Assenze dal lavoro: per Cgia, gli statali si ammalano di più

I dipendenti pubblici sono quelli che restano a casa con più frequenza, ma per periodi di tempo più brevi. Per questo, secondo l'associazione, i dati non devono essere strumentalizzati

I lavoratori del settore pubblico si ammalano di più di quelli del settore privato. E’ quanto emerge dall’ultima elaborazione dell’ufficio studi della Cgia di Mestre che ha passato in rassegna i dati del 2014 relativi alle assenze dal lavoro per malattia. Basterebbe questo a dare conforto alla “vulgata” secondo cui tra gli statali si annidano tanti “fannulloni”, ma come ha precisato il coordinatore dell’ufficio, Paolo Zabeo, il quadro va analizzato con più attenzione.


L’indagine ha rilevato che, nel 2014, il 55% dei dipendenti pubblici si è assentato almeno una volta per malattia, mentre tra i lavoratori autonomi la percentuale si è fermata al 35%. Ma attenzione: se è vero che gli statali si ammalano più frequentemente, è altrettanto vero che restano a casa per periodi più brevi. Nel dettaglio: i dipendenti del settore pubblico che si sono ammalati nel 2014 si sono assentati mediamente per 17,9 giorni, mentre i lavoratori del settore privato lo hanno fatto per 19 giorni. Le assenze di un solo giorno hanno interessato il 27,1% dei pubblici e il 12,3% dei privati, quelle dai due ai tre giorni il 36,2% dei pubblici e il 31,7% dei privati, ma dal quarto giorno in su sono i lavoratori autonomi a far registrare le stime più alte. 

“Voglio essere chiaro – ha dichiarato il coordinatore dell’Ufficio studi della Cgia, Paolo Zabeoqueste cifre vanno interpretate con grande attenzione. Sarebbe fuori luogo strumentalizzare i  risultati che emergono da questa analisi, mettendo gli uni contro gli altri, ad esempio gli autonomi contro i dipendenti pubblici. Al netto dei casi limite che, a quanto sembra, si concentrano in particolar modo in alcune aree del Paese,  anche il pubblico impiego può contare su un alto livello di professionalità e di correttezza dei propri dipendenti. Nella sanità, nella scuola e tra le forze dell’ordine, ad esempio, possiamo contare su un personale che ci viene invidiato dal resto d’Europa. Detto ciò – ha continuato Zabeo – è doveroso colpire con maggiore determinazione chi non fa il proprio dovere, vale a dire coloro che, assentandosi ingiustificatamente, recano un danno all’ente per cui lavorano, ai propri colleghi  e, più in generale, a tutti i  contribuenti”.

Ancora: se si guardano i dati dal 2012 al 2014, il numero degli eventi di malattia sono diminuiti del 4,1% nel settore privato e sono aumentati dell’8,8% in quello pubblico. Più precisamente, per quanto riguarda il privato, tutte le regioni hanno fatto registrare contrazioni in tal senso, fatta eccezione per la Puglia (+2,3%). Mentre nel settore pubblico, gli eventi di malattia sono cresciuti soprattutto in Campania (+15,1%), in Molise (+14%), in Abruzzo (+12,9%), nel Lazio (+12,4%) e in Sardegna (+11,6%). In termini assoluti è, invece, il Lazio che conta il numero più alto di eventi di malattia tra gli statali (704.748) seguito da Sicilia (637.643), Campania (545.322) e Lombardia (532.895).




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