Arte in ufficio: ecco cosa pensano i lavoratori italiani

Introdurre forme artistiche nell'ambiente di lavoro non è un vezzo da esteti, ma una mossa strategicamente vincente. Scopriamo perché, scorrendo i risultati della ricerca realizzata dalla Viking Italia

Che la storia del Bel Paese sia strettamente legata alla tradizione artistica, è cosa nota a tutti. Ma cosa pensano i lavoratori italiani della presenza di forme artistiche nei loro uffici? Stando ai risultati di un recente sondaggio realizzato dalla Viking Italia, l’attenzione che i nostri connazionali destinano alle espressioni d’arte che concorrono a valorizzare gli ambienti in cui lavorano è significativamente alta. E tradisce una sensibilità artistica che, nel contesto europeo preso in esame dagli autori della ricerca, non conosce eguali. Scorriamo insieme i risultati dell’indagine e scopriamo perché, per i lavoratori italiani, far entrare l’arte in ufficio può fare la differenza.


Cosa pensano gli italiani dell’arte in ufficio

La ricerca ha coinvolto un nutrito campione di lavoratori europei – 4.500 in tutto – di cui 1.500 britannici, 1.000 tedeschi, 1.000 olandesi, 500 austriaci e 500 italiani. Ai quali è stato chiesto di esprimere un’opinione sull’opportunità di disporre di forme artistiche all’interno dei loro uffici e di indicare le loro preferenze a riguardo. Ciò che ne è venuto fuori (segnatamente al segmento italiano che è quello che ci interessa più da vicino) è lo spaccato di una forza lavoro capace di riconoscere i benefici che l’arte può produrre in ambito professionale e che – ca va sans dire – possono impattare, in maniera importante, sulla redditività delle imprese.

Ecco i risultati consegnati dai 500 lavoratori italiani coinvolti nel sondaggio:

  • il 90% di loro crede che l’arte debba essere rappresentata in tutti gli ambienti di lavoro;
  • l’83% pensa che l’arte in ufficio riduca lo stress;
  • l’81% è convinto che stimoli la creatività e la produttività
  • il 79% crede che aumenti il livello di felicità

Che il campione italiano sia il più competente in materia, lo dimostra il fatto che ha riconosciuto i quadri realizzati da artisti famosi come Munch, Cezanne e Kandinskij, con maggiore facilità dei competitor europei. Un dato, questo, che va letto alla luce della gloriosa storia artistica del nostro Paese, che ha contribuito a generare un senso del bello particolarmente diffuso.

Ma torniamo ai risultati rilevati dalla Viking:

  • il 37% degli italiani interpellati pensa che il proprio datore di lavoro non presti la dovuta attenzione all’arte in ufficio e il 48,6% del campione ritiene che questa mancanza sia legata a una carenza di risorse economiche;
  • il 24,8% dichiara che, all’interno del suo ufficio, non è presente alcuna forma d’arte (una percentuale che si mantiene comunque bassa rispetto a quelle registrate negli altri Paesi europei coinvolti nella ricerca)

Quanto alle forme artistiche più diffuse: la fotografia è quella più presente (compare nel 49% dei casi), seguita dalla stampa (41,8%) e dalla pittura (36,2%). Lo stile più richiesto e apprezzato dai lavoratori italiani è quello contemporaneo, indicato dal 45,6% di loro, mentre i paesaggi costieri sono quelli che il 35% dei nostri connazionali vorrebbero ammirare sulle pareti dei loro uffici, seguiti dai giardini (premiati dal 33% del campione) e dai paesaggi alpini (indicati dal 31,2%). Come dire che, per gli italiani, scorgere un soggetto naturalistico in ufficio potrebbe essere appagante e motivante.

L’arte è un elemento strategicamente vincente

L’istantanea scattata da Viking Italia dimostra che considerare l’arte un elemento strategicamente vincente non è un puro vezzo da esteti. Anzi: proprio chi ha a cuore i bilanci della sua azienda e punta tutto sul pragmatismo dovrebbe riconoscere la convenienza di investire su qualcosa che – statistiche alla mano – contribuisce ad alleviare lo stress dei dipendenti e a favorirne la creatività, la socialità e la produttività. Una risorsa che ha l’opportunità di sostare in un ambiente curato e valorizzato tenderà a sentirsi meglio e a sfruttare appieno le sue potenzialità, trovando ristoro in quello che non solo gli apparirà bello (e gli procurerà piacere), ma lo porterà a scovare territori insondati. Perché, come diceva Pablo Picasso: “L’arte scuote dall’anima la polvere accumulata nella vita di tutti i giorni”. E se lo fa in ufficio, può fare davvero la differenza.



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