Amministrazioni pubbliche: in un anno, meno debiti e più risparmio

Negli ultimi 12 mesi monitorati dall'Istat, hanno incassato e speso di meno. Ma la pressione fiscale rimane alta

Dici amministrazioni pubbliche e pensi alle strutture che gravano inesorabilmente sul debito pubblico. Come certificato dall’Istat, che ha diffuso i dati relativi al secondo trimestre dell’anno rilevando che, tra aprile e giugno, le nostre pubbliche amministrazioni hanno contratto un debito dello 0,9% in rapporto al Pil, in calo dello 0,2% rispetto all’anno precedente.


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image by indigolotos

Il saldo permanente, che misura l’indebitamento al netto degli interessi passivi, si è attestato al 4,2%, lo stesso valore rilevato nel secondo trimestre del 2014; mentre il saldo corrente, che misura il risparmio, ha fatto registrare un 2,9%, in crescita dello 0,2% rispetto all’anno precedente. Cosa vuol dire concretamente? Che negli ultimi 12 mesi monitorati dall’Istat, i nostri “carrozzoni” pubblici non si sono indebitati di più e hanno, anzi, risparmiato qualcosina. Ancora: le entrate totali (ovvero i soldi che le pubbliche amministrazioni hanno messo in cassa), nel secondo trimestre del 2015, hanno fatto registrare un’incidenza del 48,3% sul Pil e sono risultate in calo dello 0,4%, rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente. Mentre le uscite totali (ovvero i soldi che sono stati spesi) hanno inciso per il 49,2% sul Pil nazionale e sono scese dello 0,6% in un anno. E concludiamo con la pressione fiscale: l’indagine dell’Istat ha rilevato un valore del 43,2%, in leggerissimo calo (solo dello 0,1%) rispetto a quello registrato un anno prima. Mentre rispetto al trimestre precedente (gennaio-marzo 2015), la pressione fiscale è risultata in crescita del 4,3%.



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