Rapporto Manpower su assunzioni 2014: il trend è ancora negativo

Le prospettive di assunzione in Italia per il primo trimestre del 2014 non sono molto incoraggianti. Lo dimostrano i dati relativi alle Previsioni Manpower sull’occupazione, resi noti ieri dalla Manpower Group. I datori di lavoro italiani confermano l’impossibilità di procedere a nuove assunzioni e la previsione netta sull’occupazione in Italia si attesta a quota -10%, valore in negativo ormai da cinque anni. L’indagine è stata condotta su un campione di 1000 datori di lavoro, ai quali è stato chiesto se rispetto al trimestre appena trascorso, le prospettive occupazionali nelle loro aziende siano migliorate. Ben il 75% afferma che non vi sarà alcuna variazione nell’organico, il 17% che addirittura prevede un taglio del personale e solo il 5% che probabilmente procederà a nuove assunzioni.


Considerando la differenza tra i datori che hanno intenzione di assumere e quelli che ridurranno il personale, si ottiene la previsione sull’occupazione, al netto degli aggiustamenti stagionali. I dati rivelano quindi una situazione invariata rispetto ai primi tre mesi del 2013, pur registrando un lieve aumento percentuale nei confronti del trimestre appena trascorso. Come sottolinea il presidente Stefano Scabbio, nonché amministratore delegato di Manpower Group Italia e Iberia, nonostante le prospettive benché leggere di aumento del Pil per il primo trimestre del 2014, l’occupazione non registra previsioni di crescita, considerando che gli incentivi e i provvedimenti governativi riguardano sempre il lavoro a tempo indeterminato, quando invece si dovrebbe focalizzare l’attenzione sul lavoro temporaneo.

Considerando il territorio italiano suddiviso in quattro grandi macro-aree (Centro, Nord-Est, Nord-Ovest, Sud e Isole), il ridimensionamento degli organici previsti dalle aziende sarà generalizzato su tutte, pur essendo quella del Sud e delle Isole di sicurola più debole e svantaggiata da questo punto di vista, sebbene si sia registrato un aumento percentuale in termini di occupazione rispetto al trimestre precedente. L’incremento più rilevante si registra però nell’area del Nord-Ovest.

Per quanto riguarda i vari settori di attività industriale,  la riduzione interessa in particolare 9 su 10, rimanendo quasi inviolato quello del Pubblico e Sociale, per il quale i datori di lavoro prevedono anzi un aumento percentuale del 2%. Il comparto industriale più debole è quello del settore Commercio all’Ingrosso e al dettaglio (-27%), seguito dal settore Elettricità, Gas e Acqua (-18%) e Costruzioni (-17%). Le previsioni si attestano a -12% per quanto riguarda il settore Manifatturiero e quello Minerario ed Estrattivo e a -11% per quanto riguarda i Ristoranti e gli Alberghi. In miglioramento invece le prospettive per quanto riguarda il settore dei Trasporti e delle Telecomunicazioni e il comparto Agricoltura, Caccia, Selvicoltura e Pesca.

Alimentari e vino, meccanica di precisione e arredi rappresentano l’eccellenza del Made in Italy, molto richiesti all’estero e protagonisti delle nostre esportazioni. Volendo allargare lo sguardo a livello mondiale si registra una certa positività per quanto riguarda l’andamento del mercato del lavoro o perlomeno per la maggior parte dei Paesi coinvolti nell’indagine statistica (34 su 42). Le previsioni più favorevoli per quanto concerne le nuove assunzioni riguardano Paesi come Taiwan, India, Nuova Zelanda. Le peggiori purtroppo Paesi come l’Italia, la Spagna, la Slovacchia, il Belgio, la Finlandia, l’Irlanda, uniche realtà contraddistinte dal segno negativo.

File PDF: Rapporto Manpower sull’occupazione



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