Agevolazioni fiscali, fino a 99mila euro alle startup innovative

Startup e fisco. Un binomio non sempre ostico. 99mila euro annui, questa è infatti la cifra massima che sarà presto messa a disposizione per ogni startup innovativa. Ormai manca poco per l’entrata in vigore del regime di agevolazioni fiscali, dopo il via libera della Ue, che con una lettera del commissario alla Concorrenza Joaquín Almunia sblocca di fatto il provvedimento. Resta solo da attendere i ‘tempi tecnici’, ovvero firme dei ministri competenti e registrazione alla Corte dei conti. Le agevolazioni si applicano a persone fisiche, a valere sull’Irpef, e persone giuridiche, a valere sull’Ires. L’investimento può essere effettuato anche indirettamente per il tramite di organismi di investimento collettivo del risparmio (Oicr) oppure su altre società di capitali che investono prevalentemente in startup.


Saranno esclusi a priori dagli incentivi i soggetti che effettuano investimenti a partecipazione pubblica o destinati ad imprese in difficoltà secondo la classificazione Ue e ad imprese dei settori costruzione navale-carbone-acciaio. Secondo il decreto Economia-Sviluppo, le agevolazioni si applicano esclusivamente ai conferimenti in denaro iscritti alla voce del capitale sociale e della riserva da sovrapprezzo delle azioni o quote della startup o della società di capitali che investe prevalentemente in startup innovative. In sostanza il beneficio potrà essere applicato sia per operazioni in sede di costituzione della nuova società sia in sede di aumenti di capitale in presenza di startup già costituite. Secondo il decreto si perde il diritto alle agevolazioni quando: l’investimento non viene mantenuto per almeno due anni, la cessione delle partecipazioni prima di questo arco temporale determina la decadenza dai benefici.

Inoltre i soggetti passivi dell’imposta sul reddito delle persone fisiche possono detrarre dall’imposta lorda un importo pari al 19% dei conferimenti rilevanti effettuati, fino a 500mila euro e per ciascun periodo d’imposta interessato dal decreto 2013-2014-2015. Il risparmio d’imposta massimo che potrà essere assicurato al conferente sarà dunque pari a 95mila euro annui. Per quanto riguarda i soggetti Ires invece, essi potranno dedurre dal proprio reddito complessivo un importo pari al 20% dei conferimenti effettuati, fino a 1,8 milioni di euro, in ciascun periodo d’imposta.




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