Aprire un nido privato: intervista ad Alessandra Paci

Diventare educatore per l’infanzia non significa lavorare solamente come dipendente. C’è infatti chi osa di più decidendo di aprire un nido privato, partendo da un mirconido.

aprire un nido privato

E’ il caso di Alessandra Paci che in questa intervista concessa a Bianco Lavoro Magazine, mette in luce vantaggi e problemi di essere imprenditrice in un settore tanto bello quanto delicato, quello del mondo dei bambini. Titolare de “il castello Incantato” di Bologna, il progetto di Alessandra vede la luce nei primi anni di crisi economica. Nonostante questo, resiste ed anzi si espande.


Quando è nata l’idea di aprire il micronido?
L’idea di diventare imprenditrice è nata nel 2005, ma a causa dello sviluppo del progetto e dell’iter burocratico che ho dovuto seguire ho realizzato il mio progetto solo nel 2008.

In piena crisi…
Paradossalmente sì. Per giunta, nel 2012 ho ampliato la struttura e il micronido, che poteva ospitare fino a dodici bambini, è stato convertito in un asilo nido, in grado di accoglierne fino a ventiquattro: le richieste aumentavano e i bambini continuavano a confluire in una lunga lista d’attesa…

In cosa ha consistito l’iter burocratico che hai dovuto seguire per aprire il tuo nido privato?
L’approvazione del progetto avviene sulla base della sua aderenza alla normativa regionale che prevede, fra le altre cose, rilevamenti acustici ed elettromagnetici, ma anche un controllo pedagogico e formativo. Se il parere della commissione regionale è favorevole si procede a un sopralluogo finale e, nel caso in cui questo abbia esito positivo, si acquisisce l’Autorizzazione al Funzionamento, che permette di avviare l’attività. Si tratta di un percorso lungo ma, a conti fatti, assolutamente soddisfacente.

Hai ricevuto un supporto economico da parte degli istituti di credito?
No, ma sono stata incoraggiata dalla mia famiglia. Dal punto di vista progettuale ed economico.

Come si colloca il progetto del nido privato nel panorama imprenditoriale del territorio?
Il Castello Incantato sopperisce alla carenza di posti negli asili nido pubblici. La struttura, che attualmente ospita undici bambini, ha previsto sei posti in convenzione con il Comune di Bologna per l’anno scolastico 2013/14, oltre alla possibilità per i genitori di usufruire di voucher.

Quali sono i punti di forza del tuo progetto?
Privilegiamo il rapporto fra educatore e genitore, sia per creare un rapporto di fiducia col genitore stesso che per favorire l’inserimento del bambino in un ambiente nuovo e condiviso. Inoltre, offriamo un corso di inglese per bambini, laboratori creativi, corsi di psicomotricità e di massaggio del neonato. Proponiamo, infine, incontri periodici a carattere pedagogico su temi di carattere generale, come “I no che aiutano a crescere” e servizi extra, come il doposcuola e l’usufrutto degli spazi del nido per compleanni e feste a tema, con tanto di catering e animazione.

Come hai promosso il tuo progetto?
Il metodo più efficace è stato il passaparola, che ha creato un rapporto referenziale fra i genitori e noi. Peraltro, la nostra pagina Facebook è aggiornata in tempo quasi reale, così che i genitori possano seguire di continuo le attività dei loro bambini.

Come avviene il percorso di selezione dei collaboratori?
Sostengo con i candidati un primo colloquio, attraverso il quale ne valuto le competenze e mi accerto che il loro approccio educativo sia assimilabile a quello della struttura.

Che tipo di condizioni contrattuali offri?
Attualmente non ho la possibilità di garantire un’attività lavorativa a tempo indeterminato, ma nel futuro mi piacerebbe poterlo fare, perché questo significherebbe una maggiore stabilità anche per me, in qualità di imprenditrice.

Cosa consigli a chi vorrebbe compiere il “grande passo” e aprire un nido?
La determinazione che, unita alla passione per questo lavoro, è fondamentale per portare a termine il proprio progetto.

Supporto

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