Assunzioni e licenziamenti 1° trimestre 2014: ecco come è andata

Il Sistema Informativo delle Comunicazioni Obbligatorie ha pubblicato i dati ufficiali relativi alle assunzioni e ai licenziamenti nel I trimestre 2014. Cerchiamo dunque di capire come è andata, e quali sono i trend evolutivi che potrebbero contraddistinguere l’evoluzione del mercato del lavoro italiano nel prosieguo dell’anno, individuando altresì quali sono stati i settori maggiormente prolifici in termini di nuove assunzioni, e quelli più penalizzati in ambito di licenziamenti e cessazioni.


 

Rapporti di lavoro attivati. Le statistiche del Sistema Informativo delle Comunicazioni Obbligatorie affermano che nel I trimestre 2014 sono stati registrati 2.371.540 avviamenti di nuovi rapporti di lavoro dipendente e parasubordinato, 24.733 in meno rispetto al I trimestre del 2013 (-1%). Nelle regioni del Nord e del Mezzogiorno si concentra il maggior numero di nuove assunzioni, rispettivamente 941.458 e 841.215 unità, a fronte delle 588.079 del Centro.

Rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, afferma il dossier, “le attivazioni si riducono su tutto il territorio nazionale, in particolare al Nord, dove si rileva una contrazione del 3,5%, a fronte dello -0,9% del Mezzogiorno e del -0,3% del Centro. Considerando il genere dei lavoratori, 1.193.143 contratti di lavoro avviati hanno riguardato le donne, un dato che, rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente, segna una riduzione del 2,4% (29.618 contratti in meno) con una flessione particolarmente accentuata nelle  regioni del Nord Italia (-5,7%)”. Per quanto attiene sempre le assunzioni, il 70% ha riguardato i servizi, il 15,7% l’agricoltura, il 14,6% l’industria.

Lavoratori interessati dalle assunzioni. Nel I trimestre 2014 ai rapporti di lavoro attivati corrispondono 1.706.098 lavoratori. “La maggior parte di essi ha un’età compresa tra 25 e 34 anni (490.248 individui) mentre sono 462.219 gli appartenenti alla classe d’età 35-44 anni” – afferma il dossier – “Rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, la riduzione del numero di lavoratori che hanno iniziato un rapporto di lavoro è pari a –2,8%, con valori negativi più elevati nelle classi di età giovani fino a 24 anni (-5,8%), 25-34 anni (- 4,3%) e 35-44 anni (-3,4%) e per gli over 65 anni (-6,1%)”.

Rapporti di lavoro cessati. Nel I trimestre 2014 continua il trend di diminuzione dei rapporti di lavoro cessati, pari ora a 1.849.844 unità, di cui 974.278 per donne e 875.566 per uomini. “Rispetto al I trimestre 2013, il numero delle cessazioni risulta in diminuzione dell’1,6%, pari a -29.647 unità. Tale decremento è da attribuirsi ad entrambe le componenti maschile e femminile, per le quali si registra una contrazione equivalente, rispettivamente, a -12.775 e -16.872 unità” – afferma il dossier – “Come nel trimestre precedente, l’analisi territoriale mostra un tasso di crescita negativo più accentuato nell’area settentrionale del paese. Nel Nord, infatti, il volume delle cessazioni che hanno interessato la forza lavoro cala del 3,1%, nel Mezzogiorno dell’1% e solo nel Centro si rileva un incremento pari a +0,1%”.



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