Aprire Partita Iva 2017, tutti i dettagli passo per passo

Guida dettagliata per aprire partita iva. Passi da fare, regole e consigli

Per poter efficacemente realizzare la propria attività, lavoratori autonomi ed imprenditori hanno la necessità di aprire partita Iva e regolarizzare la propria posizione nei confronti del fisco e degli enti previdenziali. Se quindi hai interesse a metterti in proprio, ecco una bella e schematica guida sull’apertura della partita iva. Cerchiamo allora di capire quali siano le procedure per poter arrivare a tale scopo ultimo, e in che modo poter aprire una partita Iva in tempi rapidi e a costi contenuti.

Aprire partita iva come lavoratore autonomo o imprenditore individuale?

aprire partita iva

Il primo elemento da affrontare quando si sta per aprire una partita IVA consiste nell’individuazione della macro categoria di appartenenza. In altri termini, dovremo domandarci se apparteniamo al “mondo” dei lavoratori autonomi o a quello degli imprenditori individuali: una divergenza che non è solamente concettuale, ma ha altresì alcuni risvolti sostanziali (ad esempio, solamente l’imprenditore avrà l’obbligo di iscriversi al Registro delle Imprese della Camera di Commercio).

Sebbene in entrambi i casi sia necessario aprire  partita Iva individuale, cerchiamo di saperne di più sulle differenze tra le due categorie.

L’imprenditore individuale è colui che appartiene alla sfera degli artigiani o dei commercianti, che rappresentano le due categorie di partite Iva individuali obbligate a iscriversi nel Registro delle Imprese. In particolare

  • Gli artigiani sono coloro che svolgono un’attività manuale o professionale in modo artigianale, come ad esempio i muratori, gli elettricisti, i parrucchieri, i panettieri, ecc.
  • I commercianti sono invece coloro che svolgono – appunto – un’attività commerciale, ovvero di acquisto e rivendita di beni, all’ingrosso o al dettaglio, direttamente in un negozio o indirettamente mediante distributori automatici, ecc.

Concettualmente, la differenza può essere esplicitata altresì in un altro modo: gli artigiani sono coloro che contribuiscono a “creare” il prodotto, i commercianti sono coloro che vendono un bene prodotto da altre figure professionali.

Fin qui, la sfera relativa agli imprenditori individuali. Diverso il discorso per i lavoratori autonomi, che invece sono quei professionisti (iscritti o meno ad un ordine professionale) che non necessitano di iscrizione alla Camera di commercio. Sono lavoratori autonomi, a titolo di esempio, i giornalisti, i consulenti del lavoro, i commercianti, gli avvocati, i medici, i notai, o ancora gli informatici, gli psicologi, i consulenti marketing e così via.

Le differenze tra lavoratori autonomi ed imprenditori individuali… in termini pratici!

Come abbiamo visto, tra imprenditori individuali e lavoratori autonomi esistono radicali differenze di forma, e di sostanza. In particolare:

  • L’imprenditore individuale deve iscriversi all’INPS nell’apposita gestione dedicata agli artigiani o ai commercianti, mentre generalmente i professionisti sono obbligati ad iscriversi alla cassa previdenziale di riferimento del proprio Ordine. I professionisti che non appartengono ad alcun ordine devono invece versare i contributi alla gestione separata INPS
  • Il lavoratore autonomo paga l’Irpef sul proprio reddito annuale, calcolato come differenza tra i compensi incassati nell’anno i costi deducibili pagati nello stesso anno (per costui vale pertanto il principio di cassa). L’imprenditore individuale pagherà invece l’Irpef sul proprio reddito annuale di impresa, pari alla differenza tra ricavi e costi di competenza (non conta quindi il momento del pagamento)

Aprire partita IVA, le particolarità del 2017

Con la Legge di Stabilità 2017 arrivano interessanti novità per i possessori di Partita Iva. Ci sono infatti nuove norme che hanno l’obiettivo principale di semplificare le procedure e gli adempimenti burocratici e fiscali per professionisti ed imprese, incentivando così l’imprenditorialità.

Tra i soggetti beneficiari di agevolazioni troviamo anche la categoria dei giovani under 35, per i quali sono previsti finanziamenti a tasso zero per l’apertura di una attività imprenditoriale. Ma vediamo in breve quali sono le novità più importanti per i possessori di Partita Iva, tra abolizioni ed introduzioni varie, molte delle quali legate all’utilizzo della fatturazione elettronica.

Tra le novità introdotte in materia fiscale spunta la flat tax, che prevede una nuova Imposta sul Redito dell’Imprenditore denominata IRI, proporzionale al reddito ma con una aliquota uguale per tutti del 24%. Introduzione dal 2017 anche del regime di cassa per artigiani e commercianti che operano in contabilità semplificata, prevista solo per coloro che utilizzeranno la fatturazione elettronica. Questo nuovo sistema permetterà loro di pagare le tasse solamente su quanto effettivamente guadagnato. Tra le abolizione rilevanti, segnaliamo anche quella degli studi di settore per professionisti e per tutti quelli che decideranno di utilizzare la fatturazione elettronica. Sempre per chi deciderà di optare per l’invio telematico delle fatture, è prevista l’abolizione del famoso Spesometro.

Partita Iva lavoratori autonomi

Partiamo dall’ultima ipotesi sopra esplicitata. Sul sito internet dell’Agenzia delle Entrate è disponibile un’intera sezione informativa dedicata all’apertura della Partita Iva per persone fisiche.Cerchiamo di riepilogare rapidamente quelli che possono essere evidenziati come dettagli fondamentali.

Anzitutto, Il modelloAA9/11 – necessario per aprire partita IVA, deve essere presentato entro e non oltre il 30 giorni dalla data di inizio della propria attività, e può essere indirizzato in tre differenti modalità  alternative:

In doppia coppia direttamente (o mediante persona delegata) presso un qualsiasi ufficio dell’Agenzia delle Entrate

  • In un unico esemplare inviato con raccomandata, allegando copia fotostatica di un documento di identificazione del dichiarante, inviato a qualsiasi ufficio dell’Agenzia delle Entrate (la dichiarazione si considererà presentata nel giorno in cui vengono spedite)
  • In via telematica dal contribuente o tramite soggetti incaricati della trasmissione telematica (le dichiarazioni si considerano presentate nel giorno in cui si conclude la ricezione dei dati da parte dell’Agenzia delle Entrate).

Il modello utilizza uno schema piuttosto semplice, che non dovrebbe comportare particolari difficoltà di compilazione. In ogni caso, l’Agenzia delle Entrate ha sviluppato un’apposita guida per la compilazione, scaricabile INPS

In sintesi, ricordiamo comunque come la compilazione del modello sia molto semplice, e che – oltre ai dati identificativi della persona che sta richiedendo l’apertura della Partita IVA, sarà sufficiente inserire l’attività esercitata, il luogo di lavoro e il volume d’affari presunto. Verrà inoltre richiesto di inserire una breve descrizione dell’attività e il codice Ateco: un codice alfanumerico che viene stabilito dall’Istat, e che serve a classificare le attività economiche a fini statistici, e non solo. Se non conoscete il codice Ateco della vostra attività, è ancora il sito internet dell’Agenzia delle Entrate ad aiutarci con un’apposita sezione dedicata.

In merito, ricordate altresì che se nel corso della propria attività dovessero intervenire delle modificazioni (ad esempio un cambio di sede o l’estensione dell’attività, fino a ricomprendere ulteriori oggetti di lavoro), è necessario proporre la comunicazione della variazione all’Agenzia delle Entrate, utilizzando lo stesso modello AA9/11. Identica comunicazione e procedura anche nel caso di avviso di cessazione dell’attività.

Regolarizzare la posizione previdenziale per poter aprire partita iva

Una volta che si è proceduto con l’apertura della partita IVA, l’iter utile per poter esercitare regolarmente la propria attività non è ancora terminato. È infatti necessario – tra i principali adempimenti – procedere con la regolarizzazione della propria posizione nei confronti dell’ente previdenziale, la cui individuazione dipenderà principalmente dalla categoria professionale di appartenenza.

In particolare,  se il lavoratore autonomo è un professionista che non ha una cassa di riferimento, l’iscrizione dovrà essere eseguita presso l’Inps, nella gestione separata. Se invece il lavoratore autonomo è un professionista con un apposito Albo (ad esempio, l’Enpacl per i consulenti del lavoro, l’Inpgi per i giornalisti, e così via), l’istanza di iscrizione dovrà essere trasmessa alla Cassa previdenziale dell’Ordine. Contrariamente a quanto vedremo in occasione del focus sugli imprenditori, nel caso del lavoratore autonomo la comunicazione di iscrizione alla cassa previdenziale o alla gestione separata dovrà essere effettuata separatamente rispetto a quanto previsto in sede di Comunicazione Unica.

Fin qui, tutto quanto riguarda l’iscrizione all’ente previdenziale da parte del lavoratore autonomo. Il “difficile” (finanziariamente parlando) arriva tuttavia nel momento della contribuzione periodica che il professionista dovrà rispettare. Anche in questo caso, il discorso è differente a seconda del fatto che il lavoratore autonomo sia o meno iscritto alla gestione separata Inps e, all’interno dei professionisti con cassa, dal regolamento delle singole casse.

Per quanto concerne i secondi, la contribuzione obbligatoria sarà rappresentata da una percentuale che viene versata dal professionista sulla base del proprio ricavo complessivo, e da una percentuale che il professionista impone al proprio cliente a titolo di contribuzione previdenziale (di norma questa seconda percentuale è pari al 2%, mentre la prima supera la doppia cifra).

Per quanto riguarda i primi, nel 2014 l’aliquota contributiva per i soggetti iscritti alla gestione separata, già assicurati presso altre forme previdenziali obbligatorie, o titolari di pensione, è pari al 22%, mentre rimane ferma al 27% quella per i soggetti che non hanno altra tutela previdenziale obbligatoria, oltre allo 0,72% relativo al finanziamento della maternità, dell’assegno per il nucleo familiare, per la degenza ospedaliera, per la malattia e per il congedo parentale.

La ripartizione dell’onere contributivo tra collaboratore e committente sarà confermata nella misura di un terzo e due terzi (nella sola associazione in partecipazione la ripartizione tra associante e associato è del 55 per cento e del 45 per cento). Infine, l’Inps ha recentemente specificato che per il 2014 il minimale per l’accredito contributivo è di 15.516 euro, mentre il massimale è di 100.123 euro.

Quanto costa aprire partita Iva

La partita Iva non ha costi se eseguita autonomamente. Di contro, come spesso accade, l’iscrizione e l’attribuzione della partita Iva può essere effettuata da un professionista abilitato per la predisposizione e per l’invio del modello AA9/11: in questo caso il consulente dovrà ovviamente ricevere un compenso. Considerato che questa fase è solamente una piccolissima quota di tutti i lavori che il commercialista dovrà effettuare nel corso degli anni, il nostro consiglio è quello di domandare un preventivo scritto e trasparente al consulente e, di seguito, valutarlo unitamente ad altri preventivi da confrontare. Se invece volete risparmiare qualcosa, potete cercare di ricorrere ai servizi dei centri di assistenza fiscale (CAF), che in linea di massima hanno dei tariffari più contenuti rispetto ai commercialisti.

Cosa cambia per gli imprenditori individuali

Fin qui, il caso del lavoratore autonomo. Ma cosa accade se ad aprire la partita Iva è un imprenditore autonomo? La procedura è purtroppo un po’ più complessa, poiché l’istanza dovrà passare mediante la c.d. “Comunicazione Unica”: dal 2010, in altri termini, le singole richieste alla Camera di Commercio, all’Agenzia delle Entrate e agli enti previdenziali sono state accorpate in un’unica comunicazione telematica. Una semplificazione rispetto al precedente regime, ma una lieve complicazione rispetto alle ipotesi di apertura della partita Iva da parte del lavoratore autonomo.

In altre parole, mentre prima l’imprenditore individuale doveva utilizzare diverse procedure e diversi supporti per colloquiare con enti previdenziali, Camere di Commercio e altro, oggi la Comunicazione Unica viene incontro sintetizzando e semplificando la relazione che sussiste tra l’imprenditore (nuovo o già esistente) e la pubblica amministrazione. In particolare, la Comunicazione Unica può essere utilizzata per:

  • Richiedere il codice fiscale e la partita IVA della propria impresa
  • Aprire la posizione assicurativa presso l’INAIL
  • Chiedere l’iscrizione all’INPS dei dipendenti o dei lavoratori autonomi
  • Chiedere l’iscrizione al Registro delle Imprese tenuto dalla Camera di Commercio

Cerchiamo quindi di comprendere sinteticamente come funzioni la Comunicazione Unica.

Comunicazione Unica

La Comunicazione Unica d’Impresa è un insieme di file composto da un documento contenente i dati del soggetto richiedente, l’oggetto della comunicazione e il riepilogo delle richieste ai diversi enti, i moduli per il Registro delle Imprese, i moduli per l’Agenzia delle Entrate, i moduli INPS e i moduli INAIL. Vediamo dunque in che modo procedere per aprire un’impresa che non ha ancora partita IVA.

Le alternative sono principalmente tre:

  1. L’impresa viene costituita e comincia immediatamente la propria attività economica
  2. L’impresa viene costituita e inizia l’attività economica in un secondo momento
  3. L’impresa è già iscritta nel Registro delle Imprese e inizia la propria attività economica

Ipotesi 1)

Nella prima ipotesi (impresa costituita e immediatamente attiva) è necessario compilare:

  • Moduli Agenzia delle Entrate per la denuncia di inizio attività ai fini IVA (obbligatorio)
  • Moduli per l’iscrizione al Registro delle Imprese (obbligatorio)
  • Modulistica Inps – artigiani e commercianti (obbligatorio solo se l’impresa esercita attività commerciale o artigiana)
  • Modulistica Inps – gestione dipendenti (obbligatorio solo se è contestuale l’assunzione di dipendenti)
  • Modulistica Inail (obbligatorio solo se è necessaria l’apertura di una posizione assicurativa Inail)

Ipotesi 2)
Nella seconda ipotesi (costituzione di impresa o di società senza avvio immediato di attività economica) è invece necessario compilare solamente:

  • Moduli Agenzia delle Entrate per la denuncia di inizio attività ai fini IVA (obbligatorio)
  • Moduli per l’iscrizione al Registro delle Imprese (obbligatorio)

Ipotesi 3)

Nella terza ipotesi (inizio attività per un’impresa o società già iscritta al Registro delle Imprese) è invece necessario compilare:

  • Moduli Registro Imprese (obbligatorio)
  • Modulistica Inps – artigiani e commercianti (obbligatorio solo se l’impresa esercita attività commerciale o artigiana)
  • Modulistica Inps – gestione dipendenti (obbligatorio solo se è contestuale l’assunzione di dipendenti)
  • Modulistica Inail (obbligatorio solo se è necessaria l’apertura di una posizione assicurativa Inail)

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