Ammortamenti: per Cgia, idea buona ma dove sono i soldi?

Il Governo vuole ridare slancio agli investimenti, ma gli imprenditori faticano sempre più a ottenere prestiti dalle banche

Tra le novità inserite nella Legge di Stabilità c’è il super ammortamento per le imprese che investono in macchinari e attrezzature nuove. Un’agevolazione che il Governo ha fissato al 140% e che sostanzialmente contempla la possibilità, per chi acquista un macchinario particolarmente oneroso, di dedurre fiscalmente il 40% del valore in più per tutto il periodo dell’ammortamento. L’idea piace a molti – soprattutto a chi ha assistito al preoccupante calo degli investimenti da parte degli imprenditori strozzati dalla crisi – ma sulla sua “sostenibilità” economica, altrettanti si interrogano.


ammortamenti

image by Discovod

“Con la legge di Stabilità si è deciso di innalzare al 140% gli ammortamenti per l’acquisto di macchinari – ha osservato il coordinatore dell’ufficio studi della Cgia di Mestre, Paolo Zabeo – Grazie a questa misura, il Governo ha posto le basi per incentivare gli investimenti. Un provvedimento che è stato salutato positivamente dalle aziende che, tuttavia, pongono un interrogativo. Con quali soldi gli imprenditori, sopratutto quelli di piccola dimensione, sfrutteranno questa occasione se, nonostante le misure messe in campo dalla Bce, i prestiti bancari alle aziende continuano a diminuire?”. E già perché, stando all’elaborazione dei tecnici di Mestre (che hanno fatto riferimento ai dati forniti dalla Banca d’Italia e che confliggono però con quelli forniti dall’Abi), i prestiti che le banche hanno concesso alle imprese sono calati, in un anno, del 2%. Una percentuale apparentemente bassa dietro la quale si contano ben 18 miliardi e 596 milioni di euro in meno. Il tutto in un contesto segnato da una flessione pesante degli investimenti scesi, dal 2007 al 2014, quasi del 28%. Con il record negativo raggiunto l’anno scorso quando lo stock di investimenti, da parte degli imprenditori, si è attestato sui 62,7 miliardi di euro: una cifra assai lontana dagli 86,8 miliardi di euro del 2007. Il timore della Cgia (e non solo suo) è che, insomma, la supposta “bontà” del provvedimento venga vanificata dallo stato delle cose. Ovvero dalla “riottosità” di un sistema creditizio che non sembra ancora disposto ad allentare i cordoni della borsa per sostenere gli investimenti degli imprenditori che vorrebbero, con un colpo di reni, vincere la crisi.




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