Aprire un bed and breakfast a 50 anni: la storia di Lorena

Come aprire un bed and breakfast a 50 anni sfruttando il proprio talento ed opportunità fino a quel momento non considerate.

Aprire un bed and breakfast a 50 anni per necessità, ma anche per la voglia di non arrendersi alle difficoltà. E’ la storia di Lorena che ha ricominciato da sé stessa dopo essersi ritrovata senza lavoro a causa della “solita” crisi.


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Perchè aprire un bed and breakfast: la storia di Lorena

E’ una dura prova da affrontare quella di re-inventarsi un lavoro mettendosi in proprio dopo anni come dipendente. Lorena, che ha deciso di aprire un bed and breakfast ad Arezzo, ha saputo sfruttare talento ed opportunità fino ad allora non considerate. Quando si dice che la necessità aguzza l’ingegno.

Lorena è un donna dalla voce dolce e dai toni pacati. Il suo B&B Lory’s House nel centro di Arezzo è bello, accogliente e curato, come lei.

Lorena, allora raccontaci di te. Come è nata l’idea di aprire il tuo B&B?

In realtà l’idea nasce dalla semplice esigenza di lavorare. Avevo prestato servizio per anni come contabile alle dipendenze di un’azienda ma poi, complice la crisi, sono stata licenziata. Ovviamente ho tentato di reinserirmi, inviato cv e ho lavorato anche per altri datori di lavoro, magari in modo saltuario, magari per una sostituzione maternità. Ma non è semplice, sai? Ogni volta dovevo fare una “formazione iniziale” perché anche se sei competente e “del mestiere” ogni azienda è una realtà a sé stante. E questo ti ruba tempo ed efficienza. E poi alla scadenza del contratto dovevo ricominciare tutto daccapo. Dato che in gioventù avevo fatto volontariato e poi mi ero impegnata nel sociale, ho deciso di seguire un corso di ADB (addetto di base) per prestare assistenza e aiuto nelle case di riposo. Devo dire che ho subito lavorato e le ore di lavoro erano tante e massacranti; ma non era quello che mi pesava quanto la sensazione di non poter mai essere davvero utile per tutti quegli anziani, ognuno con le proprie esigenze da soddisfare. Alla fine devi dedicare cure e attenzioni un po’ a tutti ma con l’impressione di non soddisfare davvero nessuno. E per me era doloroso e comunque non mi sentivo gratificata dal lato umano.

E quindi da brava contabile, ti sei ritrovata a fare un bilancio della tua vita…

Già. E quando lo fai cominci a guardarti intorno e a vedere ciò che hai (che senso avrebbe soffermarti su quello che ti manca?). Cosa avevo io? Una casa di proprietà, bella, bellissima, in un palazzo vincolato alle Belle Arti ma costosissima e stracarica di tasse da pagare. Un’altra casa di proprietà dei miei genitori dove viveva mio padre (nel frattempo mia madre non c’era più).Un caro fratello di professione geometra. La mia passione per l’arredamento d’interni e la naturale propensione al contatto umano e alla cura degli altri. Una serie di condizioni che in quel momento mi apparivano come ottime opportunità da valorizzare.

E che hai saputo cogliere al volo, a quanto sembra…

Ho cominciato a pensare che avrei potuto aprire un bed and breakfast e l’idea non mi ha lasciato un momento. In passato avevo dato una mano ad un amico in agriturismo e l’attività mi aveva entusiasmato. Ma la casa dei miei aveva un solo bagno e non era idonea allora ho deciso di vendere il mio appartamento “di lusso” per acquistare una nuova casa più funzionale alle mie nuove esigenze. Ed ecco che ho investito questa “rendita” nella ristrutturazione nonché lancio della mia nuova attività. Devo dire che nel progetto mio fratello è stato di grande aiuto ma per quanto riguarda la disposizione e la scelta degli arredi il tocco è mio: mi è sempre piaciuto scegliere mobili e complementi, perfino le amiche mi chiamavano per un consiglio quando dovevano ristrutturare casa o anche solo una stanza. In realtà mi piace tantissimo e mi viene spontaneo vedere nella mia mente una stanza spoglia già finita e rifinita.

Tutte qualità che unite al tuo senso dell’accoglienza e alla tua gentilezza hanno di sicuro contribuito al successo della tua attività.

Beh, diciamo che sono fermamente convinta di una cosa: se offri un buon servizio prima o poi il buon vento ti ritorna e le cose cominciano a girare nel verso giusto. Sono per natura amante dell’ordine e della pulizia e mi viene spontaneo pormi con empatia nei confronti degli altri, cercando di avere quante più attenzioni possibili nei loro confronti. E la cosa che noto con piacere è che i clienti stessi sono portati poi ad avere il medesimo riguardo verso di me e verso la struttura. Alcuni di loro sono diventati veri e propri amici e tuttora ci sentiamo regolarmente.

Sembrerebbe perfetto. Ma quali sono le difficoltà e gli inconvenienti di questo tipo di attività?

In realtà non tantissimi, se metti passione e sorriso in ciò che fai. Pensa che anche dal punto di vista burocratico, gli adempimenti non sono molti: il bed and breakfast  non necessita ad esempio di partita iva per l’apertura. Le tasse ci sono e si pagano (è ovvio) ma in realtà il principio sul quale si fonda è che è la tua casa (quindi devi avervi la residenza) e ne affitti qualche stanza. È un’attività stagionale e per legge puoi lavorare al massimo 9 mesi all’anno. L’unico inconveniente è che ho perso un po’ della mia intimità: chiaramente ora “sei nel mondo” non più semplicemente in casa tua. Quindi niente serate tranquille di dolce far niente né sughi preparati con cura per ore. Mi ritrovo spesso a mangiare fuori ma anche lì è la mia occasione in più per avere contatti con gli altri.

Kit di Supporto

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Per chi volesse un supporto nell’avvio di un bed and breakfast ed avere info e consigli per avere finanziamenti, contributi a fondo perduto e agevolazioni pubbliche segnaliamo il Kit Creaimpresa (da noi valutato e ritenuto veramente valido): Come avviare un bed and breakfast o affittacamere.



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