Aprire una pensione per cani

Aprire una pensione per cani è un'idea di business in costante crescita. Vediamo come fare, norme e guadagni

Aprire una pensione per cani è un’idea di business in costante crescita,  anche perché dai recenti dati risulta, che una famiglia su due in Italia possiede un cane. Le strutture ricettive (alberghi, pensioni, stabilimenti balneari) che accolgono i nostri amici a quattro zampe spesso continuano a non soddisfare la richiesta . Per questo motivo avviare una pensione per cani può essere un’attività molto interessante sotto il profilo economico: domanda alta e offerta ancora limitata.


Aprire pensione per cani

Cosa occorre per aprire una pensione per cani?

Conoscere in maniera approfondita le caratteristiche, comportamentali e alimentari, delle principali razze canine è un pre-requisito fondamentale per intraprendere questo genere di attività. Così come una genuina passione per “il miglior amico dell’uomo”, anche perché si dovrà star a contatto con i cani per molte ore al giorno, compresi i weekend. Queste possono sembrare indicazioni banali, ma in realtà sono fondamentali per aprire una pensione per cani. Fare un periodo d’esperienza in una pensione già esistente o in un canile, anche come volontario, può essere una forma di apprendistato molto preziosa per gestire, in seguito, una struttura di questo tipo.

Quanto può costare aprire una pensione per cani?

Il costo del terreno non è stimabile, anche perché varia da zona a zona, ma deve essere ampio e prevedere anche un’area per la cosiddetta sgambatura. I box per i cani, inoltre, devono essere di almeno 4 mq e prevedere anche un’area coperta, la cosiddetta cuccia. A quanto già riportato occorre aggiungere un impianto d’irrigazione e d’illuminazione per rendere l’area più confortevole. Si tratta di opere non particolarmente onerose da realizzare: con circa 30/40 mila euro è possibile metterle in piedi. Questa cifra non include il cibo per gli ospiti, e ricordatevi che ogni razza segue una dieta particolare che può variare anche da un esemplare a un altro, e neanche un servizio veterinario 24 ore su 24 (indispensabile).

Aprire una pensione per cani: norme e burocrazia

La parte più tediosa, probabilmente. L’attuale normativa, oltre a stabilire la dimensione minima di ogni box (4 mq, come già riportato) segnala che la pensione deve essere ubicata obbligatoriamente a una “una distanza minima dal centro abitato, affinché l’abbaiare dei cani non arrechi disturbo ai residenti”. Questa distanza si evince dal Piano Regolatore del Comune dove s’intende edificare la pensione canina. Gli stessi Piani Regolatori, inoltre, definiscono alquanto puntualmente le prescrizioni edilizie e urbanistiche per la realizzazione di queste strutture. Sempre stando alla normativa vigente, ogni box deve essere dotato di un sistema automatico di abbeveraggio per l’ospite e sancisce che l’intera pensione deve essere costruita in un’area sufficientemente ventilata e ombreggiata.

Un altro punto fondamentale del regolamento è la realizzazione di un sistema idrico attraverso il quale l’acqua usata per pulire i box, operazione da svolgersi almeno una volta al giorno, confluisca direttamente nelle fognature. Questo affinché si eviti d’inquinare il terreno. Per aprire una pensione per cani, inoltre, occorre il parere positivo dei Servizi Veterinari, di Igiene e Sanità Pubblica della ASL del territorio dove sorge la struttura. Si dovrà allegare assieme ai moduli anche una planimetria dettagliata della struttura e una specifica relazione che descriva le modalità di smaltimento dei rifiuti solidi e delle deiezioni (ci dovrebbe pensare il vostro geometra di fiducia). Occorre, inoltre, obbligatoriamente tenere un dettagliato registro degli ospiti della pensione, comprensivo del numero di tatuaggio o di microchip e delle generalità dei loro “proprietari”.

Possibilità di guadagno

Osservando i tariffari delle pensioni già operanti, si evince che i prezzi per ospitare un cane variano dai 15 ai 35 euro al giorno. Una forbice ampia, dettata dalla qualità del servizio offerto e dalla concorrenza di strutture vicine. Come già sottolineato, le possibilità di guadagno non sono scarse, anche perché l’offerta attualmente non copre una domanda in continua crescita. Le strutture alberghiere pronte a ospitare cani durante il periodo vacanziero sono ancora poche.

L’evoluzione delle pensioni per cani

Attualmente sono molto ricercati i cosiddetti “asili” per cani, ossia strutture ove l’animale non solo può soggiornare, ma anche essere intrattenuto con attività ludiche (l’agility dog, ad esempio) e addestrato in alcune specifiche mansioni. Gli “asili” per cani, ovviamente, costano di più dei normali pensionati, ma offrono un servizio all inclusive che una struttura ricettiva normale non è in grado di offrire. Diversificare l’offerta, in effetti, può essere un modo per far diventare profittevole questa attività in tempi più brevi.

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