Asdi, ecco quando si mantiene (e quando si perde)

Un approfondimento sui requisiti utili per poter mantenere l'Asdi o, di contro, una panoramica sulle principali cause di decadenza.

Recentemente l’Inps ha formulato una interessante circolare nella quale sono stati evidenziati alcuni chiarimenti sull’Asdi, sulla Naspi e su tutte le caratteristiche legate alla loro fruizione, sospensione e revoca. Cerchiamo di capire che cosa venga stabilito all’interno del documento, e quali sono gli elementi di base che sarebbe tenere bene a mente per non cadere in errate interpretazioni della normativa vigente.


concorso-INPSCominciamo con il ricordare che l’erogazione dell’Asdi è subordinata alla permanenza dello stato di disoccupazione, nonché ai nuovi “meccanismi di condizionalità tra politiche attive e passive“, una novità introdotta dalla riforma del Jobs act. In particolare, questi meccanismi prevedono, tra l’altro, che la mancata partecipazione del percettore di Asdi alle iniziative di politica attiva avviate nei suoi confronti, senza un giustificato motivo, determina l’applicazione di una serie di sanzioni di diversa entità. Ma cosa si intende?

Sintetizzando quanto stabilito all’interno della circolare, si ricorda che nelle ipotesi di mancata presentazione, in assenza di giustificato motivo, alle convocazioni o agli appuntamenti previsti nel progetto personalizzato si avranno tre possibilità conseguenti. Con la prima, che corrisponde all’ipotesi di prima mancata presentazione, il soggetto andrà incontro a una parziale decurtazione dell’Asdi pari a un quarto di una mensilità (sono concessi per intero, invece, gli incrementi per carichi familiari). Con il secondo caso, corrispondente a un’ipotesi di seconda mancata presentazione, la decurtazione sarà di una mensilità dell’Asdi (sono comunque concessi gli incrementi per carichi familiari). Infine, nella terza ipotesi, in caso di ulteriore mancata presentazione, si andrà incontro alla decadenza dall’Asdi.

Altre conseguenze sono inoltre ricollegate alle ipotesi di mancata partecipazione alle iniziative di orientamento avviate nei confronti del beneficiario dell’Asdi, a seguito di chiamata da parte del servizio competente, in assenza di giustificato motivo. In tale fattispecie sono previste due ipotesi fondamentali. Se infatti la mancata partecipazione è una prima volta, la decurtazione sarà di una mensilità dell’Asdi, salva la concessione dei soli incrementi per carichi familiari. Se invece la mancata partecipazione è relativa a una volta successiva alla prima, si andrà incontro alla decadenza dall’Asdi.

Tra gli altri chiarimenti più ghiotti, vi è anche la precisazione dell’istituto di previdenza secondo cui l’Asdi ha funzione di fornire tutela di sostegno al reddito ai lavoratori già beneficiari della Naspi che siano privi di un’occupazione e si trovino in condizione economica di bisogno, e sarebbe dunque da qualificare come una prestazione di natura assistenziale, con la conseguenza di doversi ritenere esente dall’Irpef, l’imposta sul reddito delle persone fisiche. In altre parole sull’Asdi non si pagano tasse.

Infine, la circolare si sofferma sulle ipotesi di decadenza dell’Asdi, precisando che il beneficiario dell’Asdi decade dalla fruizione dell’assegno nei medesimi casi di decadenza previste per la Naspi. Per quanto concerne le ipotesi di sospensione, l’erogazione dell’Asdi viene sospesa in quattro principali casi.

Con il primo, ci si riconduce al mancato aggiornamento della Dsu ai fini Isee entro il 31 gennaio dell’anno di percezione della prestazione. In caso di mancato riscontro al 31 gennaio della presentazione della nuova Dsu, l’erogazione viene sospesa dal primo febbraio. Con il secondo caso ci si riferisce invece alle ipotesi di nuova occupazione, con contratto di lavoro subordinato, dalla quale derivi un reddito superiore al minimo annuo escluso da imposizione fiscale, ma con durata dell’attività lavorativa inferiore a 6 mesi.

Ulteriormente, si va incontro alla sospensione per nuova occupazione, con contratto di lavoro subordinato, con durata dell’attività lavorativa inferiore a 6 mesi, in mancanza di presentazione di «Asdi-com» e per 30 giorni dall’invio dello stesso. Infine, come ultima ipotesi, si va incontro a sospensione Asdi in caso di scadenza del periodo di validità dell’Isee corrente, se entro i successivi due mesi di validità dello stesso non è presentata una nuova Dsu: in tal caso, l’erogazione viene sospesa per 30 giorni e il percettore di Asdi è invitato a presentare la nuova Dsu per Isee o Isee corrente, entro 30 giorni dalla ricezione ddalla ricezione della comunicazione di sospensione.



CATEGORIES
Share This

COMMENTS