Alternanza scuola-lavoro: quanto funziona?

Gli studenti invitati a muovere i primi passi in azienda stanno traendo profitto dall'esperienza fatta? A rivelarcelo una recente indagine di Skuola.net

Tra le novità introdotte da “La buona scuola”, va sicuramente menzionata l’alternanza scuola-lavoro. Che si prefigge di aiutare gli studenti ad arrivare preparati al fatidico momento che sancirà il loro ingresso nel mondo del lavoro. Ma quanto funziona realmente? Stando alle informazioni raccolte da Skuola.net – il portale dedicato agli studenti – non tantissimo. Visto che più della metà di coloro che sono stati coinvolti nei progetti formativi ha dichiarato di non aver mai passato un giorno in azienda. E approfondendo l’argomento, si scopre che i liceali sono quelli che hanno tratto meno profitto dall’esperienza. Almeno fino a qui.


alternanza scuola-lavoro

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Scriviamolo subito: i dati di Skuola.net (che, tra le altre cose, si riferiscono a marzo) non sono quelli ufficializzati dal Miur, ma possono aiutare a farci un’idea su quanto l’alternanza scuola-lavoro stia effettivamente incidendo sulla formazione delle nostre “giovani leve”. L’indagine, condotta su un campione di 2.800 studenti che frequentano l’ultimo anno delle scuole superiori, ha rilevato che il 14% di loro non ha mai fatto un tirocinio e che il 52% lo ha fatto rimanendo chiuso a scuola. Non solo: il 10% ha dichiarato di aver svolto mansioni di contorno e uno su cinque ha segnalato di non aver avuto un tutor al suo fianco.

Fin qui la panoramica generale, ma entrando un po’ più nel dettaglio, si scopre che le cose al liceo funzionano peggio che altrove. Il 15% degli intervistati ha, infatti, dichiarato che la propria scuola non ha organizzato progetti di alternanza e il 55% ha affermato di aver simulato l’ingresso nel mondo lavorativo rimanendo seduto in aula. Tra quelli che sono stati coinvolti, il 62% ha precisato di avere avuto accesso in un’azienda pubblica, ma senza cavarne granché visto che, nel 72% dei casi, la stessa azienda non ha chiesto al ragazzo di rimanere in contatto per una possibile assunzione futura. Ancora: il 20% dei liceali intervistati da Skuola.net ha dichiarato di non essere stato seguito da un tutor e il 36% di aver svolto un lavoro non coerente col proprio percorso di studi. Il verdetto finale? Il 44% dei ragazzi del liceo interpellati per l’indagine ha giudicato poco utile l’esperienza.

Le cose sono andate fortunatamente meglio ai “colleghi” degli istituti tecnici: solo il 17% di loro ha infatti dichiarato di aver svolto una mansione non confacente alle proprie aspirazioni, mentre il 62% ha definito molto utile l’esperienza fatta. Per quanto qualche problema si sia riscontrato anche nel loro caso: il 13% degli intervistati ha ammesso di non aver preso parte ad alcun progetto, il 42% di aver svolto l’alternanza a scuola e il 20% di non aver beneficiato dell’aiuto di un tutor. E se è vero che il 55% dei ragazzi degli istituti tecnici ha avuto la possibilità di entrare in un’azienda privata (quasi sempre di grandi dimensioni), è altrettanto vero che, nel 52% dei casi, il rapporto si è chiuso lì non prefigurando alcun contatto futuro. E infine gli studenti degli istituti professionali che, stando all’istantanea scattata da Skuola.net, sono quelli più soddisfatti: il 70% di loro ha, infatti, giudicato l’esperienza molto utile, mentre “solo” il 43% ha capito che dall’alternanza scuola-lavoro non sarebbe derivato alcun ingaggio lavorativo futuro.




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