Come aprire un’agenzia di hostess e promoter

Le pratiche burocratiche da disbrigare sono poche e l'investimento iniziale è alla portata di tutti. Ma per avere successo, occorre essere socievoli, intraprendenti e ben organizzati

Avete presente i ragazzi e le ragazze che, nei centri commerciali o nei supermercati, vi consigliano di provare un determinato prodotto? E quelli che si incontrano alle serate inaugurali di locali alla moda? Bene, sono ingaggiati da un’agenzia di hostess e promoter che lavora per conto di determinati clienti. La faccenda non va presa sottogamba: per gestire un’attività del genere, occorre avere spiccate doti relazionali e organizzative perché – a differenza di quanto si possa maliziosamente pensare – non si tratta solo di reclutare persone di bell’aspetto. Se state pensando di lanciarvi nell’impresa, sappiate che le pratiche burocratiche sono davvero poche e che l’investimento iniziale non richiede particolari sforzi. Tutto sembra incoraggiarvi? Vediamo allora cosa occorre fare per dare il là a un’attività di questo tipo.

Chi sono le hostess e i promoter

Partiamo col dire che un’agenzia di hostess e promoter si occupa, innanzitutto, di contattare e selezionare persone pagate per presenziare ad eventi di vario tipo: congressi, fiere, sagre, meeting aziendali, gare sportive, premi letterari, inaugurazioni locali ecc… Alcune vengono retribuite per fare semplice presenza – è il caso delle hostess e degli stewart – mentre ad altre viene richiesta una competenza commerciale utile a promozionare il prodotto o il servizio di turno (è il caso dei promoter). Tutto qui? Non proprio. Chi gestisce un’agenzia di hostess e promoter deve impegnarsi ad incrociare le richieste del cliente con le caratteristiche del personale reclutato. In modo da ottenere il risultato più efficace e redditizio per tutti.

Un esempio? Se venite contattati dal gestore di un locale di prossima apertura, mandare ragazze e ragazzi carini a presenziare all’evento di inaugurazione risulterà sicuramente la scelta migliore. Ma se una ditta che produce aspirapolvere vi contatta per promozionare il suo ultimo modello in uno stand dell’ipermercato di zona, sarà meglio puntare su un promoter di esperienza, che sa come avvicinare e incuriosire i potenziale acquirenti. Quello che un’agenzia di hostess e promoter sostanzialmente offre è dunque un servizio di intermediazione, che necessita (per legge) della presenza di un consulente del lavoro. Ma alla base deve esserci anche la capacità di selezionare persone serie e affidabili perché, se il cliente dovesse rimanere insoddisfatto della prestazione fornita, difficilmente tornerà a contattarvi.

Cosa serve per iniziare

Chi può avviare un’attività di questo tipo? Sulla carta, praticamente tutti, ma il consiglio è quello di iniziare, solo se siete persone intraprendenti, socievoli e ben organizzate. Per intenderci: dovrete prendere quotidianamente contatti con un numero importante di persone quindi, se avete sviluppato una certa idiosincrasia per il telefono o fate fatica a mandare email, questo non è certo il lavoro che fa per voi. Per aprire un’agenzia di hostess e promoter, non occorre avere una formazione specifica, ma frequentare un corso di organizzazione eventi (che fornisce indicazioni sulle strategie di marketing e di comunicazione e su molto altro ancora) potrebbe risultare utile. Per iniziare, basta disporre di un locale (anche di piccole dimensioni) che fungerà da ufficio. Di cosa avete bisogno? Di poche cose: una postazione comoda, materiale da cancelleria, una fotocopiatrice, un telefono e un computer dove dovrete archiviare i file delle hostess, degli stewart e dei promoter che recluterete. Una buona organizzazione del database – garantita dall’utilizzo di un software aggiornato – può realmente fare la differenza.

Burocrazia e costi

Per quanto riguarda la burocrazia, le pratiche da disbrigare sono veramente poche: basta presentare la Scia (Segnalazione certificata inizio attività) al Comune e procedere con l’apertura di una Partita Iva e con l’iscrizione al Registro delle Imprese della Camera di Commercio, all’Inps e all’Inail. L’investimento iniziale può essere alla portata di tutti: per aprire un’agenzia di hostess e promoter, un budget di 10 mila euro potrebbe, infatti, risultare sufficiente. Ma bisogna poi calcolare i costi di gestione che prevedono le ordinarie spese legate all’affitto del locale, alle utenze, al personale e alla pubblicità. Nessuna attività di questo tipo può, infatti, sperare di macinare utili, se non promuove un’efficace campagna di autopromozione. Che può passare dai volantini, dai manifesti, dagli spot sulle testate locali, ma anche dai social media. Fondamentale è, infine, la creazione di un sito internet ben fatto, capace di attirare tanto l’attenzione dei potenziali clienti quanto quella dei papabili collaboratori. Per arrotondare i guadagni, potreste anche prendere in considerazione l’idea di affiancare al servizio di agenzia di hostess e di promoter, l’organizzazione di corsi di portamento (pensati per le aspiranti modelle) o di avviare, in parallelo, anche un’agenzia di spettacolo o di organizzazione eventi.



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