loro di imparare una o più lingue in modo eccellente e gratuito, senza la necessità di frequentare corsi a pagamento, spesso poco efficaci.
  4. Conoscere persone: Visitando e vivendo per tanti mesi in un Paese nuovo, è inevitabile entrare in contatto con varia gente sia per scopi privati che professionali.
  5. Conoscere un Paese nuovo: E’ possibile imparare tradizioni, usi e costumi di un Paese nuovo, senza doversi pagare un costosissimo soggiorno, spesso stressante e snervante.
  6. Guadagnare denaro: Il servizio di babysitter e di domestica offerto non è assolutamente gratis e di solito viene retribuito dalle 400 euro alle 700 in media. Per alcuni sembreranno pochi, ma bisogna pensare che gli au pair hanno l’opportunità di alloggiare gratis, di imparare una lingua e di svolgere un lavoro per nulla stressante.

I migliori siti per Au pair

  1. Aupairworld: Attiva dal 1999, è la più grande agenzia di collocamento au pair del web, con centinaia di nuovi iscritti ogni giorno e con migliaia di famiglie e au pair soddisfatti. Il vantaggio principale dell’affidarsi a questa agenzia è dato proprio dal numero di utenti, che aumenta le probabilità di trovare l’ospitante o il baby sitter giusto.
  2. Culturalcare: Simile alla precedente, questa agenzia è interamente italiana e fa parte del noto gruppo EF, società svizzera che si occupa dell’organizzazione di viaggi studio all’estero, di corsi di lingua e di certificazioni. Culturalcare organizza anche progetti interni, incontri formativi ed eventi in molte città d’Italia.
  3. Kangarooaupair: Altra agenzia au pair molto valida, Kangaroo si occupa del collocamento dei giovani esclusivamente all’interno dell’Europa, fornendo dettagli e approfondimenti sulle famiglie iscritte nelle principali città del nostro continente.
  4. Aupair: Online dal 1996, Aupair colloca giovani interessati a questo tipo di esperienza nelle principali nazioni del pianeta in modo totalmente gratuito. Le famiglie ospitanti, invece, devo abbonarsi al costo mensile di 39,90 euro per un mese.

Esperienze e commenti sono ovviamente graditi!


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