Assegni elettronici, le novità dal Ministero

Un decreto ministeriale sancisce il possibile utilizzo degli assegni elettronici. Ma come funzionano?

Grazie a un decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze, presto sarà possibile ottenere pagamenti in assegni elettronici. E, sebbene sia certamente prematuro dare l’addio ai tradizionali assegni cartacei, quel che sembra certo è che la novità del formato elettronico dovrà essere assimilata quanto prima, in modo corretto, dagli operatori economici. Ma cosa prevede il decreto del Mef? E quali sono le novità in relazione al pagamento di tali titoli dematerializzati, e al potenziale protesto in caso di mancanza fondi?


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Vediamoci un pò più chiaro!

Assegni elettronici, cosa dice il decreto Mef n. 205

Il decreto Mef n. 205 del 3 ottobre 2014, recentemente pubblicato in Gazzetta Ufficiale, prevede che l’assegno bancario possa essere presentato al pagamento sia in formato cartaceo che in formato elettronico. Pertanto, sarà possibile andare in banca non più con il titolo cartaceo, bensì con un “file”, per poter ricevere il pagamento relativo al titolo stesso.

In maniera meno sintetica, il decreto non ha previsto la sostituzione degli assegni cartacei con quelli elettronici. Ha bensì previsto che l’assegno possa essere presentato alternativamente in formato cartaceo o in formato elettronico. In questo secondo caso, per poter ricevere il pagamento sarà sufficiente presentare l’immagine del titolo, unitamente ad altri dati dell’operazione (o, magari, un unico file di dati). Se gli assegni sono girati dal cliente alla banca per l’incasso l’ultimo giorno utile, potranno essere presentati al pagamento dal negoziatore solamente con modalità elettroniche.

A sua volta, la banca che ha presentato l’assegno deve presentare il titolo al pagamento al trattario o all’emittente entro e non oltre il giorno lavorativo successivo a quello in cui l’assegno gli è stato girato all’incasso.

Assegni elettronici, come funziona il protesto?

A questo punto è lecito domandarsi come possa funzionare il protesto di un assegno elettronico. La risposta arriva dallo stesso decreto Mef, che prevede che nell’ipotesi di mancato pagamento di un assegno presentato al pagamento in format elettronica, il protesto possa essere richiesto esclusivamente in via telematica. Ad ogni modo, niente è stabilito in maniera dettagliata. Occorrerà infatti attendere il regolamento di fruizione della Banca d’Italia, che disciplinerà in modo specifico il da farsi.




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