Aprire un circolo privato: requisiti, licenze, autorizzazioni kit completo di supporto

Requisiti, burocrazia e modalità per aprire un circolo privato.

In tempi frenetici come i nostri, trovare il tempo di rilassarsi un po’, in compagnia di persone che hanno interessi affini ai nostri, può essere salvifico. Ecco perché aprire un circolo privato – che, per definizione, si propone di promuovere la socializzazione tra le persone che lo frequentano  – può rivelarsi un’idea vincente. L’importante è fare tutto secondo le regole e non approfittarsi delle agevolazioni fiscali che esentano dal pagamento delle tasse. L’intento ispiratore deve essere primariamente solidaristico e non certo commerciale (i circoli privati sono attività no-profit); il che non esclude che si possa comunque ricavare qualche interessante guadagno. Ma procediamo con ordine, cercando di capire cos’è esattamente un circolo privato e come si costituisce.


Cos’è e cosa si fa in un circolo privato

Il circolo privato è un locale (non pubblico) a cui possono accedere solo i soci che si sono tesserati. Dove si promuovono attività di valenza sociale, di tipo ricreativo e/o culturale. Fuori dalle definizioni: i circoli sono spazi in cui si ritrovano persone che vogliono trascorrere del tempo insieme e che, di norma, condividono specifici interessi o abitudini di vita. Qualche esempio? Ci sono circoli sportivi, culturali, turistici, ludici, universitari in cui i soci amano ritrovarsi (per un periodo più o meno lungo, a seconda della loro disponibilità di tempo) per fare due chiacchiere, assistere a spettacoli, partecipare a giochi o tornei, condividere letture, pianificare iniziative solidaristiche e molto altro ancora.

Chi sta prendendo in considerazione l’idea di aprire un circolo privato, deve avere le idee sufficientemente chiare: che tipo di attività vuole avviare? Che servizi vuole offrire ai suoi soci? Il più delle volte, i circoli privati scelgono di scommettere anche sull’apertura di un bar o di un punto ristoro interno (a cui possono accedere solo i tesserati), che – come vederemo – non hanno alcun vincolo fiscale da rispettare.

Come già detto, la parola d’ordine è socializzare. Per questo, occorre scegliere con cura i locali, guardando a spazi in cui i soci possano relazionarsi agevolmente tra loro. Spazi che dovrebbero essere ampi e ben arredati: più il circolo risulterà accogliente e confortevole, più i tesserati tenderanno a frequentarlo e ad invitare amici e conoscenti esterni a fare altrettanto. Trattandosi di un’attività che può perseguire scopi differenti, è impossibile fornire indicazioni sul possibile investimento iniziale. Perché – come è facile comprendere – attrezzare un circolo di scacchisti, con arredi ricercati e comfort di ogni genere, è ben diverso che allestire uno spazio destinato alla visione di film di autore da parte di un gruppo di cinefili o un ambiente dove si può giocare a freccette o a biliardo. In linea di massima, bisogna però mettere in preventivo una cifra mediamente alta, soprattutto se si intende dotare il circolo di un bar o di attrezzature specifiche. Ma non disperate: a venirvi incontro, saranno le agevolazioni fiscali previste per questo tipo di attività, sulle quali è bene documentarsi presso gli uffici competenti (Agenzia delle Entrate).

Requisiti, licenze e autorizzazioni

E veniamo alla parte procedurale: come si costituisce un circolo privato? Bisogna:

  • determinare lo scopo del circolo e specificarne la sua attività principale;
  • redigere un Atto costitutivo e uno Statuto;
  • recarsi all’Agenzia delle Entrate per effettuare la registrazione;
  • affiliarsi a un ente di promozione sociale a carattere nazionale che, tra le altre cose, mette il club nella posizione di poter aprire un bar interno.

Per avviare un’attività che prevede la somministrazione di alimenti e bevande (che, lo ricordiamo, possono essere dispensati solo ai soci tesserati), occorre chiedere un’autorizzazione al Comune. Che la rilascia solo se viene presentato il certificato penale del presidente del circolo, se viene certificato il possesso delle necessarie autorizzazioni igienico-sanitarie da parte dell’Asl e se i locali risultano conformi alla legge. Non solo: per aprire un bar all’interno del vostro circolo privato, dovrete presentare la Scia (Segnalazione certificata inizio attività) ed essere in possesso della certificazione Haccp, che può essere conseguita a conclusione di un corso che richiede una spesa assai contenuta. Niente di più: trattandosi di un’attività non commerciale, non verrà sottoposta ad alcuna tassazione. Il che significa che non vige l’obbligo di aprire una Partita Iva e di emettere scontrini fiscali.

Nel caso in cui abbiate intenzione di promuovere specifiche attività, dovrete informavi sul da farsi. Organizzare spettacoli teatrali o musicali, per esempio, implica l’obbligo di pagare i diritti Siae e la necessità di disporre di una specifica licenza per pubblici intrattenimenti. Non solo: se il locale ha una capienza superiore ai 100 posti, bisogna richiedere e ottenere anche un certificato di prevenzione incendi rilasciato dal comando provinciale dei Vigili del Fuoco.

La conclusione? Aprire un circolo privato è indubbiamente una sfida avvincente e appassionante (soprattutto se incardinata su un solido intento solidaristico o filantropico), ma anche parecchio impegnativa. Prima di lanciarvi nell’impresa, vi consigliamo di valutare ogni cosa con attenzione, avvalendovi della consulenza di qualche esperto o di chi vanta una certa esperienza nel settore. Anche perché i margini di guadagno potrebbero non soddisfarvi del tutto: trattandosi di un’attività no-profit, gli utili non possono essere distribuiti, ma devono essere tenuti in cassa o reinvestiti per finanziare le iniziative e le attività promosse all’interno del circolo. Si tratta, quindi, di un’impresa destinata a non procurare alcun guadagno? Non necessariamente: se esplicitamente indicato nei documenti costitutivi, alcuni soci amministratori possono percepire dei compensi.

Il kit di supporto per aprire un circolo privato

A chi volesse ricevere informazioni più dettagliate sull’argomento, consigliamo di consultare il Kit Creampiresa: Come aprire un circolo privato, da noi analizzato e giudicato veramente valido. Uno strumento prezioso, che vi aiuterà a progettare al meglio la gestione dell’attività, fornendovi indicazioni importanti sulle agevolazioni fiscali, sulle autorizzazioni e le licenze da ottenere, sulle attrezzature e gli impianti da allestire e sui possibili costi di gestione e guadagni iniziali.



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