Affitti concordati: Imu e Tasi giù, ma per Confedilizia non basta

Si tratta di un primo passo nella giusta direzione, ha ammesso la Confederazione che ha però espresso rammarico per la mancata fissazione al 4 per mille del tetto massimo delle aliquote

La notizia è positiva, ma non esaltante. E’ questa, in estrema sintesi, la posizione assunta da Confedilizia al cospetto dell’annunciata riduzione di Imu e Tasi per le abitazioni in affitto a canone concordato. La commissione Bilancio del Senato ha infatti approvato ieri un emendamento alla Legge di Stabilità che prevede una riduzione del 25% della tassazione, ma la cosa non ha soddisfatto del tutto la confederazione.


“Si compie un primo passo avanti nella giusta direzione – è stato riconosciuto in una nota diramata dall’associazione dei proprietari di casa – ma non si può tacere il rammarico per il fatto che i tecnici del ministero dell’Economia abbiano, all’ultimo momento, imposto di attenuare un intervento che le relatrici del provvedimento, con il sostegno di pressoché tutti i gruppi parlamentari di maggioranza e di opposizione, avevano proposto in misura più marcata”. Il riferimento è alla proposta di fissare al 4 per mille il limite massimo delle aliquote applicabili all’Imu e alla Tasi per questa specifica tipologia di immobili. Una proposta che, come già detto, i tecnici del ministero dell’Economia non hanno accolto favorevolmente. Con grande rammarico di Confedilizia.

“Si tratta di una misura che, secondo stime rigorose che Confedilizia mette a disposizione di chiunque voglia esaminarle, avrebbe un costo di circa 72 milioni di euro – è stato puntualizzato nella nota – Così facendo si contribuirebbe, come da volontà di larga parte delle forze politiche di maggioranza e di opposizione, a rilanciare il mercato dell’affitto e con esso la mobilità del lavoro, incentivando un comparto oggi in forte sofferenza e così scongiurando il rischio di tensioni sociali causate dalla diminuzione di abitazioni disponibili”. 




CATEGORIES
Share This

COMMENTS