Aprire un’attività: quante insidie dietro a quella dei tuoi sogni

Aprire un'attività facendo ciò che più si ama è bello e pericoloso allo stesso tempo. Distorsione della realtà, presunzione, ottimismo esagerato. Occhio alle molte insidie dietro agli "occhiali rosa".

Quante volte hai pensato di aprire un’attività, scegliendo proprio quella che sogni da sempre? Quante volte ti sei sentito dire frasi come “lavorare facendo ciò che desideri è la strada per il successo”, o un molto più semplice e diretto “insegui il tuo sogno e lo realizzerai”?. Beh, certamente sono tutte belle teorie, che non di rado risultano vere, ma fare quel che piace di più presenta anche un buon numero di insidie. Aprire un’attività scegliendola tra ciò che si ama, può portare certamente al successo, ma anche a mille problemi, nonché, nei casi più gravi, ad un drammatico fallimento.


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Le ragioni di una tale affermazione sono tutt’altro che campate per aria, vediamole nello specifico.

1) L’amore è cieco. Se una cosa ti piace troppo, la tua visione della stessa rischia di essere profondamente distorta. Romanticizzando il tutto si potrebbe tradurre il problema anche con l’espressione “l’amore è cieco”. Facciamo un esempio. Il tuo amore per la pizza è smisurato. La mangi da quando hai tre anni e da almeno dieci non ti accontenti di mangiarla, ma vuoi anche crearla, vuoi farne il tuo lavoro. Vuoi insomma che il mondo conosca “la tua pizza”. Ti butti e decidi di aprire un’attività. Una pizzeria, un take away. Per quanto amore tu possa metterci, e per quanto possa essere davvero buona “la tua pizza”, non è scontato che le cose vadano subito per il meglio. Il rischio in questo caso è che la passione per la pizza ti porti a pensare che tutto si risolverà a breve e che la soluzione sia non smettere di fare pizze, farne sempre di più e sempre di nuove e migliori. Il problema della tua impresa però, potrebbe non risiedere nel prodotto, ma da qualche altra parte (gestione, comunicazione, per fare solo un paio di esempi). Ricordati che un occhio distaccato è più obiettivo di uno interessato.

2) L’amore rende presuntuosi. Se fai quel che più ti piace, quel che, letteralmente, ami, quasi sicuramente sei convinto di conoscere perfettamente la materia. Ecco, quasi mai è così; se non altro perché c’è sempre da imparare a questo mondo. La “presunzione” di padroneggiare perfettamente l’arte della pizza, per tornare al discorso di prima, potrebbe indurti ad utilizzare scorciatoie che non portano da nessuna parte. Se punti sulla qualità del tuo prodotto ma ti convinci che anche farlo con qualche pomodoro in meno “va bene lo stesso”, perché “tanto a me piace fare la pizza la so fare bene”, ecco, tieni presente che i clienti non sono stupidi, se vengono da te per la tua qualità, devi dare loro esattamente quella qualità che hai promesso, altrimenti dopo le prime due volte li perderai. Mica ci sei solo tu di piazzaiolo, sai? Il fatto che tu sappia fare una buona pizza anche in altri modi nessuno te lo contesta, ma non c’entra un bel niente. Attenzione quindi: l’amore e la passione non conducono all’onnipotenza. La tua pizza è importante, chi la fa, solitamente, molto, molto meno. Soprattutto se hai appena iniziato.

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3) L’amore è illogico. E per condurre al successo un’impresa la logica è fondamentale. Non puoi prendere le decisioni (solamente) sulla base dei tuoi interessi e dei tuoi “gusti”. Facciamo un esempio un po’ sopra le righe, in modo da rendere l’idea al meglio. Se la tua pizza preferita è “Tonno, uova e pancetta”, non puoi pensare di proporre la maggior parte delle tue creazioni culinarie inserendo questi ingredienti. Qualcuno potrebbe essere intollerante ad uno o più di essi, a qualcun altro potrebbero risultare pesanti da digerire, ad altri ancora potrebbero semplicemente non piacere, sia insieme che separati. La razionalità è importante, anzi, fondamentale: offrire una scelta che sia la più ampia possibile, impegnandosi a fondo per creare ottime pizze anche con ingredienti di cui a fatica riesci a sopportare l’odore, ti farà forse amare un po’ meno il tuo lavoro, ma ti aiuterà certamente a non perderlo.

4) Gli occhiali rosa. Hai presente, quando sei innamorato, soprattutto all’inizio, è tutto bello, dopo un mese pensi di sposarti, fare due bambini ed andare a vivere in un’enorme casa di campagna con tanti simpatici animali. Ora pensaci, quante volte questa situazione si realizza davvero? Se hai appena aperto un’impresa e arrivano i tuoi primi clienti, fai molta attenzione a: 1) Sono venuti da te per curiosità non li hai fidelizzati e probabilmente anche se offrirai loro un ottimo servizio la maggior parte di loro non tornerà, o comunque non lo farà subito, è normale. Aver avviato un’attività non significa avere un’attività “già avviata”, nel senso in cui vengono definite quelle che possono già vantare una certa stabilità. 2) Non fare progetti contando su entrate che ancora non hai. Hai appena aperto, il “rinnovo locali” può aspettare, anche l’assunzione di qualcuno che sbrighi le faccende che proprio non sopporti di dover svolgere e che per giunta ti portano via un sacco di tempo, può aspettare. Potresti dover sostenere una spesa imprevista. Per costruire una casa di campagna, bisogna prima mettere molto, molto “fieno in cascina”.

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Insomma, l’amore rende presuntuosi, ma spesso anche un po’ esaltati. E l’esaltazione genera un livello di ottimismo che non è mai reale. Lavorare con positività, sì, assolutamente, pensare che vada sempre tutto bene invece no, la realtà non è quella,anzi. E’ un po’ come andare in vacanza con il fidanzato o la fidanzata per la prima volta, da ragazzini. Sembra tutto bello e si pensa che niente possa rovinare un simile idillio. Ma se la tua intenzione è quella di avere un rapporto duraturo, allora devi metterci ben altro. L’amore è fondamentale, ma la testa lo è altrettanto.




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