Aprire un negozio di intimo

Quali sono i costi iniziali, guadagni e soluzioni di franchising per chi vuole aprire un negozio di intimo?

Aprire un negozio di intimo è una sfida imprenditoriale affascinante che può regalare enormi soddisfazioni.


negozio intimo

Le origini

In principio fu Roy Raymond. Questo signore americano, sconosciuto ai più, aprì nel 1977 a San Francisco un negozio esclusivamente dedicato alla biancheria intima. L’esercizio si chiamava Victoria’s Secret e oggi è il marchio leader del settore. Prima degli anni Ottanta, le persone non davano grande importanza all’intimo e prodotti come reggicalze, calze a rete e reggiseno in pizzo (oggi assai comuni) potevano essere acquistati solo in negozi definiti dai più come “poco rispettabili”. Raymond e sua moglie Gaye hanno il merito di aver dato visibilità al settore, intercettando un’esigenza ormai matura: nel solo primo anno di attività, Victoria’s Secret fatturò circa mezzo milione di euro. A quanto pare erano veramente tante le persone, e lo sono tutt’ora, che cercavano un negozio dedicato solo all’intimo.

Cosa occorre per aprire un negozio di intimo?

Passione per questo segmento specifico dell’abbigliamento, essere al corrente delle tendenze in fatto di lingerie, ma anche di costumi da bagno e pigiami (un negozio d’intimo vende anche questi prodotti), saper organizzare bene l’esposizione della merce e cercare una zona adeguata dove posizionare il negozio.

Quanto costa aprire un negozio di intimo?

Un discreto budget di partenza, salvo non si opti per un’attività in franchising, si attesta tra i 30mila e i 40mila euro e comprende un negozio di dimensioni piccole (40-50 metri quadri circa), comunque posizionato in una zona strategica (non in un centro commerciale dove gli affitti sono assai cari), le utenze e una prima fornitura bastevole per circa sei mesi. Queste cifre provengono da alcune persone che hanno già dato il via a un’attività del genere in città di medie dimensioni. Fate grande attenzione alla disposizione della merce: l’occhio vuole la sua parte. Fondamentale, per un negozio d’intimo, sono i camerini con specchi annessi. L’attività promozionale e le strategie di fidelizzazione della clientela sono assai importanti: la concorrenza non manca in questo settore.

Quanto si può guadagnare con un negozio di intimo?

Secondo i dati contenuti da una ricerca promossa dalle associazioni dei commercianti, gli italiani spendono in media ogni anno circa 1.200 euro per l’abbigliamento. Poco meno del 30% di questa cifra, ossia circa 360 euro, è destinato all’intimo. Altre indagini presentano percentuali leggermente più basse, intorno al 25%: comunque 300 euro. Naturalmente sono le donne il principale target di qualsiasi negozio d’intimo, anche perché hanno più articoli tra i quali scegliere, rispetto a un uomo. Il ricarico medio su ogni articolo può sfiorare il 40% nel caso in cui sia di “marca”. Certo, la concorrenza non manca, ma dando un’occhiata a questi dati, quello dell’intimo è un mercato ancora florido. Una strategia vincente può essere quella della specializzazione. Stanno tornando di gran moda corsetti e gambaletti, ad esempio, facenti parte della cosiddetta “biancheria intima storica”. Oppure puntare su target specifici, quali i giovani oppure gli uomini, per tanti anni considerati consumatori superficiali, mentre oggi mostrano grande attenzione per l’intimo.

Burocrazia e norme

Si tratta di un “tradizionale” negozio per la vendita al dettaglio. Quindi, per dare avvio all’attività, è sufficiente possedere una Partita Iva, consegnare la SCIA in Comune, l’iscrizione al Registro delle Imprese presso la CCIAA di riferimento e regolare la propria posizione INPS e INAIL ed eventualmente quella dei propri dipendenti. Se il fondo commerciale scelto per l’attività necessita di ristrutturazione, bisogna seguire la normativa vigente emanata dal Comune.

Aprire un negozio di intimo in franchising

Nel settore dell’intimo si può scegliere tra una grande quantità di franchisor e questo è generalmente “sintomo” di un mercato ancora profittevole. Molte delle proposte, occorro sottolinearlo, prevedono l’apertura di monomarca: quindi bisogna scegliere con attenzione a quale franchisor legarsi. Con circa 65mila euro è possibile aprire un negozio Triumph, brand molto noto del mondo che ogni anno spende cifre ingenti per la promozione dei propri articoli. Questo può facilitare il successo dell’attività. Stesso discorso per Tezenis del gruppo Calzedonia, sebbene al momento l’azienda non sia propensa ad aprire altri punti vendita in Italia. Come non citare, inoltre, Yamamay, altro brand in forte ascesa. È possibile optare anche per marchi meno noti, come Fruscio – la divisa della seduzione, azienda specializzata in intimo da donna (calze, culotte, tanga, sottovesti, perizoma, giarrettiere, guêpière ecc.) molto “pepato”.

Supporto

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