Assegni familiari: cosa sono e a chi spettano

Focus sugli assegni familiari: cosa sono, come si calcola l'importo, chi li eroga, quando si ha diritto ad averli e come presentare la domanda.

Gli assegni familiari, come suggerisce l’espressione stessa, sono prestazioni erogate in favore della famiglia di alcune particolari categorie di lavoratori. Per poter essere beneficiari degli assegni familiari, il reddito complessivo deve essere al di sotto dei limiti stabiliti dalla Legge. Il calcolo dell’importo, per chi ne ha diritto, segue come è ovvio precise regole.


assegni familiari

Cosa sono gli assegni familiari

Gli assegni familiari sono un contributo assistenziale a sostegno dei lavoratori dipendenti e dei pensionati da lavoro dipendente, i cui nuclei familiari siano composti da più persone e che abbiano un reddito complessivo inferiore ai limiti stabiliti dalla legge. Il diritto di ottenere l’assegno familiare e l’importo dello stesso variano in funzione del numero dei componenti del nucleo familiare e del reddito totale del nucleo familiare.

L’assegno mensile viene percepito in busta paga, quindi tramite il proprio datore di lavoro e, in particolari casi, viene erogato direttamente dall’Inps. L’importo viene fissato nelle apposite tabelle ANF. Le tabelle, che definiscono gli importi e le fasce di reddito, vengono pubblicate annualmente e hanno validità dal 1 luglio al 30 giugno dell’anno successivo (circ. Inps n.84 del 23/05/2013).

A chi spetta l’assegno familiare

Il contributo assistenziale viene erogato dall’Inps ad integrazione del reddito del nucleo familiare, ai seguenti soggetti:

  • lavoratori dipendenti;
  • lavoratori domestici;
  • lavoratori dipendenti agricoli;
  • lavoratori iscritti alla gestione separata;
  • titolari di pensioni (a carico del fondo pensioni lavoratori dipendenti, fondi speciali ed Enpals);
  • titolari di prestazioni previdenziali.

Tali soggetti devono fare parte di un nucleo familiare che può essere composto dal richiedente lavoratore o dal titolare della pensione, dal coniuge che non sia legalmente separato o che non abbia abbandonato la famiglia, dai figli ed equiparati di età inferiore a 18 anni, dai figli ed equiparati, studenti o apprendisti, di maggiore età, ma inferiori ai 21 anni se facenti parte di nuclei familiari numerosi quindi con almeno 4 figli di età inferiore ai 26 anni. Inoltre, possono far parte del nucleo familiare anche i fratelli, le sorelle e i nipoti, minori o maggiorenni inabili, purché siano orfani di entrambi i genitori e non abbiamo conseguito il diritto alla pensione ai superstiti e non siano coniugati, e i nipoti in linea retta di minore età viventi a carico del richiedente.

Come si calcola l’assegno familiare

Per ottenere l’assegno familiare è necessario che il reddito complessivo del nucleo familiare non superi i limiti fissati dalla legge. Il reddito da considerare è dato dalla somma dei redditi dei componenti del nucleo familiare; non bisogna quindi considerare i redditi del solo richiedente, ma i redditi dell’intero nucleo familiare. I redditi facente parte della famiglia sono tutti quelli assoggettabili all’IRPEF inclusi quelli a tassazione separata. I redditi da lavoro dipendente devono essere considerati al netto dei contributi previdenziali ed assistenziali obbligatori per legge. Nel caso in cui, all’interno della famiglia, ci sia reddito da lavoratore dipendente e reddito da lavoro autonomo, l’assegno familiare spetta se la somma dei redditi da lavoratore dipendente e da pensione totale all’interno del nucleo familiare supera il 70% del reddito complessivo familiare.

Redditi esclusi per la dichiarazione ANF

Esistono diverse tipologie di redditi che non vengono considerati per il calcolo del reddito complessivo familiare ai fini della dichiarazione per gli assegni familiari. Questi redditi sono:

  • trattamento di fine rapporto e sue anticipazioni;
  • rendite vitalizie erogate dall’Inps;
  • indennità di accompagnamento a favore dei pensionati;
  • indennità di accompagnamento agli invalidi civili inabili totalmente, ai ciechi civili, ai minori invalidi non deambulati;
  • indennità per ciechi parziali,
  • indennità di comunicazione per i sordi;
  • indennità di frequenza per i minori mutilati ed invalidi civili;
  • indennizzi erogati dallo Stato a favore di invalidi danneggiati a seguito di vaccinazione obbligatoria o trasfusione;
  • pensioni tabellari riconosciute ai militari di leva vittime di infortunio;
  • pensioni di guerra;
  • somme corrisposte a titolo di arretrati per prestazioni di integrazione salariali relative ad anni precedenti a quello di erogazione;
  • indennità di trasferta per la parte non assoggettabile ad imposizione fiscale.

Tabelle ANF 2019

Le nuove tabelle ANF per gli assegni familiari contenenti i nuovi importi spettanti e le fasce reddituali vengono pubblicati ogni anno dall’Inps e hanno validità dal 1 luglio al 30 giugno dell’anno successivo. L’Inps considera la variazione percentuale dell’indice dei prezzi al consumo calcolata dall’ISTAT nell’anno precedente per aggiornare e rivalutare i livelli reddituali. La circolare numero 68 del 11/05/2018 ha indicato la nuova tabella aggiornata per gli assegni familiari da corrispondere dal 1 luglio 2018 al 30 giugno 2019. In base al reddito complessivo della famiglia e al numero di componenti della stessa si ha diritto ad un assegno mensile differente.

  • Fino all’importo minimo complessivo pari a 14.541,59 euro l’importo dell’assegno è uguale e va da un minimo di 137,50 euro mensili se la famiglia è composta da soli 3 componenti a 1.368,75 se è composta da 12 componenti.
  • Dopo l’importo minimo la tabella espone tutte le fasce di reddito che sono in crescendo per un importo di circa 116 euro, fino all’ultima fascia di reddito familiare che ha diritto all’assegno pari all’importo di 100.395,05 euro.
  • Con l’aumentare del reddito familiare diminuisce l’importo dell’assegno familiare ed aumenta il numero di componenti del nucleo per poter averne diritto. Per esempio, fino al reddito di 71.777,23 euro si può essere in soli tre componenti, superato quell’importo bisogna essere in 4 per poter avere diritto agli assegni familiari; superato l’importo di 78.640,85 bisogna essere in 5 a comporre la famiglia, e così via.

In base al reddito complessivo e alla composizione del nucleo familiare l’assegno concesso ha un importo  completamente differente; ad esempio il massimo importo corrisposto è pari a 1.368,75 euro nel caso di reddito minimo e massimo numero di componenti previsto (dodici) o pari al minimo corrisposto che è di 0,13 euro, nel caso di massimo reddito previsto (compreso tra 100.278,71 euro e 100.395,05 euro) e 7 componenti.

Riduzioni tabellari e casi particolari

Vengono inoltre stabilite delle riduzioni dell’importo dell’assegno previsto nella tabella ANF nel caso in cui nel nucleo fanno parte fratelli, sorelle o nipoti. Le riduzioni sono così stabilite:

  • riduzione di 10,42 euro in presenza di un solo figlio nel caso di un solo fratello, sorella o nipote;
  • riduzione di 54,17 euro in presenza di un solo figlio, per ciascuno dei fratelli, sorelle o nipoti eccedenti il primo;
  • riduzione di 54,17 euro in caso di presenza di almeno due figli, per ogni fratello, sorella o nipote.

Inoltre, nel caso di nuclei familiari composti da più di 12 componenti, eventualità non prevista nella tabella ANF, l’assegno previsto dalla tabella dovrà essere maggiorato del 15% nonché di 55 euro per ogni componente oltre il settimo.

Come presentare la domanda

Il richiedente di assegno familiare deve presentare la domanda per poter ottenere, dopo le dovute verifiche, il contributo assistenziale. La domanda deve essere presentata al datore di lavoro, nel caso in cui il richiedente sia un lavoratore dipendente, utilizzando il modello ANF/DIP. Il datore di lavoro dovrà corrispondere l’assegno anche se la richiesta dello stesso è stata inoltrata dal richiedente dopo la fine del contratto di lavoro entro i 5 anni di risoluzione.

La richiesta dovrà essere invece fatta all’Inps nel caso in cui il richiedente sia un addetto ai servizi domestici, un operaio agricolo dipendente a tempo determinato e un lavoratore iscritto alla gestione separata. La domanda all’Inps potrà essere eseguita attraverso il sito internet dell’Inps, se il richiedente dispone di PIN, attraverso il contact center dell’Inps o attraverso i patronati. Se la richiesta viene effettuata con ritardo, il richiedente potrà domandare gli arretrati entro il limite massimo dei 5 anni precedenti. Qualsiasi variazione in riferimento al reddito o alla composizione del nucleo familiare che può sorgere durante il periodo di richiesta dell’ANF, dovrà essere comunicata entro 30 giorni.

Pagamento degli assegni familiari

L’assegno familiare viene pagato per conto dell’Inps direttamente dal datore di lavoro ai lavoratori dipendenti in busta paga, oppure direttamente dall’Inps nel caso in cui il richiedente sia un operatore agricolo, un addetto ai servizi domestici o un lavoratore di ditte cessate o fallite. Il diritto ad ottenere l’assegno familiare parte dal primo giorno del periodo di paga per i lavoratori dipendenti, o di pagamento della prestazione previdenziale dall’Inps, e cessa alla fine del periodo in corso alla data in cui i requisiti decadono per eventuali variazioni delle condizioni che ne hanno determinato il diritto stesso (per esempio la separazione dal coniuge).




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