Agenti cancerogeni e mutageni: opuscolo Inail per lavorare in sicurezza

Indicazioni per la gestione dei rischi di esposizione ad agenti cancerogeni e mutageni dell'opuscolo Inail "Agenti cancerogeni e mutageni. Lavorare sicuri”.

Utilizzare e gestire gli agenti cancerogeni e mutageni sul logo di lavoro richiede un’adeguata preparazione. Conoscere a fondo le problematiche relative ai rischi per la salute e la sicurezza correlate all’utilizzo di tali sostanze è indispensabile per ridurre al minimo i pericoli. A tale scopo l’Inail ha diffuso un opuscolo chiamato “Agenti cancerogeni e mutageni. Lavorare sicuri”  per informare i lavoratori esposti a rischio per coadiuvarli nella corretta gestione degli agenti cancerogeni e mutageni sul luogo di lavoro.


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Gli agenti cancerogeni e mutageni: le cifre

Gli agenti potenzialmente cancerogeni per l’uomo sono circa 400 e sono stati identificati nel dettaglio dall’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC). Gli agenti cancerogeni e mutageni hanno la capacità di provocare alterazioni genetiche e neoplasie nei soggetti esposti che non utilizzano le dovute cautele. Uno dei problemi principali rappresentato dal fenomeno è dovuto certamente al lungo periodo di latenza che intercorre tra l’esposizione e l’insorgere dei primi sintomi patologici. Gli agenti cancerogeni/mutageni possono essere di natura: fisica, biologica o chimica. Secondo gli ultimi dati circa il 4% dei decessi per cancro è direttamente riconducibile ad un’esposizione di natura professionale. Analizzando in particolare i dati relativi all’Italia vediamo che i morti per patologie tumorali insorte per cause direttamente collegate all’esposizione sul posto di lavoro sono circa 6.400 l’anno.

Quali sono gli ambienti di lavoro più a rischio?

Per individuare gli ambienti di lavoro maggiormente esposti al rischio di contatto con agenti cancerogeni/mutageni basta consultare i dati a nostra disposizione. In particolare gli ambienti lavorativi in cui è più alto il numero di individui che contraggono patologie neoplastiche sono quelli dove si utilizzano polveri di legno o cuoio. Secondo studi epidemologici sono infatti i falegnami, i mobilieri e i carpentieri ad evidenziare un aumentato rischio per tumori, soprattutto relativamente alle cavità nasali. Da evidenziare anche i dati relativi all’esposizione al benzene nell’industria petrolchimica che mostrano una maggior incidenza delle patologie leucemiche. Nell’opuscolo diffuso dall’Inail è possibile trovare anche informazioni relativamente ad altre due esposizioni a rischio: esposizione a composti del cromo esavalente ed esposizione a Idrocarburi Policiclici Aromatici (IPA). Nel primo caso si è assistito ad un aumento di insorgenza di neoplasie polmonari, come anche nel secondo caso in cui però si evidenzia anche una forte insorgenza di tumori alla pelle.

Informazione, formazione e prevenzione

Una volta compreso l’elevato rischio connesso alla salute di alcuni tipi di impieghi è importante focalizzare l’attenzione sull’informazione e sulla formazione dei lavoratori esposti, oltre a mettere in atto tutte quelle misure relative alla sicurezza per completare un’opera di prevenzione del rischio. Secondo la legge il datore di lavoro deve assicurare che i lavoratori siano adeguatamente informati e successivamente formati sulla tipologia degli agenti cancerogeni e/o mutageni presenti nei cicli lavorativi aziendali, i rischi per la salute, le precauzioni che è necessario prendere per evitare o ridurre l’esposizione, le modalità necessarie per prevenire il verificarsi di incidenti che possano causare spiacevoli conseguenze. Importante specificare che informazione e formazione dei lavoratori vanno effettuate dal datore di lavoro prima che l’individo venga fisicamente adibito alle attività a rischio.

I metodi utilizzati per prevenire un’esposizione dannosa agli agenti cancerogeni e/o mutageni sono classificati come “misure di protezione” e si dividono a loro volta in: collettive e individuali. Quelle collettive proteggono contemporaneamente tutti i lavoratori presenti in un medesimo ambiente lavorativo, quelle individuali proteggono ogni lavoratore e sono tipicamente identificate come DPI ossia dispositivi di protezione individuale.




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