A quanto ammonterà la pensione? A dircelo saranno le buste arancioni dell’Inps

La missiva conterrà l'estratto conto contributivo e indicherà la probabile cifra della pensione. Ma non tutti gli italiani mostrano ottimismo

A fare scuola è stata la Svezia, che ha iniziato a inviare le famigerate “buste arancioni” negli anni ’90. Perché? Per informare i cittadini-lavoratori sulla loro situazione previdenziale, simulando l’importo che avrebbero incassato, una volta andati in pensione. L’idea è piaciuta molto a Tito Boeri che, da presidente dell’Inps, ha deciso di importarla in Italia. Con successo: visto che, stando ai beninformati, nelle prossime settimane, dovrebbero essere recapitate 150 mila “buste arancioni” a casa degli italiani. L’invio avverrà in maniera del tutto casuale (non riguarderà cioè solo lavoratori che svolgono una precisa mansione o di una certa età o residenti in una determinata zona dello Stivale), ma coinvolgerà, per ora, 7 milioni di lavoratori privati, che non hanno avuto tempo o modo di accedere al servizio online, “La mia pensione”, messo a punto dall’Inps.


buste arancioni

image by chrupka

Ma entriamo un po’ più nel dettaglio: le buste arancioni che stanno per partire, in pratica, informeranno gli italiani sul probabile importo delle loro pensioni. Ovvero indicheranno loro la cifra su cui potranno fare mensilmente affidamento, quando decideranno di uscire dal mercato del lavoro. Si tratta, ovviamente, di una simulazione di massima, stimata su una carriera lavorativa (e contributiva) immaginata senza interruzioni e su una previsione di crescita del Pil nazionale dell’1,5%, che alcuni considerano troppo ottimistica. Le cose potrebbero prendere, insomma, un’altra piega facendo saltare (almeno in parte) i calcoli dell’Inps. Che ha comunque deciso di portare a termine l’operazione, convinta com’è che in Italia sia importante accrescere l’attenzione sul futuro previdenziale dei cittadini.

Ma cosa conterranno esattamente le buste arancioni? Un documento di tre pagine con l’estratto conto contributivo, l’indicazione della data in cui si potrà andare in pensione, il dettaglio del rapporto tra l’ultimo stipendio incassato e il primo assegno pensionistico ricevuto e, ovviamente, la simulazione della pensione. Tutte informazioni che, secondo la dirigenza dell’istituto di previdenza sociale, renderanno più trasparente il sistema pensionistico nazionale e consentiranno agli italiani di avere maggiore consapevolezza sul loro futuro. Per quanto molti di loro non sembrano aspettarsi granché. Stando a un recente sondaggio condotto dall’Ipsos, infatti, il 56% degli intervistati vaticina cattive notizie. Ovvero si aspetta che le buste arancioni indichino un importo inferiore a quello sperato. Mentre solo il 34% immagina di ricevere dall’Inps conferme sulla cifra che aveva immaginato di incassare da pensionato. Trovare la busta arancione nella cassetta della posta potrebbe insomma avere, per molti italiani, lo stesso effetto di una notifica di Equitalia.



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