Accento regionale: un ostacolo alla carriera o un distintivo d’onore?

Gli accenti sono parte di ciò che siamo. L’ accento regionale non solo dice molto del mondo da cui vieni ma racconta anche una piccola parte della tua storia. Perché allora proprio questi accenti sono spesso sotto accusa? E soprattutto quando si parla di lavoro possono in alcuni casi diventare motivo di discriminazione?


Ecco come viene visto l’accento regionale sul posto di lavoro

Quando arriva sul posto di lavoro, l’accento viene subito individuato e “bollato”. Una ricerca americana al riguardo (ma in Italia trova di certo alcuni punti in comune) riportata sul sito Uniting Ambition mette in evidenza come ben l’80% dei datori di lavoro si lasci influenzare da questo aspetto e prenda decisioni discriminanti solo basandosi sull’ accento regionale del potenziale collaboratore. Inoltre un terzo degli aspiranti dipendenti ammette di cercare di correggere il proprio accento e di “alleggerire” la propria cadenza, per fare una buona impressione sul capo.

Per quanto sia sbagliato, anche i responsabili delle risorse umane spesso danno giudizi influenzati non dalle parole che ascoltano ma dall’accento con il quale quest’ultime vengono pronunciate.

Apparentemente, il problema sembra sia una semplice questione di comprensione. Per le persone che lavorano in un call center ad esempio è importante avere una buona dizione perché devono essere subito comprese da chi si trova dall’altra parte del telefono. La distanza e la mancanza di immagini e video giocano a sfavore di una buona comunicazione: per questo motivo almeno la voce deve essere perfetta. Allo stesso modo, chi lavora a contatto con il pubblico (come nel caso del commercio al dettaglio) deve il successo del proprio mestiere anche alla capacità di saper comunicare bene e in modo chiaro.

Certo, non si sta prendendo in considerazione una leggera inflessione dialettale ma un accento regionale pesante e marcato: in questo caso può creare difficoltà nella propria professione e diventare addirittura un ostacolo alla carriera?

Probabilmente no. Se un impiegato che lavora nell’ IT o nel marketing digitale viene giudicato in base al suo accento regionale –quando in realtà la sua comunicazione avviene solo attraverso la tecnologia- allora no, non può trattarsi solo di un problema di comprensione. In questi casi la vera ragione per cui gli accenti creano pregiudizio è legata ad alcune visioni stereotipate che li considerano identificativi di un determinato ceto sociale o livello culturale.

Un accento regionale forte e con espressioni tipicamente dialettali può dare l’impressione che chi parla sia:

grossolano, rozzo

troppo amichevole, invadente

meno istruito

più aperto, disponibile, affidabile

Un marcato accento elegante, particolarmente “impostato” può dare l’impressione che chi parla sia:

sofisticato, altezzoso

autoritario

freddo, diffidente

più colto, sprezzante

 

Ovviamente si tratta di deduzioni ridicole e spesso rivelano più della persona che esprime il giudizio che della persona che parla con quell’accento.

Senza dubbio sul web si trovano molti articoli riguardanti i vantaggi che deriverebbero  dal cancellare l’ accento regionale e dal diventare i più “neutri” possibile, in modo da ottenere maggiori chance di essere assunti. Ma a meno che tu non stia cercando un posto come insegnante di dizione, sono davvero pochi i lavori per i quali l’accento regionale può causare problemi. Fermo restando che si tratti solo di una cadenza e non di una mancanza di proprietà di linguaggio!



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