Andare a lavorare prima delle 10? E’ una tortura!

Disturbi dell’umore, calo dell’attenzione, stress ma anche diabete. Gli effetti della carenza di sonno se si va a lavorare prima delle 10 e si ha meno di 55 anni. Lo dice una ricerca universitaria.

Una ricerca congiunta tra le università di Oxford, quella del Nevada ed alcune altre realtà attive nel campo, ha stabilito che andare a lavorare prima delle 10 può essere decisamente molto dannoso, praticamente una tortura. Una parola forte, che si basa però su dati statistici stratificati per età.


infortunio lavoro

 

Andare a lavoro prima delle 10: i dati statistici

A quanto pare più l’età è bassa, più l’effetto tortura sarebbe penetrante. Sembra infatti che l’orario delle 9.00, quello classico da ufficio insomma, non coinciderebbe con i ritmi dei ragazzi fino a 24 anni, che perderebbero così, in modo naturale ma forzato, circa due ore di sonno. Per gli individui dai 24 ai 35 invece la perdita si attesterebbe sull’ora e mezza, comunque tanto. L’orario delle 9.00 si allineerebbe solamente verso i 55 anni, quando, secondo i ricercatori, la sveglia biologica si auto-punterebbe sulle 6.30. Non sarebbe casuale quindi, il fatto che la maggior parte dei dirigenti abbia sui 50 anni ed entri al lavoro verso le 9.00.

Lavoro ma anche studio

Lo stesso discorso, a quanto pare, varrebbe per gli studenti che, prima dei 16 anni dovrebbero entrare a scuola per le 10 di mattina e dai 18 in su alle 11. Un sistema difficilmente applicabile, ma la ricerca avrebbe dimostrato una maggiore resa degli studenti entranti a scuola seguendo i cosiddetti ritmi circadiani, questo, attraverso ingressi scaglionati in scuole partecipanti all’esperimento. Insomma, a seconda dell’età non ci si dovrebbe svegliare alla stessa ora. Chi è più maturo dovrebbe quindi svegliarsi prima in modo più che naturale di un ragazzo che va a scuola o ha appena iniziato a lavorare.

Tutti quelli che non vanno in ufficio

Se la ricerca anglo-americana ha preso in considerazione “solo” chi lavora in ufficio o chi va a scuola, un discorso a parte va invece fatto per tutti quelli che non hanno la minima possibilità di rispettare i ritmi circadiani e per giunta svolgono lavori fisicamente pesanti, o peggio ancora usuranti. Ci si riferisce con questo a una vasta serie di categorie di lavoratori, come gli operai, gli artigiani, gli agricoltori, gli autisti, gli addetti alle pulizie. Per non parlare di chi svolge professioni sanitarie o nell’ambito della sicurezza (medici, infermieri, militari). O chi deve lavorare di notte, spesso o sempre. Tutte queste persone, e le categorie a cui queste appartengono sono molte di più di quelle elencate, non possono rispettare i ritmi consigliati dalla ricerca e sono quindi ancor più soggetti a errori sul lavoro, stress e malattie.

Andare a lavorare prima delle 10: carenza di sonno, stress, diabete

La carenza di sonno, è piuttosto noto, porta ad avere diversi problemi fisici e psicologici. Una delle principali conseguenze del dormire troppo poco è lo stress, che può fare danni incalcolabili ed a volte parzialmente permanenti a livello psicologico. Quando lo stress diventa mentalmente intollerabile si può sfociare in un burnout , che a sua volta può avere conseguenze pericolose per la stabilità psichica dell’individuo.

Le conseguenze sulla mente delle persone però non sono le uniche a derivare da un orario dedicato al sonno troppo ridotto in maniera prolungata o peggio abituale. Infatti dormire troppo poco causa anche un abbassamento delle difese immunitarie, con maggiore rischio di contrarre malanni. Altri rischi vengono dal calo dell’attenzione, la perdita di memoria, l’essere sempre soggetto a sbalzi d’umore e via dicendo, fino ad arrivare a vere e proprie malattie come il diabete.

E’ ovvio, l’effetto pesantemente negativo che può avere sulla produttività una serie così lunga e “potente” di disturbi fisici e psicologici. Per questo sarebbe opportuno, se non obbligatorio, quando proprio il rispetto dei ritmi circadiani non è possibile, cercare di prendersi delle piccole pause durante l’orario di lavoro, in modo da spezzare lo stress accumulato. E contemporaneamente tenere sempre sotto controllo la propria salute con visite specializzate periodiche.




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